Archivio mensile:febbraio 2006

Google (ri)scivola in Borsa

Per la seconda volta in breve tempo il titolo del motore di ricerca americano Google crolla in borsa perdendo circa il 10 per cento e attestandosi a 352 dollari. Durante la seduta di oggi ha registrato un minimo recuperato solo in parte di 338,51 dollari, mentre ieri aveva raggiunto e superato quota 390 dollari. A scatenare il ribasso sono state le vendite seguite alle dichiarazioni del Chief Financial officer George Reyes, secondo il quale l’aziende di Mountain View avrebbe registrato un rallentamento nella crescita.

Per saeprne di più:

- ABC News: “Google Stock Takes Hit After CFO Comments
– Affari Italiani: “Google/ Il titolo crolla dopo un allarme sugli utili

In-game advertising, il futuro è roseo

unreal midway double fusion

Pochi giorni fa il game maker americano Midway Games Inc. ha stretto un accordo con l’advertising company Double Fusion per portare “dynamic ads” sui videogiochi online sviluppati per Xbox360 e Playstation3. Il primo titolo che risentirà degli effetti di quest’accordo è l’atteso “Stronglehold”, videogioco di prossima uscita realizzato in collaborazione con il regista John Woo. Sullo sfondo dell’accordo un mercato, quello dell’in-game advertising, che due ricerche segnalate oggi da eMarketer danno ancora per acerbo ma in grande crescita a partire dal 2007. Insomma i videogiocatori si rassegnino: col passare dei mesi, sempre più spesso si imbatteranno in pubblicità “reale” mentre si aggirano nei mondi virtuali dei loro videogiochi preferiti.

Nike Basketball Blog

blog nike basketball

Steve Rubel di Micro persuasion ci segnala che la multinazionale Nike ha aperto un blog dedicato al basket. Nike BasketBall è caratterizzato da una grafica accattivante e da numerose foto, ma manca tuttavia di due degli elementi “tipici” che distinguono il blog da un qualunque altro web site: i commenti e i trackback. L’impressione è che Nike voglia seguire la “moda” del blogging senza accollarsi l’impegno di gestire una conversazione con la comunità di riferimento. Voi che ne pensate?

IWBank, la banca che blogga

iwbank blog

Il corporate blogging in Italia è ancora merce rara. La maggior parte delle aziende nostrane ignorano o fingono di ignorare i cambiamenti nel modo di fare pr che il tool blog sta determinando all’estero, specie negli Stati Stati Uniti. Il concetto alla base della nuova comunicazione è stabilire un dialogo più schietto, informale e diretto tra azienda e clientela: un’idea che suona quasi blasfema in un paese come l’Italia, dove la comunicazione aziendale è “ingessata” per definizione.

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The blog 50

theblog50

Fino ad oggi la classifica dei più influenti blogger al mondo è stata una mera “questione tecnica”, il freddo risultato di noiose operazioni numeriche: quanti link entranti, quanti contatti unici, quante pagine viste, quanti download. Un criterio attendibile certo, ma tutt’altro che affascinante. Ora un blog si prepara a sovvertire l’ordine delle cose: TheBlog50 propone infatti una top 50 dei blogger stilata ogni settimana in base a “metodi scientifici top-secret” i cui risultati, come scrive l’editor Jeremy Botter, debbono essere accettati dal lettore come fossero “verità divina”. Il risultato è un blog caustico e irriverente che merita davvero cinque preziosi minuti della vostra attenzione.

L’Idaho State Journal apre al blogging

idaho state journal blogs

Un piccolo giornale americano, l’Idaho State Journal, ha deciso di sperimentare il blogging come strumento d’informazione parallelo e complementare al suo sito web e all’edizione cartacea. L’avventura nella blogosfera dell’ISJ è iniziata con la pubblicazione di quattro weblog e cioè Journal Opinion, Journal Sports, Journal Politics e Family Kitchen. Se la cosa funziona, altri dovrebbero seguire a breve.

Per saperne di più:

- ISJ: “Public invited to participate in Journal’s Internet blogs

E-commerce, la rivincita dei piccoli brand

olevia lcd tv success amazon

Mettiamo il caso che desideriate acquistare un televisore LCD da 32 polllici e scegliate di cercarlo tra le offerte del negozio virtuale Amazon.com. Navigando tra prodotti di marchi ultranoti come Sony, Samsung e Panasonic fareste una curiosa scoperta: tra i flat-panel LCD TV, uno dei più venduti è l’Olevia da 32 pollici della quasi sconosciuta azienda americana Syntax-Brillian Corp. Un risultato merito dei clienti di Amazon: la compagnia ha iniziato a vendere sul sito di e-commerce proponendo buoni prodotti a prezzi sensibilmente più bassi dei suoi blasonati concorrenti. Gli utenti di Amazon hanno comprato gli Olevia, li hanno apprezzati e sono tornati sul sito per scrivere recensioni favorevoli che altri hanno letto. In brevissimo tempo, questo “circolo virtuoso” ha permesso a Syntax-Brillian Corp di conquistare il 2 per cento del mercato senza dover investire milioni in campagne pubblicitarie. Insomma, un successo di certo meritato, ma che senza il web 2.0 sarebbe stato impossibile.

Per saperne di più:

- Yahoo! News: “Smaller Brands Rise in Electronics Market