Archivio mensile:gennaio 2007

Tiepida accoglienza per Windows Vista

Io c’ero. Dodici anni fa gli utenti pc che, come me, erano passati dal purgatorio dell’MS-Dos all’inferno di Windows 3.x, dormirono in massa davanti ai negozi creando file interminabili per assicurarsi una copia di windows 95 ed entrare nel “magico mondo” a 32 bit del plug ‘n’ play. Sei anni dopo (volendo escludere l’inutile parentesi Windows ME) anche il lancio di Windows XP richiamò l’attenzione del vasto pubblico, felice di scrollarsi di dosso un OS ormai completamente superato. E oggi? Oggi, dopo innumerevoli ritardi, è finalmente nei negozi il successore di XP Windows Vista, strombazzato ai quattro venti con una campagna pubblicitaria miliardaria e forte di un possente debutto in contemporanea mondiale. Tutto come sempre. Manca “solo” la folla di acquirenti entusiasti.

Il nanopublishing visto da dentro

L’amico Giuseppe Granieri espone il suo punto di vista sullo stato del nanopublishing in Italia e, a titolo esemplificativo, chiama in causa il sottoscritto e il nostro blognetwork Communicagroup. Che cosa dica esattamente potete scoprirlo da voi leggendo il suo post. Per quel che mi riguarda, colgo al volo l’occasione che gentilmente mi offre e, riprendendo il suo ragionamento, espongo la mia visione delle cose maturata da un punto di osservazione privilegiato: quello di editor di Blogs4biz.

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FastLane blog ROI

Ieri parlavamo (peraltro non troppo entusiasticamente) di Forrester e del suo tentativo di definire uno standard per il calcolo del blog ROI. Torno sull’argomento per citare la seconda parte della ricerca ovvero il case study su Fast Lane, il corporate blog di General Motors, edito da sua maestà in persona il CEO Bob Lutz. Ecco come InformationWeek (dopo aver speso i 600 dollari necessari ad acquisire il rapporto), riassume il giudizio di Forrester: “General Motors’ auto business hasn’t been great of late, but its blogging strategy is paying off handsomely. In 2006, the company’s FastLane blog delivered an estimated $410,470 worth of customer insight and marketing at an approximate cost of $255,675 — a return on investment of 67% — according to a newly released report from Forrester Research.Compare that to 2005, when GM’s blog generated an estimated $578,374 worth of information and publicity at an approximate cost of $291,196. That’s a 99% return on investment”. Cosa ne dicono gli scettici?

YouTube condividerà i profitti con i videomaker

Chad Hurley, noto per essere uno dei due fondatori di YouTube, è tra coloro che intervengono al World Economic Forum 2007 in corso a Davos. Ha parlato ieri (il video è di Jeff Jarvis), durante una sessione in cui si discuteva – ovviamente – di “user-generated content”. Meno ovvio e anzi abbastanza sosprendente il contenuto del suo intervento: Hurley ha infatti affermato che “intende condividere guadagni (money) con i produttori di video” e spiegato anche perchè questo non è avvenuto prima: “non volevamo costruire un sistema che fosse motivato dal profitto; volevamo costruire una vera video community. Quando scegli di dare soldi alle persone fin dal primo giorno – continua Hurley – succede che dopo un po’ queste se ne vanno da un miglior offerente. Ora invece crediamo di aver raggiunto dimensioni tali da poter offrire denaro e allo stesso tempo, contare su una consolidata comunità di videomaker”. Tutto molto bello e giusto: peccato noi si sappia bene che, fino a prima dell’acquisizione da parte di Google, YouTube non solo aveva ben poco danaro da spartire con gli utenti, ma secondo alcuni era anzi prossimo a una fine indecorosa.

Per saperne di più:

- Jeff Jarvis: “Davos07: Chad Hurley on YouTube… on YouTube
– New Tee Vee: “YouTube to Share Revenue with Creators

Ancora sul blog ROI

Ciclicamente si torna a parlare di Return Of Investment del corporate blog. Oggi il tema viene rilanciato da Charlene Li di Forrester Reaserch, con la pubblicazione di uno studio nel quale ri-tenta di definire i criteri per calcolare il Blog ROI. Peccato che la survey del documento, in un passaggio che si riferisce al case study sul blog di General Motors, a mio avviso sembrerebbe ammettere l’inutilità dell’intero studio: “as you can see, this process and framework is not cut and dry, black and white. Rather, it’s highly subjective, requires tremendous judgment, and is open to interpretation. But it is a starting point for an otherwise nebulous activity”. Insomma, il blog ROI si può misurare ma non è un’operazione standard, quindi incaricate noi che ve lo facciamo bello bello come pr GM.

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FonCast, parla Robin Good

Con colpevole ritardo segnalo l’intervista in podcast che Stefano Vitta ha realizzato con il “mago di AdSense” Robin Good in occasione del BarCamp di Roma. L’argomento è come guadagnare soldi veri con i blog. Robin conosce la risposta? Forse. Diciamo che i duecentomila dollari che guadagna ogni anno la pubblicità di Google, (dati confermati durante il RomeCamp) suggeriscono di sì. E’ tutto legale? Pare proprio di sì: sempre Robin Good ha infatti raccontato di essere stato contattato da Google perchè il motore di ricerca, una volta rilevato un clickthrough del 30 per cento (!), ha deciso di studiarlo, comprendere meglio e magari capitalizzare il suo segreto.

L’economia di Second life? “Na sòla piramidale”

Quasi quasi mi perdevo questo gustoso attacco frontale di ValleyWag nei confronti del modello economico virtuale di Second Life: il blog del network Gawker ha infatti pubblicato un’analisi realizzata da un anonimo “financial consultant” che ha prima studiato e poi sperimentato investendo soldi veri il funzionamento dell’economia virtuale di SL. Questa, lo ricordo, consentirebbe in teoria di cambiare in dollari veri il Linden Dollar, la moneta corrente nel mondo creato dal Linden Lab. In teoria, perchè a sentire la “gola profonda” di ValleyWag, le cose non stanno esattamente così: anche se Second Life vanta un PIL annuo pari circa 220 milioni di dollari, “many transactions within Linden Lab’s environment are circular” e l’intero sistema funzionerebbe secondo un modello che ricorda da vicino il marketing piramidale. Tutti possono investire dunque, ma solo pochi fare soldi veri, anche perchè i Linden Dollars sono “effectively illiquid beyond small volume trades”. O ‘na sola, come si direbbe da noi a Roma.

Troppe start-up nel pollaio

Interessante analisi di Steve Rubel, alias Micro Persuasion: Steve nota che ultimamente il numero di start-up passate a miglior vita prima di diventare “adulte” sia notevolemnete aumentato. Per dimostrarlo cita diversi articoli di TechCrunch che poi sono altrettanti epitaffi in memoria di promettenti aziende web 2.0 fallite sul nascere. La lista è lunga, e suggerisce una riflessione: l’eco di acquisizioni miliardarie ha invogliato un numero crescente di giovani imprenditori a gettarsi nella mischia facendo sì che l’offerta superasse la domanda. Il risultato è sovraffollamento del web 2.0, sovrappopolato da aziende che hanno solo due possibilità per sopravvivere: crescere con la pubblicità o venire acquisite da entità più grandi. Ovviamente solo in pochi possono vincere alla lotteria, così molti “candidati” vesono stati e saranno eliminati nel corso di una selezione naturale che lascerà sul campo solo i più adatti a sopravvivere. Tranquilli: secondo Rubel il web 2.0 è qui per rimanere, e gli utenti continueranno a fare meraviglie grazie agli strumenti offerti in rete. Sarà insomma lo scoppio di una bolla sì, ma più piccola, giusto per fare un po’ di ordine e pulizia nella new economy.

EBay va alla grande

La casa d’aste più grande del mondo ha reso noti i propri dati finanziari relativi all’ultimo quarto. I numeri parlano chiaro: eBay ha fatto il botto incrementando i profitti del 24 per cento e registrando al 31 dicembre un “net income” pari a 346 milioni di dollari, ovvero 66,8 milioni in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Sempre nell’ultimo quarto, le vendite sono aumentate del 20 per cento, raggiungendo quota 1,72 miliardi di dollari e andando ben oltre le aspettative di Wall Street.

Per saperne di più:

- MarketWatch: “EBay profit rises 24%; sales up 29%, more than forecast