Archivio mensile:settembre 2006

Microsoft Multitasking

Sarà che si sta preparando ad andare in pensione, ma lo zio Bill Gates in questo periodo appare più attivo che mai: sul fronte del cosiddetto “iPod killer” Zune, Microsoft ha annunciato che l’oggettino verrà venduto per 249 dollari a partire dal 14 novembre. Quasi contemporaneamente, l’azienda di Redmond ha firmato un “agreement” con l’emittente nazionale inglese BBC “to explore ways of developing its digital services”. Novità, infine, anche per l’Xbox: Peter Jackson, noto al mondo come regista del Signore degli Anelli e King Kong, ha sottoscritto un accordo con Gates per creare quello che egli stesso ha descritto come una “new form of interactive entertainment”. Quel che si dice una settimana movimentata.

“Bogging for business”

L’Internet provider inglese Fasthosts ha fatto sua la causa del corporate blogging e commissionato una ricerca sulle “intenzioni” di 2,295 piccole imprese britanniche. La ricerca, intitolata “Blogging for business“, ha rivelato che sebbene circa la metà delle piccole aziende britanniche intervistate comprenda l’utilità del blog “per attrarre traffico e incrementare le vendite”, in realtà solo il 3% di esse risulta realmente intenzionata a investire i un blog aziendale. Insomma, l’Italia non è il solo paese dove le PMI si limitano a temere il corporate blogging piuttosto che a praticarlo.

Per saperne di più:

- ZDNet: “Small businesses missing the blogging boat

Visti da lontano

Qualche giorno fa il ministro Di Pietro ha invitato alcuni blogger al meeting politico dell’Italia dei Valori. Nel nostro Paese l’iniziativa è stato accolta giustamente con favore. In Francia anche Loic Le Meur, Ceo di Six Apart Europe, ha rilanciato la notizia con un’unica frase che merita riflessione: secca e lapidaria, dà la misura del ritardo che la politica italiana soffre rispetto ai cugini d’Oltralpe nel comprendere il fenomeno blogosfera e, più in generale, internet. La riporto:

Italian bloggers invited to political events

“It’s now standard in France, here it is in Italy too“.

Piu chiaro di così.

iGames?

Nell’ultime ore media e blogosfera hanno trovato una nuova ipotesi, tanto affascinante quanto per ora priva di fondamento, della quale dibattere: cosa accadrebbe – ci si domanda da più parti – se Apple decisse di entrare a gamba tesa nella videogame industry con una propria, nuovissima console? Cher sia già in fase di sviluppo e sia, opportunamente adattata, quella scatola magica per ora nota come iTV? In mezzo al rumore assordante generato da ipotesi e speculazioni, lasciamo fare il punto all’ottimo Business Week. Per conto mio, per ora mi limito ad immaginare l’orrore dei game developers, che si vedrebbero costretti a convertire i loro colossali videogame per adattarli all’ennesima piattaforma. Con tutti i costi che questo comporterebbe.

Cina, la blogosfera in rapida espansione

In Cina tutto è in vertiginosa crescita ed espansione. Anche quando si parla di blog, i numeri resi noti dall’agenzia stampa Xinhua lasciano attoniti: gli ultimi dati parlano infatti di una blogosfera che oggi risulta trenta volte più grande di quanto non fosse 4 anni fa, con 34 milioni di blog e 17 milioni di “blog editor” che si spartiscono ben 75 milioni di lettori. Il tutto, è bene ricordarlo, nonostante la schiacciante censura che il governo di Pechino esercita costantemente fuori e dentro la rete.

Per saperne di più:

- Reuters: “China blogging leaps 30-fold in four years

La pubblicità che non ti molla

Siete a casa, in televisione non c’è niente da vedere, ma avete una carta da giocare: il vostro programma preferito, registrato su una normale videocassetta o con il vostro nuovo videoregistratore digitale. Mentre lo guardate, saltate a pié pari la pubblicità premendo il fast forward, con buona pace di chi spende miliardi per gli spot e di chi li incassa per trasmetterli.

Se vi riconoscete in questo scenario, allora sappiate che la Fox di Rupert Murdoch ha pensato un trucco per contrastare il vostro telecomando: inserire immagini statitiche al posto degli spot tradizionali, in modo che l’utente, mandando avanti il nastro, riesca comunque a leggere correttamente il messaggio pubblicitario. Un’idea semplice che potrebbe risolvere efficacemente il problema senza bisogno di complesse (e inquietanti) tecnologie dedicate.

(Via Punto-Informatico)

Il CEO blogger di ING Asia/Pacific

Le banche possono avere un corporate blog, magari tenuto dal CEO in persona o, in caso di una multinazionale, dal responsabile di una intera area geografica?
Le risposte possibili sono due: se fate questa domanda in Italia, vi sentirete rispondere: “Un corporate che?!?!”.
Se invece avete tempo e voglia di passare le patrie frontiere, allora è probabile che che troviate qualcuno abbastanza gentile da indicarvi, ad esempio, il Blog “My cup of cha“, edito dal Chief Executive Officer di ING Asia/Pacific Jacques Kemp.