Archivio mensile:giugno 2006

Italia, e-commerce in crescita nel 2006

Oggi l’Aula Rogers del Politecnico di Milano ha ospitato il convegno “Netcomm 2006, the Italian eCommerce Forum”, nel corso del quale si è discusso dello stato del settore e le sue prospettive di crescita. Buone notizie: il giro d’affari, che nel 2005 aveva sfiorato i 3 miliardi di euro, nel 2006 dovrebbe raggiungere e superare quota 4 miliardi.

(Via Ansa)

US adv market forecasts, Merril Linch d’accordo con Coen

Ieri parlavamo delle previsioni di Robert Coen (Universal McCann) sull’andamento dello Us Advertising Market nel 2006. Oggi la banca d’affari Merril Lynch pubblica un rapporto che, in generale, conferma ed anzi accentua la visione di Coen: il mercato della spesa pubblicitaria crescerà nel 2006 solo del 5,1% contro il 5.6% previsto da Universal McCann, mentre l’online ad market crescerà di un ottimo 29.1%, ovvero 4,1 punti percentuale in più di quanto previsto dagli analisti di Coen. Insomma, entrambi gli istituti di analisi hanno rivisto al ribasso le loro stime sulla crescita del mercato pubblicitario statunitense elaborate nel 2005, entrambi ne danno la colpa al calo della raccolta pubblicitaria da parte delle cable tv e, soprattutto, entrambi prevedono una possente crescita della spesa pubblicitaria su internet. Difficile che si sbaglino.

Per saperne di più:

- Media Daily News: “Merrill Lynch Forecasts Reduction In 2006 Ad Spending

Office 2007, l’attesa si allunga

Per la seconda volta consecutiva, Bill Gates rinvia il lancio dell’ultima e più aggiornata versione del suo prezioso Office, la 2007. Il debutto, originariamente previsto per il marzo di quest’anno e successivamente rinviato a ottobre, scala ora alla fine del 2006, quando il software sarà disponibile solo per l’utenza Business. I comuni mortali dovranno aspettare invece aspettare il primi mesi dall’anno a venire e comunque non gennaio come inizialmente promesso. Se vi state chiedendo il perchè di questo nuovo ritardo, Microsoft risponde di necessitare altro tempo per raccogliere, organizzare e mettere in pratica tutti i feedback ricevuti durante la fase di beta test.

(Via New York Times)

Checkout “Google Checkout”

Da un anno se ne parla: rumors, illazioni, falsi annunci e speculazioni probabilmente orchestrate ad arte dalla stessa Azienda di Mountain View hanno largamente anticipato la nascita di “Google Checkout”, il servizio per i pagamenti on line destinato – secondo alcuni – a fare piazza pulita di Paypal e compagnia cantante. Oggi finalmente il debutto, annunciato direttamente sul corporate blog di Google e accompagnato dall’efficace slogan “Trovalo con Google, compralo con Google Checkout”. Se siete tra coloro che intendono avvalersi di questo nuovo servizio, allora perfavore provatelo una volta per tutte e, gentilmente, fateci sapere se l’ennesima diavoleria targata Brin&Page vale tutte le chiacchiere e le mille anticipazioni che ci siamo dovuti sorbire. Grazie.

Per saperne di più:

- Google Blog: “Find it with Google. Buy it with Google Checkout

US Ad spending: chi scende e chi sale

Robert Coen, presidente di Universal McCann, ha reso pubblica la consueta serie di previsioni sul prossimo futuro dell’advertising market statunitense. Il primo dato è che Coen ridimensiona, seppur non di molto, la crescita della spesa pubblicitaria totale che – sostiene – nel 2006 registrerà un più 5,6 per cento invece del previsto 5,8. Il seconda dato, per noi più interessante, è che lo stesso Coen pronostica una crescita pari la 25 per cento del solo Internet advertising market (escluso il search). La stima precedente, risalente al 2005 ed ora smentita, prevedeva una crescita degli investimenti pubblicitari on line pari ad appena il 10 per cento. Da notare come l’online advertising market, nonostontante un giro d’affari pari a 9,706 miliardi di dollari previsto per il 2006, sia ancora una piccola parte della spesa complessiva prevista negli Stati Uniti per il 2006, pari a ben 286 miliardi di dollari di dollaroni sonanti.

The Lord of MySpace

Dalle pagine di Wired, Spencer Reiss ci regala un’ottimo articolo su Rupert Murdoch e la sua ultima avventura imprenditoriale targata MySpace. Il tema è: Murdoch intende trasformare il free social network più grande al mondo in una colossale “marketing machine”; ha avuto l’idea del secolo o gli ha dato di volta il cervello? Buona lettura.

InToscana.it inciampa sui blog

E’ nato il portale InToscana.it, realizzato per offrire “servizi on line a cittadini, turisti e imprese”. I contenuti sono curati in gran parte dall’Ansa, mentre il progetto, concepito dalla Regione Toscana e dal Monte dei Paschi di Siena, è stato realizzato da Fondazione Sistema Toscana. Passi la grafica, sebbene le scritte in grigio su sfondo bianco riusltino piuttosto stancanti da leggere. Quello che (almeno per ora) disturba è la presenza di una sezione dedicata ai blog che ne ospita tre così caratterizzati: grafica anonima identica a quella del sito; pochissimi post (du su tre ne hanno uno); mancanza di aggiornamenti (l’ultimo post risale al 1 giugno); mancanza di trackback; l’editor resta anonimo. L’unica nota positiva è la presenza di commenti aperti. Ora, se il progetto avesse preso sul serio i blog e la blogosfera, secondo voi il portale avrebbe debuttato in questo modo?

USA, il nano-publishing piace ai finanziatori

Rafat Ali, 31 anni, è il fondatore della “independent media and information company” ContentNext, azienda che produce Paidcontent.org. Rafat Ali è un “biz-tech journalist” che ha scelto di usare la rete e, soprattutto, il tool blog per esercitare la professione di giornalista e imprenditore a costi sostenibili. Un nanopublisher-editor insomma, che ha appena incassato “meno di un milione di dollari” di finanziamenti da parte del Venture Capitalist Alan Patricof, già finanziatore di Apple Computer e fondatore del New York Magazine. Certo non è l’affare da 25 milioni di dollari tra Aol e WeblogsInc, ma è pur sempre un segno chiaro ed inequivocabile del peso e dell’attenzione che il nanopublishing (giornalismo professionale + internet + tool blog + costi imprenditoriali contenuti) sta rapidamente assumendo negli Stati Uniti.

Per saperne di più:

- The WSJ: “Bloggers Find Financial Backers For Their Independent News Sites

Advertising Industry, la resa dei conti è vicina

Con un’analisi puntuale e spietata, Jeff Jarvis ci spiega dalle pagine di BuzzMachine come sta cambiando l’industria dell’advertising, perchè l’immenso flusso di denaro che la caratterizza si sta spostando dai media tradizionali a internet, come questo fenomeno influenzerà (dolorosamente) il lavoro dei “marketers” che operano con giornali, TV e radio e che – dice Jarvis – ignorano o fingono di ignorare “l’elefante che bussa alla loro porta”. Leggete il “pezzo”, ma non senza prima aver goduto della “vignetta” (qui sopra) che il ragionamento di Jarvis ha ispirato all’impagabile Hugh MacLeod. Vale più di mille parole.

Per saperne di più:

- BuzzMachine: “Advertisers: You’re next