Archivio mensile:settembre 2005

Il blognetwork paga

Ormai non passa giorno senza che si debba segnalare la comparsa di un nuovo blog network. Oggi, in particolare, ho sottomano ben due novità: Webby Media e Fine Fools Community. Canadese il primo, statunitense il secondo, i due nuovi network sono accomunati dalle interessanti offerte economiche fatte ai blogger affiliati: ad essi promettono infatti il 100 per 100 dei ricavi provenienti dalla pubblicità. Con una differenza sostanziale: Fine Fools offre al blogger tutti i ricavi provenienti da Google Adsense o Yahoo! Publisher Network. Webby Media offre invece il 100 per 100 di tutte le entrate, senza alcun distinguo. Una scelta senza precedenti che il fondatore del network canadese Omar Al-Hajjar spiega così: “La nostra scelta è dettata dal fatto che puntiamo a crescere. Non ci interessa il profitto a breve termine, ma la produttività nel lungo termine”. Tradotto in parole povere: abbiamo le risorse sufficienti per investire da subito sulla totale “soddisfazione professionale” dei blogger. I soldi arriveranno.

Per saperne di più:

- The Blog Herald: “2 new blogs networks launch promising 100% revenue

Parole con cui non vivere

Il giornalista si chiama Henry Copeland, la testata è Online Media Daily e l’articolo si intitola “Consumer-Generated Media is an Oxymoron”. Perché dovreste leggerlo? Perché il giornalista analizza con spirito e ironia le parole “Consumer-Generated Media” mettendone a nudo l’incapacità di definire quel complesso universo rappresentato da blog, wiki, podcast, forum, list-serves e altro ancora. Per invogliarvi alla lettura (in inglese), ecco un breve ma succulento estratto: “Definire i blog consumer-generated media è lo stesso che descrivere il sesso come una produzione di calore, odori e secrezioni in assenza di vestiti“. Insomma, vengono meno la motivazione, la passione e (perché no?) la poesia.

Per saperne di più:

- Online Media Daily: “Consumer-Generated Media is an Oxymoron

Pubblicità e blog, il matrimonio s’ha da fare

Il tema è interessante: dopo aver preso tardivamente atto dell’esistenza dei Blog e di altri “consumer-generated media channels”, le aziende avevano prima finto di ignorarne la rilevanza per poi finire, nella maggior parte dei casi, ad osservare da lontano il fenomeno con diffidenza e apprensione. Ora però le cose stanno cambiando: chi decide come spendere il budget destinato al marketing pare aver sfilato la testa dalla sabbia e si chiede ora se gli investimenti pubblicitari nella blogosfera possano garantire un Roi soddisfacente. Un bel passo avanti, non c’è che dire. E già c’è chi risponde di sì, portando esempi concreti: è il caso di Brian Clark, CEO di GMD Studios, e John Hiler, CEO di Xanga, intervenuti ieri al OMMA East Conference. Leggere per credere.

(Via Micro Persuasion)

Apple non ripete gli errori di Dell

Il fatto: l’iPod Nano, ultimo nato dell’osannnata famiglia di lettori mp3 della Apple, è difettoso. I pezzi della prima serie accusano un’inspiegabile fragilità del display a colori che in poche ore si graffia o smette persino di funzionare.

La reazione della blogosfera: il problema viene segnalato da molti blogger e la notizia rimbalza fino ai main stream media, destando un certo scalpore.

La risposta di Apple: dopo poche ore da Cupertino ammettono la vulnerabilità del prodotto e si impegnano pubblicamente a risolvere la questione, incassando il plauso di clienti vecchi e, soprattutto, prospect.

Ora, questa storia meritava di essere raccontato per due ragioni:

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I segreti di Google Adwords

Come funziona veramente Google Adwords, ovvero la principale fonte di ricavi sulla quale può contare la ricca azienda di Mountain View? E’ vero che il sistema, per quanto completamente automatizzato, è studiato in modo da dissuadere sistematicamente gli inserzionisti che desiderano ridurre gli investimenti pubblicitari iniziali, “punendoli” con una riduzione del traffico sproporzionata? Bob Cringely, con un lungo e pungente articolo, si addentra nei segreti del motore di ricerca americano raccontando l’esperimento condotto da un lettore che avverte: la politica di Google nei confronti degli inserzionisti ricorda quella dei Casinò di Las Vegas verso i giocatori: “They want you to lose”.

per saperne di più:

- I, Cringely: “Google Goes Las Vegas

Blog e shopping, binomio vincente

Inattesi quanto graditi, i risultati del sondaggio realizzato dalla hosting company Hostway parlano molto chiaro: ben il 77% degli intervistati giudicano i blog un prezioso strumento per conoscere i servizi o i prodotti che intendono acquistare, e ad essi più che ad altre fonti di informazioni si affidano per decidere come spendere i propri soldi. Il perché è semplice: stufo di prendere “fregature”, il grande pubblico internettiano cerca (e trova) nei blogger persone credibili che raccontano la nuda verità sui prodotti, spesso partendo dalla propria reale esperienza personale. In pratica, il trionfo del passaparola ma anche un chiaro avvertimento per i produttori che intendono ampliare (o anche solo mantenere) la loro attuale quota di mercato.

Per saperne di più:

- BBC News Uk: “Shoppers use blogs for bargains

Il corporate blogging visto dai pr

I professionisti europei delle Public Relations dicono la loro su corporate e business blogging: secondo un’inchiesta condotta dall’azienda inglese Blog Relations, da un lato definiscono il blog una minaccia denunciando il terribile rischio che ogni azienda corre se un cliente insoddisfatto o un dipendente frustrato decidono di bloggare il proprio disappunto; dall’altro concordano nel dire che, se fatto nel “modo giusto”, il corporate blogging può giovare a “diverse” se non addiritttura “a molte” tipologie di aziende, così come già accade in America. Insomma, il messaggio indirizzato ai manager sembra essere questo: il blogging è qualcosa che non potete più fingere di ignorare, ma che anzi dovete imparare a conoscere, ascoltare e, se è il caso, utilizzare.

Per saperne di più:

- The Blog Herald: “PR professionals find blogs threatening
- The Blog Relations PR Survey

PubSub top 1000

Volete assolutamente sapere quali sono i mille siti dotati di feed rss più influenti del web? Tranquilli, ve lo dice PubSub: dal 25 settembre è infatti disponibile una “superclassifica” realizzata dall’azienda americana che posiziona i diversi siti a seconda del numero di link che hanno incassato negli ultimi 30 giorni. E non è un caso che io abbia usato la parola “siti”: la gradutoria include infatti blog, testate giornalistiche e vari tipi di siti web tradizionali, fornendo un’immagine più ampia e comprensiva del web rispetto, ad esempio, alla top 500 di Feedster e alla poco nota top 40 di BlogPulse, entrambe limitate ai blog.

Per saperne di più:

- The PubSub LinkRanks 1000

(Via Problogger)

Hollywood apre ai blogger

Lo staff di pr sul libro paga di Joss Whedon ha avuto un’idea innovativa e coraggiosa: promuovere il debutto cinematografico del regista noto per serial tv come “Buffy” e Angel” coinvolgendo anche la blogosfera statunitense. Il come è presto detto: la casa produttrice del nuovo film di Whedon, intitolato “Serenity”, ha offerto ai blogger americani biglietti gratis in cambio di recensioni. Ogni blogger aderente all’iniziativa si è impegnato a vedere il film e bloggare il proprio giudizio sulla pellicola. La cosa interessante è che l’accordo specifica chiaramente come i “critici” della blogosfera non siano affatto obbligati a parlare bene del film, ma solo a parlarne. Anche male.

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A week of blogging

Gli hot topics della settimana:

- RWB – Guida alla dissidenza online
- Frankfurt Motor Show blog
- Web 2.0: Netvibes
- OhMyNews – Profitti alle stelle
- La spina nel fianco di Microsoft
- Web Smart 50 – L’innovazione al servizio delle aziende (e viceversa)
- b5media è tra noi
- Global PR Blog Week 2.0
- WeblogsInc secondo Jason Calacanis
- Torneranno i Wikitorials?
- Web Days 2005
- Google Blog search – Primi resoconti
- Commenti – Il galateo del blog
- Everyhuman – Incrementare il traffico
- iHerald – Il quotidiano ai cittadini
- RSS – La vetta dell’informazione
- Dome Blog – Il blog degli evacuati
- Chrysler – Di male in peggio