Archivio mensile:febbraio 2007

Tg Neapolis riporta le critiche a Italia.it

Poco fa Tg Neapolis, la rubrica di Rai 3 che racconta “come cambia la comunicazione nell’era delle nuove tecnologie” ma ha un sito incompatibile con firefox, ha parlato finalmente del portale Italia.it. La redazione ha dunque deciso di sfondare il muro di gomma che finora ha separato gli utenti della rete, protagonisti di una tuonante rivolta contro il “portale della vergogna”, dai media tradizionali, che hanno ignorato sistematicamente la pessima accoglienza riservata al “mostro” da 40 milioni di euro. Da notare che la redazione del tg ha comunque tentato di salvare capra e cavoli definendo Italia.it un portale “pur ricco di immagini e servizi”, attaccato dagli utenti della rete soprattutto “perchè costato troppo”. Peccato non sia un mero problema di soldi, ma anche e soprattutto di inadeguatezza progettuale che investe tutti gli aspetti del portale, compreso l’incomprensibile logo. Leggere per credere.

Wired lancia quattro nuovi blog

Il prestigioso settimanale statunitense Wired si prepara a un corposo restyling e rilancio del proprio sito, previsto per l’inizio della prossima estate. In attesa del grande evento, l’editor-in-chief Chris Anderson e la sua squadra investono ancora sulla microeditoria lanciando quattro blog nuovi di zecca e portando a 15 il numero di weblog nati sotto l’ala protettiva del giornale. I nuovi arrivati sono Danger Room, blog dedicato alle nuove tecnologie impiegate in ambito militare, Wired Science, Game|Life, che dovrà competere con avversari del calibro di Joistiq, Gadget Lab, rivale diretto di Engadget e Epicenter, specializzato in technology business.

Non in mio nome

Il nuovo portale italiano del turismo Italia.it ha appena quattro giorni di vita e già si è assicurato una fiumana di feroci critiche. Aumentano di minuto in minuto e le trovate facilmente passando da Google o Technorati. Per conto mio mi limito a segnalarvi “www.italia.it / Fenomenologia e scandalo di un webmostro italiano”, un blog “aperto al contributo di tutti i professionisti del multimedia italiano” che “nasce per motivare meticolosamente, analiticamente, punto per punto perchè http://www.italia.it – il sito da 45 (quarantacinque) milioni (milioni) di euro (di soldi pubblici) – è un portale mal progettato, mal realizzato, mal scritto, e che grida vendetta nel suo essere scandaloso spreco di denaro pubblico, nonché un’offesa alla competenza e alla professionalità dei lavoratori del web italiano”. Più chiaro di così.

(Via Punto-informatico)

Lufthansa investe sui blog (americani)

L’accordo ha un che di storico: da una parte c’è la potente compagnia di bandiera tedesca Lufthansa; dall’altra un nutrito gruppo di blog specializzati nel turismo. Nel mezzo, a fare da mediatore e garante, c’è il prestigioso Washington Post con il suo Blogroll, un ad network pensato per veicolare pubblicità su blog selezionati. In base al contratto,

The airline will run ads on all 100 of the travel blogs participating in the Post’s program, which brings independently produced and run blogs under one umbrella. Ads on the network are powered by Adify’s Build Your Own Network system.”

L’unico vero peccato e che un’azienda europea desiderosa di investire in pubblicità nei blog debba negli Stati Uniti per trovare ciò che cerca.

(via Marketing Vox)

Dell sempre più 2.0

Dopo il corporate blog, Dell ha tirato fuori un’altro coniglio dal cappello del web 2.0: Ideastorm. In due parole: gli utenti postano sul sito del servizio i loro suggerimenti per Dell e, contestualmente, la comunità online “vota” le idee migliori che, secondo il sistema già ampiamente collaudato con Digg, “risalgono” verso la testa della classifica. Insomma, il risultato è un focus group planetario realizzato a prezzi stracciati e la cui utilità, così come il ritorno di immagine per il colosso tecnologico americano, sono facili da intuire. Ora non resta che capire se tutti questi suggerimenti vengono tradotti in reali scelte operative. Se così fosse, sarebbe davvero un bel colpo.

Debutta BitTorrent Entertainment Network

Da demoniaco fautore della pirateria digitale a prezioso alleato delle major cinematografiche. Si può riassumere così la parabola professionale di Bram Cohen, geniale e eccentrico inventore del software peer-to-peer BitTorrent che, a partire da oggi, sarà il cuore della nuova iniziativa di e-commerce nota come BitTorrent Entertainment Network. Per intendersi, apre i battenti un negozio digitale stile iTunes Movie Store il cui catalogo vanta inizialmente oltre 3mila film vecchi e nuovi, ma anche serie TV e videogiochi. A fornire la “merce” saranno Twentieth Century Fox, Paramount, Warner Brothers e, a sorpresa, Metro-Goldwyn-Mayer. La formula commerciale è semplice: si potranno scaricare gratis i contenuti video prodotti dagli utenti mentre sarà possibile acquistare gli episodi delle serie tv al prezzo di 1,99 dollari ciascuno. I film saranno invece dati in affitto per 30 giorni al costo di 3,99 dollari. Fornitore della tecnologia DRM è Microsoft.

(via NYT)

A week of blogging

I temi caldi della settimana:

In evidenza

Le altre notizie

L’ultima di Pay-Per-Post: soldi in cambio di link

Ted Murphy, CEO di PayPerPost, riesce sempre a stupirmi. Prima vuole pagare i blogger perchè recensiscano prodotti ma “scorda” di imporre loro chiarezza su quali siano i post veri e quali i redazionali. Poi, ricondotto alla ragione dalle pressioni della comunità on line e della legge, ne inventa un’altra, questa volta molto più subdola: pagare i blogger affinchè linkino i post commissionati da PPP su altri weblog. Ecco come funziona: un blogger affiliato di PPP pubblica un post accanto al quale compare il badge “Get Paid to Review My Post”. Se altri blogger lo cliccano, vengono rinviati al sito di PayPerPost “where they sign up with ppp and a special opportunity is created just for them to review your particular post for $7.50. Upon acceptance and completion of the post $7.50 is paid to you as well for referring someone new to their ad network”. Insomma soldi a chi linka e a chi viene linkato per aumentare la visibilità di un post/redazionale nei motori di ricerca e nelle classifiche, falsando così uno dei principali indicatori della popolarità di un post/blog: il numero di link entranti. Direi che è il caso di gridare allo scandalo.

Le mani di Dada su Blogo.it

Su Repubblica.it, sezione Economia e Finanza, si legge:

“Dada, società leader nel settore delle community e dell’intrattenimento via web e mobile, ha perfezionato in data odierna attraverso la controllata Dadamobile l’accordo per l’acquisizione del 30% di E-Box S.r.l., titolare della piattaforma Blogo, ed ha sottoscritto accordi che potranno consentirle di salire al 100% della Società nell’arco dei prossimi 2 anni”.

Congratulazioni ai ragazzi di Blogo che, fatte le debite proporzioni e diviso per dieci l’importo dell’intera operazione, mettono a segno un colpo che ricorda da vicino quello del vecchio Jason Calacanis.

UPDATE: leggi anche la breve e corrosiva riflessione di Andrea T.

Per saperne di più:

- Blogo.it: “Dada entra in Blogo.it
– Repubblica.it: “Dada: acquisisce 30% di Blogo

Italia.it è fra noi

Cade il Governo e, poche ore dopo, viene pubblicato il portale Italia.it. Se l’ordine cronologico fosse stato inverso, ora avrei pochi dubbi nell’attribuire la responsabilità dell’ecatombe che ieri ha travolto il povero Prodi.

Per saperne di più: