Archivio mensile:settembre 2009

Paesi civilizzati

The UK has become the first major economy where advertisers spend more on internet advertising than on television advertising, with a record £1.75bn online spend in the first six months of the year.

The milestone marks a watershed for the embattled TV industry, the leading ad medium in the UK for almost half a century. It has taken the internet little more than a decade to become the biggest advertising sector in the UK.

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Monitorare la banda larga con Isposure

Gli amici di Between hanno per le mani un progetto da tenere d’occhio: si chiama Isposure ed è un software scaricabile gratuitamente che consente di “rilevare e monitorare nel tempo le prestazioni delle connessioni broadband”. Il software, realizzato da Epitiro Technologies LLC e attualmente compatibile solo con Windows, lavora in modo tale da occupare risorse hardware solo quando la macchina è inattiva e invia alla “base ” i dati garantendo il pieno anonimato per l’utente.

Isposure permette di:

  • Verificare la reale velocità del tuo collegamento Internet
  • Confrontare le prestazioni della tua connessione domestica con quelle degli altri ISP attivi nella tua zona
  • Valutare se la tua è l’offerta più conveniente in termini di qualità/prezzo
  • Monitorare nel tempo il livello delle prestazioni offerte dal tuo ISP

Isposure rileva i seguenti parametri:

  • Velocità di connessione (TCP download e upload)
  • Velocità di navigazione (HTTP download)
  • Tempi Ping
  • Tempi DNS

E ancora:

Tramite Isposure e grazie alla collaborazione di voi utenti, i dati relativi alle prestazioni dei collegamenti broadband sono raccolti ed elaborati dalla Epitiro Technologies, la “broadband communications authority”. Questi dati, anonimi ed aggregati, sono quindi inviati a Between, promotore dell’Osservatorio Banda Larga, che dal 2002 monitora gli sviluppi della broadband in Italia. Between ed Epitiro organizzano le informazioni in un rapporto analitico, che, dietro il pagamento di una commissione, viene fornito agli ISPs interessati per migliorare le prestazioni dei proprio servizi. Inoltre, i principali risultati saranno liberamente consultabili nelle apposite pubblicazioni periodiche.

Ho atteso prima di scrivere questo post perché volevo provare il software personalmente, ma purtroppo non posseggo più macchine Windows e non sono riuscito a procurarmene una. Se però l’argomento è di vostro interesse, basta fare un giro in rete e leggere i primi commenti a caldo generati dal lancio online di Isposure per rendersi conto che il tema è molto sentito dagli utenti, ma anche che servizi come questo hanno particolarmente senso per almeno due ragioni:

a) perché a regime, quando e se la quantità di dati raccolti diverrà infine sufficiente a dare un quadro d’insieme attendibile sulle prestazioni della banda larga in regioni, città, quartieri o anche solo palazzi, i carrier telefonici che operano sul territorio italiano avranno a disposizione nuovi dati utili a identificare problemi ed intervenire dove serve per fornire un servizio migliore ai cittadini;

b) perchè per le stesse ragioni di cui sopra, sarà più facile individuare quali tra gli operatori promettono attraverso il marketing cose che poi non mantengono, ma che comunque fanno pagare in bolletta.

Ovviamente la discussione sulla reale utilità, sulla precisione e sull’efficacia di strumenti come Isposure (che vorrei vedersi moltiplicare) è aperta e merita di essere tenuta viva. Per chiudere, riporto le parole che Cristoforo Morandini, Associated Partner di Between Spa, ha lasciato nel commento a un post di De Biase, perché mi sembra chiariscano molti aspetti del progetti e siano di stimolo alla conversazione. Dopodiché lascio spazio alle vostre osservazioni.

Ci tenevo a precisare che Between non ha obiettivi di profitto sull’operazione bandometro (i diritti commerciali sono del nostro partner Isposure). Il nostro scopo è di cercare di rendere più trasparente la reale qualità del servizio a banda larga e di creare le condizioni per garantire che anche in Italia si affrontino quei temi che condizioneranno lo sviluppo delle reti e dei servizi di nuova generazione. In questo senso questo non è un progetto Between o Epitiro, ma di tutti quanti installeranno e terranno il bandometro Isposure sul loro PC, contribuendo a ridurre le asimmetrie informative del mercato, a livello nazionale e a livello locale. Su questi temi vi terremo costantemente aggiornati anche attraverso il blog ufficiale dell’iniziativa http://www.bandometro.com
Grazie a tutti

Did you know 4.0

Giunto alla sua quarta versione, il video “Did you know” racconta come cambia il panorama dei media americani presentando con efficacia mirabile una corposa mole di dati e statistiche. Realizzato in collaborazione con The Economist e parte della serie “Shift happens“, il video è uno stato dell’arte da sorbire tutto d’un fiato, che inchioda alla sedia sia per l’indubbio interesse delle informazioni presentate, sia per la tecnica di visualizzazione adottata, capace di intrattenere il pubblico mentre lo informa.

Nato nel 2006 come presentazione da mostrare durante un meeting scolastico in Colorado (Stati Uniti), “Did you know” viene pubblicato in Rete nel febbraio 2007 e presto diventa  “virale”, collezionando cinque milioni di “viste” in appena 4 mesi. Un contenuto di valore generato “dal basso” e giunto all’attenzione di un pubblico vasto grazie all’esplosiva combinazione tra tecnologie abilitanti della Rete e passaparola tra utenti. Un documento esemplare di come cambia il mondo dei media non solo per i contenuti che veicola, ma anche per il modo stesso in cui si è diffuso attraverso Internet, diventando rapidamente di dominio pubblico.

SPOT.US: quando i lettori diventano editori

“Our mission is to make sure that journalism survives the death of so many of its institutions”: questo, secondo il fondatore David Cohn, l’obiettivo di Spot.Us, un progetto che rivoluziona il giornalismo secondo i paradigmi della nuova Internet. Spot.Us, realizzato nell’ambito del Center for Media Change, è un progetto di “community funded journalism” nel quale i reporter free lance presentano le loro proposte alla community e i lettori scelgono le notizie da pubblicare, finanziandole con un piccolo contributo.

Il mondo dell’informazione, in cerca di un’alternativa alla cronica dipendenza da investimenti pubblicitari, sperimenta il crowdfunding e si sposta verso logiche partecipative. La disintermediazione dell’editore e la customizzazione delle notizie rendono l’informazione sempre più simile a un prodotto, esposta alle preferenze e ai prezzi del mercato.

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Bernard Cova e il Marketing Capovolto

Il 13 e 14 Giugno 2007 Milano ospitò Web2oltre, bell’evento organizzato da Emanuele Quintarelli per Reed Business Information. Scrivevo al tempo su Blogs4biz:

Questi i temi al centro delle discussioni:

– Significato ed impatti di Web 2.0 ed Enterprise 2.0
– Casi di successo, opportunità ed i modelli di business del Web 2.0
– Utilizzare i principi del Web 2.0 per creare nuovi prodotti e servizi
– Modelli di produzione e monetizzazione dei contenuti che funzionano
– I più interessanti servizi offerti dalle aziende italiane
– Il Web 2.0 nel marketing virale e nella creazione di conversazioni con i clienti
– Implicazioni sociali e culturali della partecipazione utente

Di quelle due giornate (alle quali partecipai in qualità di moderatore del panel “Il Web 2.0 come nuovo strumento di conversazione: casi italiani di corporate blogging e podcasting”), la presentazione che forse più mi ha colpito è stata quella del professor Bernard Cova intitolata “Il marketing Capovolto: società, consumi e brand management nell’era del web2.0″.

Per questa ragione mi sembra utile riproporre qui il video dell’intervista che Cova realizzò a margine del convegno con Dolmedia (qui invece trovate le slide della sua presentazione, tutt’ora liberamente fruibili su Slideshare).

Repetita iuvant.

Come fare di Facebook la vostra sala stampa online

facebook-logoDalle pagine di Mashable, il social media consultant Josh Peter condivide (in inglese) una breve ma utile guida su come trasformare la Fan Page di Facebook in un’efficiente sala stampa online.

Facebook Fan Pages are perfectly suited for use as company newsrooms because they have a low barrier of entry, high visibility, numerous customization and automation options, and can be put together in an afternoon. A Fan Page can be more engaging and informative than most newsrooms out there, or it can act as an information portal that redirects customers to other, more engaging product Fan Pages.

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Quale futuro per i siti aziendali?

Recentemente sono stato coinvolto in un’interessante discussione riguardo al futuro dei siti aziendali. In pratica mi è stato chiesto se, data la crescente importanza dei social network, chi gestisce la comunicazione corporate debba o meno prendere in considerazione l’opportunità di essere presente solo su Facebook&co, rinunciando al classico sito corporate.

Di seguito l’opinione che ho espresso a riguardo. Mi farebbe piacere conoscere la vostra.

Credo che il punto non sia se un’azienda debba o meno avere un proprio sito, ma piuttosto come questo debba evolversi oggi, quale posto debba occupare in quello stesso universo on line del quale non può più pretendere (o far finta) di essere il centro.

Gli utenti entrano in rete per costruire la propria identità online e sviluppare un sistema di relazioni del quale vogliono essere il centro gravitazionale. Tanti piccoli nodi distribuiti nella rete che è sempre più difficile attrarre verso siti/portali pensati come uno spazio accogliente ma chiuso.

Diversamente dal passato, oggi la chiave dell’interazione azienda/utente è che la prima deve raggiungere il secondo ovunque esso si trovi: gli utenti sono su Youtube, Facebook, Myspace, e perciò ha senso che l’azienda (o meglio, le persone dentro l’azienda) li raggiungano articolando la loro presenza online ovunque sia necessario, anche e soprattutto imparando in fretta le “regole di convivenza” che governano la “parte abitata della rete”.

In questo processo di avvicinamento, che poi è un colossale cambiamento di paradigma della comunicazione e del marketing, il presidio che l’azienda mantiene online non viene meno ma – a mio avviso – si ridimensiona, semplifica, diventa a sua volta un centro di gravità fra tanti dal quale condurre la conversazione in atto su vari presidi. Non più un portale, insomma, ma il luogo da cui tenere le fila di una presenza online che tenderà a frammentarsi sempre di più con l’aumentare del numero di social network (o forse sarebbe meglio dire delle community) esistenti.

123people debutta in Italia

Oggi Luca ha lanciato in Italia 123people, motore di ricerca persone o, meglio, “sistema
completo di gestione della loro reputazione online”. Luca svolgerà il ruolo di country manager per l’azienda austriaca con sede a Vienna, quindi gli ho girato due domande al volo:

Perché la gente dovrebbe usare 123people?
“Ci sono almeno tre motivi: lo si può consultare se si è interessati alla vita di qualcuno, come ad esempio una celebrità, oppure per conoscere la reputazione online di persone con le quali si intende avviare un rapporto di collaborazione professionale; terzo, e forse ancora più importante, un utente può (e forse dovrebbe) usarlo per monitorare la propria reputazione in rete e sapere cosa dicono di lui”.

Quindi è uno strumento per il monitoraggio della reputazione on line?
“Per il monitoraggio e per la gestione: se c’è qualcosa che non va, 123people non ti consente certo di ‘cancellare’ il problema, ma di sicuro consente di scoprire rapidamente qual’è il problema e qual’è la fonte, dando quindi la possibilità di interagire con quest’ultima per trovare una soluzione.”

Qualche informazione in più sul servizio dal comunicato stampa:

123people, con sede a Vienna, è un servizio di ricerca persone specializzato nella ricerca web in tempo reale. La ricerca di informazioni restituisce dati, come numeri di telefono, indirizzi email, fotografie, citazioni per fornire agli utenti online la più completa aggregazione di dati disponibile in rete. Il servizio non crea profili pubblici, ma aggrega le informazioni fornite dai motori di ricerca o dalle fonti locali come gli elenchi telefonici nazionali, organizzando i risultati in diverse sezioni.

Dal lancio del servizio, nell’inverno del 2008 – il miglior lancio di un sito web austriaco nella storia, secondo ISPA (Internet Service Provider Austria) – il sito europeo di ricerca persone ha raggiunto alte vette. Attualmente 123people fornisce il proprio servizio a più di 15 milioni di visitatori ogni mese ed è indirizzato alla conquista di nuovi mercati.

Scaldate le piadine

Domani inizia il:

RomagnaCamp. Spero che ci sia tanta gente, che il tempo sia buono e che ci si diverta tutti insieme.
Si inizia venerdì 4 con RBC Confronti, poi la cena preCamp e sabato 5 si svolgerà il Barcamp dalle ore 9 alle ore 15.00 al Boca Barranca.
Dalle 15.30 alle 17.30 ci sarà uno speciale evento Ignite Italia e la domenica sarà di relax totale.

Via Luca Sartoni

ps: ci vediamo lì.