Archivio mensile:marzo 2005

Il vlog è tra noi

Sentite sempre più gente intorno a voi parlare di vlog, o video blog, ma non avete la più pallida idea di che cosa si tratti? Niente paura: un’ottima scorciatoia per entrare rapidamente nel dorato mondo dei blog arricchiti da contributi filmati ve la offre Michael Rogers, columnist di Msnbc, con i suoi due articoli “Ready for your close-up? Here come the vlogs” e “Vlogs: Next big thing or niche experiment?”. Leggeteli entrambi con attenzione e vedrete che vi aiuteranno a capire le dimensioni del fenomeno, le sue potenzialità e criticità, nonché quali risorse online sfruttare per diventare vlogger voi stessi. Buon divertimento.

L’autocritica di Calacanis

L’Invincibile Armada di Jason Calacanis, con i suoi 75 blog dedicati quasi ad ogni branca dello scibile umano, è malata di gigantismo? Sono infatti alcuni giorni che i server di Weblogsinc gridano vendetta impedendo l’accesso ai singoli blog o rendendolo comunque insopportabilmente lento. La notizia, tuttavia, è nel modo in cui il vecchio Jason sta gestendo la questione a livello di immagine, armato di un sincerità quasi brutale nei confronti dei lettori. Leggete i due post “We suck” e “We Still Suck” e capirete cosa intendo. Secondo voi, fa bene o male?

Corporate blogs and Wikis

Infoworld ha pubblicato un interessante ed esaustivo servizio di Michele Delio, intitolato “Enterprise collaboration with blogs and wikis”, nel quale viene mostrato come molte aziende americane stiano adottando questi nuovi strumenti per promuovere il dialogo tra gli impiegati, con i clienti e con il pubblico in generale. Il pezzo è un po’ lunghetto, ma merita davvero di essere letto.

(Via MoonWatcher)

L’RSS diventa SMS

Se la vostra dipendenza dalle Really Simple Syndications è ormai tale da causarvi ansia ogni qual volta vi troviate lontano dal vostro computer, Feedbeep ha la soluzione che fa per voi: un servizio (a pagamento) capace di inviare newsfeed RSS sul vostro telefonino sotto forma di SMS. L’azienda di Santa Cruz ha infatti stipulato un accordo con PubSub, l’aggregatore che monitora oltre 9 milioni di sorgenti Internet, mettendo in piedi un sistema che scandaglia la blogosfera usando la ricerca per keyword e inoltrando le notizie in forma di alert sul cellulare dell’utente iscritto al servizio. Dateci uno sguardo prima di acquistare un costoso smartphone con RSS reader incorporato.

(Via Robin Good)

La parola al Pr

Tom Murphy, blogger di Pr Opinions, ha lanciato per il secondo anno consecutivo un interessante sondaggio on line che indaga gli effetti delle nuove tecnologie e di internet sul mondo delle Public Relations. Tutti gli operatori e gli esperti di settore del mondo sono invitati partecipare: dieci minuti sono più che sufficienti per compilare l’apposito questionario messo on line da Murphy. Se poi volete capire meglio di cosa si tratta, potete anche consultare i risultati dello scorso anno. Un rapporto dettagliato sull’iniziativa in corso sarà invece reso pubblico dopo Pasqua (quando il vecchio Tom sarà rientrato dalle vacanze). Prendete carta e penna.

Blogging accademico

Il futuro del blog, specie se commerciale, è raggiante. Parola degli accademici statunitensi in forze alla Wharton School, presso l’università della Pennsylvania, che in un recente articolo analizzano lo stato attuale della blogosfera, si interrogano sul domani e si dicono certi di due cose: “Blogging will remain disruptive to the traditional media, and new uses will surface”. Vi consiglio di dargli una letta.

(Via Blog Business World)

Corporate blogging intelligente

Per fare corporate blogging ci vuole fegato e schiettezza. Ce lo ricorda Debbie Weil citando l’esempio negativo dato poco tempo fa dai blog aziendali di Boeing e General Motors: il primo ha ignorato la notizia delle dimissioni del Ceo di Boeing Harry Stonecipher (travolto dallo scandalo per una relazione sentimentale con la segretaria); il secondo non ha a sua volta fatto alcuna menzione del profit warning che ha affossato le azioni del colosso automobilistico. E la Weil tuona: “Guys, if you want to play in the blogosphere you gotta play by the rules! Speak the truth or something close to it. At least say something!”. Insomma, usate il blog aziendale per dare voce alla vostra versione dei fatti. E’ di certo meglio che farsi radere al suolo dai media tradizionali. O no?