Archivio mensile:novembre 2007

La Brigata del sapore

Labrigata.it è una piattaforma italiana di Social Networking creata da Reed Business Information per supportare e favorire “l’incontro, il confronto e lo scambio tra i professionisti della cucina”. Nelle pagine del nuovo sito, caratterizzato da una grafica gradevole e leggibile, articoli e news di taglio giornalistico affiancano contenuti generati direttamente dagli utenti come domande e risposte, commenti, voti, foto e video.

L’iscrizione è gratuita. Se vi decidete a provare il servizio, fatemi sapere in ogni caso come vi siete trovati.

Sicilia 2.0

“Sicilia 2.0 – Sviluppo, lavoro, opportunità per le imprese” è il titolo dell’interessante convegno in corso in queste ore a Palermo, presso l’aula magna della facoltà di Ingegneria. Nutrito il gruppo di relatori, tra i quali figurano Gianfranco Miccichè, presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Giuseppe Silvestri, rettore dell’Università di Palermo, Paolo Liguori, direttore TGCOM, Stefano Hesse, communication manager di Google Italia e Massimo Martini, amministratore delegato Yahoo! Italia. Purtroppo manca un programma preciso cui far capo per approfondire i temi che verranno trattati nel corso del convegno, iniziato intorno alle 15 di questo pomeriggio. Per saperne di più non vi resta quindi che collegarvi al sito e consultare i video disponibili o, meglio, avviare la diretta resa possibile dal servizio Ustream. Nel caso abbiate qualcosa da dire, è anche possibile lasciare dei commenti.

Week-end recap

In evidenza:

Le altre notizie:

Zopa.it, il social lending sbarca in Italia

Il tempo passa e “web2.0″ diventa sempre più sinonimo di disintermediazione. La crescente diffusione del broadband e delle connessioni always on si somma all’esperienza dell’ecommerce e alla nuova interazione sociale basata sui social network: insieme questi fattori forniscono le basi per nuovi e rivoluzionari esperimenti commerciali come quello messo in piedi dai Radiohead, dove l’incertezza dei risultati non scalfisce la genialità dell’iniziativa, o come Zopa.it.

E mentre nel primo caso la disintermediazione investe direttamente gli interessi delle major discografiche, nel secondo abbiamo un servizio di social lending che ambiziosamente si propone come alternativa alle banche e gli istituti di credito.

Una sfida che Zopa (Zone of Possible Agreement) sembra aver già vinto in Gran Bretagna (170mila iscritti) e che ora lancia in Italia con la stessa mission: mettere le persone in contatto affinché possano “prestarsi denaro tra loro, direttamente. Senza nessun intermediario e con interessi più convenienti per tutti.

L’iniziativa ruota intorno a un sito, una community e – udite udite – un corporate blog.

Sarà ora interessante vedere che genere di accoglienza riserva il nostro Paese a iniziative come questa nonché valutare sul campo la loro effettiva profittabilità.

Facebook? Roba da donne

Il blogger Paul Francis si è preso la briga di raccogliere e organizzare i dati della “Facebook ad platform” facendo alcune interessanti scoperte sul popolare Social Network:

1) La prima riguarda la distribuzione sul pianeta dei suoi membri: su 42.966.780 utenti provenienti da 31 nazioni, gli Stati Uniti figurano come nazione leader con oltre 18 milioni di iscritti. Seguono Gran Bretagna con 6,8 milioni, Australia (1,9 milioni) e, inaspettatamente, Turchia (1,6 milioni).

2) La seconda scoperta, molto più interessante, è che i dati in possesso di Francis documentano una popolazione in larga maggioranza femminile. Su scala planetaria, il gentil sesso è ottimamente rappresentato da 27.445.220 milioni di iscritti, contro i 15.521.660 del sesso opposto.

3)Anche l’Italia risulta prefettamente allineata con questa tendenza: su 161.800 iscritti in totale (un po’ pochi per la verità) ben il 70,57 per cento, pari a 114.180 unità, sono donne.

4) Su 31 nazioni censite, il tutto sommato esiguo numero di iscritti al social network statunitense relega il Belpaese a una misera 23esima posizione.

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Germania, l’iPhone è anche “unlocked”

Dallo scorso 8 novembre anche i tedeschi hanno il loro iPhone. In Germania l’oggetto del desiderio è sotto il diretto controllo di T-Mobile, che lo vende alle seguenti condizioni:

“Germans will pay €399 ($575) for the 8GB iPhone, along with a €25 ($36) activation fee, and these prices are in effect with a two-year contract. Calling plans will start at €49 ($71) per month, and except for that higher pricing, are similar to those in the U.S”.

Il solito salasso insomma. Di nuovo c’è che Vodafone, in questo Paese diversamente che altrove, ha inaspettatamente deciso di contestare l’esclusiva sul telefono-iPod ottenuta da T-Mobile e si è appellata alla corte di giustizia. Cosa ancora più strana, quest’ultima le ha anche dato ragione ed ha imposto a T-Mobile di vendere anche una versione nuda e cruda dell’iPhone, “without a contract and unlocked”.

Una vittoria per i consumatori? Ditemelo voi: il prezzo al pubblico è 999 euro.

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