Archivio mensile:dicembre 2005

Branding – Intel vara una nuova strategia

intel leap ahed

Anno nuovo, branding strategy nuova di zecca per il colosso tecnologico americano Intel. La compagnia sta infatti lanciando una nuova “corporate and brand identity” che si riflette innanzitutto nella revisione del logo aziendale e dei suoi famosi stickers “Intel Inside”, ma anche nell’abbandono del nome “Pentium” per quei microprocessori che a breve vedremo all’opera anche sui nuovi Apple. Le nuove generazioni di processori Intel si chiameranno semplicemente “Core Solo” o “Core Duo”, a seconda che si tratti di chip con singolo o doppio “computing engine”. Il cambiamento si è reso necessario, spiega la compagnia, per sottolineare che Intel non è più solamente il primo produttore di microprocessori al mondo ma anche un vero e proprio “provider of platforms” per la “casa digitale”.

Per saperne di più:

- ABC News: “Intel to Unveil New Branding Strategy

Fortune 500 Business Blogging Wiki

Fortune 500 Business Blogging Wiki

La storia è questa: all’inizio del 2005 Chris Anderson, direttore della rivista Wired, e Doc Searls, Senior Editor del Linux Journal, discutevano del perché alcune grandi compagnie facessero corporate blogging e altre no. Doc Searls ipotizzava: il corporate blog è un tool di comunicazione con il quale le aziende preferiscono ancora non avere a che fare se non sono costrette da una flessione delle vendite o da un problema d’immagine. Teoria interessante, ma tutta da verificare: per farlo Anderson ha pensato di aprire un wiki dove elencare le prime 500 compagnie al mondo indicate da Fortune, invitare tutti a segnalare quali tra esse stiano sperimentando il corporate blogging e quali no e, infine, confrontarne l’andamento in Borsa nell’ultimo anno. Secondo i dati raccolti finora sul “Fortune 500 Business Blogging Wiki”, solo il 3 per cento delle 500 aziende elencate dalla rivista statunitense fa uso del blog e, a conferma della teoria di Doc Searls, sembrerebbe effetivamente farlo per recuperare terreno perduto rispetto alla concorrenza. Inutile dire che, se avete informazioni utili, il wiki di Anderson attende il vostro contributo.

Per saperne di più:

- Chris Anderson: “Announcing the Fortune 500 Business Blog Index
– Fortune 500 Business Blogging Wiki

Blogging soldiers – Dal weblog al libro

In passato vi abbiamo raccontato del fenomeno dei “blogging soldiers”, soldati americani che dal fronte iracheno scrivono diari virtuali per raccontare le loro esperienze di guerra, comunicare con i propri famigliari e, con l’occasione, guadagnare qualche soldo grazie all’online advertising. Successivamente siamo tornati sull’argomento documentando le ansie dei vertici militari statunitensi, preoccupati dalla possibilità che i “milblogger” potessero rivelare informazioni strategiche al nemico. Oggi anche la BBC parla del fenomeno citando, fra le altre, l’esperienza del soldato Jason Christopher Hartley, autore prima del blog “Just Another Soldier” e, successivamente, di un libro che porta lo stesso nome.

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Europa, 73 milioni di “online shoppers”

Gran Bretagna, Svezia, Germania, Francia. Queste le quattro nazioni europee dove, secondo la speciale classifica stilata da Forrester Research, vive il maggior numero di “online shoppers” europei. Durante il secondo trimestre 2005, nel vecchio continente 73 milioni di persone si sono servite di internet per fare shopping, vale a dire il 19,7 per cento in più (circa 12 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2004. Stando alle cifre di Forrester Research, insomma, siamo di fronte a un importante giro di boa: per la prima volta quest’anno più della metà del popolo di websurfer europei (51 per cento) ha scelto l’e-commerce per fare parte dei propri acquisti. In particolare l’Italia, nonostante i suoi 6 milioni di online shoppers non possano competere con i 22 di Gran Bretagna e Svezia, evidenzia un incoraggiante crescita del numero di acquirenti on line pari a oltre il 40 per cento.

Per saperne di più:

- eMarketer: “Europeans On an Online Spree

US music market – meno cd, più download

Il mercato musicale americano va male e bene allo stesso tempo. Una contraddizione solo apparente, che si risolve semplicemente distinguendo le vendite dei tradizionali cd dal download via internet dei brani in formato mp3. Secondo quanto riferisce BBC News online, infatti, negli Stati Uniti la vendita degli album nel 2005 è scesa del 7 per cento rispetto all’anno precedente, mentre nello stesso periodo il “music download market” ha conosciuto una straordinaria crescita pari al 148 per cento.

Per saperne di più:

- BBC News: “US CD album sales show 7% slide

Le sitcom di CBS in onda su Yahoo!

yahoo! tv

Da alcuni mesi si succedono quasi senza soluzione di continuità gli annunci di nuove partnership tra network tv e web companies per la distribuzione on line di contenuti televisivi. Steve Jobs, geniale e visionario come sempre, ha aperto le danze con il suo iTunes Video Store, ma gli altri grandi non hanno tardato a fare le loro mosse per sondare le potenzialità del nascente mercato. E’ in questo contesto che nasce l’accordo tra Yahoo! e CBS in base al quale il primo distribuirà tramite streaming due episodi di due sitcom di proprietà del network televisivo americano. Le puntate delle due serie “Two and a Half Men” e “How I Met Your Mother” verranno offerti gratuitamente agli utenti, saranno privi di spot commerciali e verranno diffusi attraverso la Yahoo!TV, il video-contenitore del motore di ricerca dove già risiedono contenuti forniti da VH1 e ABC.

Per saperne di più:

- Yahoo! TV: “CBS Comedy Bowl

Google base si rifà il trucco

google base

Il fine settimana appena trascorso ha portato novità interessanti dalle parti di Google Base: dal martedì successivo alle festività natalizie gli utenti del servizio hanno infatti accesso ad una home page molto semplificata rispetto al passato, che consente di navigare i contenuti sia tramite motore di ricerca che per categorie. Secondo gli analisti, il nuovo “make up” di Google Base indica come l’azienda di Mountain View si stia muovendo per trasformare il servizio da “database dove si può caricare di tutto” a sistema evoluto per la gestione degli “online classifieds”, gli annunci online che hanno fatto la fortuna di Craig Newmark. Insomma, il nuovo anno non è ancora cominciato e già i grandi player fanno le loro mosse per assicurarsi nel 2006 un posto in prima fila nel mercato degli “online classifieds”. Ne vedremo delle belle.

Per saperne di più:

- Online Media Daily: “Google Revises Free Classifieds