Archivio mensile:ottobre 2009

Mainstream media, rivoluzione in corso

Che la rivoluzione in corso, scatenata dall’avvento della Rete prima e dei nuovi media poi, stia sconvolgendo il mondo dell’informazione “tradizionale”, è dato sotto gli occhi di tutti. La crisi economica che ha pesantemente impattato sui mercati di tutto il pianeta negli ultimi tre anni, e della quale solo ora s’inizia a intravedere la fine, ha solo accelerato un processo già da tempo in moto.

La diffusione di Internet e delle “tecnologie abilitanti” che essa porta in dote ha messo a disposizione della gente potenti strumenti di comunicazione che, solo pochi anni fa, erano costoso appannaggio esclusivo dei soli professionisti dell’informazione. Molti ne hanno fatto e ne fanno un uso personale, altri ancora ne hanno in qualche modo abusato generando molto “rumore”. Un numero significativo di “talenti” ha tuttavia saputo cogliere al volo l’enorme opportunità messa a loro disposizione diventando rapidamente una fonte autorevole di informazioni.

Continua a leggere

Windows 7, una voce fuori dal coro degli entusiasti

Ho provato Windows 7. Come molti altri, lo trovo un buon sistema operativo, distante anni luce da Vista. Tuttavia più del software in sé, ciò che ha veramente attratto la mia attenzione è stata la campagna di comunicazione costruita da Microsoft, tarata per sottolineare in ogni modo che questo sistema operativo è stato fatto “assieme agli utenti”, conversando con la Rete, dando la possibilità a chiunque volesse provarlo di partecipare al suo sviluppo contribuendo con dei feedback.

Crowdsourcing a manetta per l’ultima e più delicata fase di sviluppo di Windows 7. Una scelta sulla carta assai innovativa per l’azienda di Redmond, che (giustamente) ne ha anche fatto il fulcro intorno al quale far ruotare quasi ogni aspetto della comunicazione del nuovo prodotto.

Ecco: proprio oggi, dalle pagine dell’autorevole Pcworld.com, Randall C. Kennedy si scaglia contro Microsoft definendo la sua politica di apertura ai feedback degli utenti (e la relativa capagna pubblicitaria che la ribadisce a ogni angolo d strada) una menzogna.

Purtroppo ho un debole per le voci fuori dal coro, e quindi posso fare a meno di sottoporre il pezzo di Kennedy al vostro giudizio:

“The truth is that Microsoft’s entire marketing campaign for Windows 7 is predicated on a lie. The company spin machine claims an unprecedented level of customer involvement, while our own truth detectors tell us that the exact opposite is true: Microsoft ignored the Windows community like never before with Windows 7. Even its “private” beta testers — the exclusive group Microsoft invited to test the OS and then very publicly ignored — are on the record as complaining about the lack of access.”

Continua a leggere su PcWorld.com

Stefano Quintarelli – Stare vicini ai figli e navigare con loro

Stefano Quintarelli, imprenditore, informatico e blogger italiano tra i più seguiti, racconta: «Ho due figlie, una di nove e una di cinque anni, e nessuna delle due usa un computer. Alla più grande sto insegnando ad usare Scratch, un software del MIT che ti insegna a programmare come se stessi giocando con i Lego. Per la piccola ho una selezione di contenuti che tengo sull’Xbox Mediacenter e le lascio guardare quelli. Andando avanti nel tempo vedremo cosa altro far fare loro».

Quintarelli ha paura della rete? «No: penso semplicemente che sia bene stare vicino ai figli e penso che sia giusto beccare i delinquenti quando sono on line. In altre parole sono a favore dell’anonimato protetto (dove l’utente è rintracciabile dalle autorità in caso di illecito) e contro l’anonimato totale. Anzi, mi sto adoperando affinché l’anonimato protetto diventi un dato di fatto prima che mia figlia sia grande, così molti problemi saranno risolti.»

E per coloro che di computer e Internet non sanno nulla ma hanno dei “figli digitali” da seguire ed educare, Quintarelli ha un consiglio molto semplice: «State vicino ai vostri ragazzi mentre vanno su internet e, se non capite qualcosa, fatevi spiegare da loro».

—–
Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link di seguito

Vedi anche:
– Il pezzo d’apertura dello speciale “Bambini a più dimensioni”
– David Weinberger: “Educare i figli a discernere il vero dal falso”
– Dave Sifry: “Tutto resterà per sempre documentato in Rete
– Yossi Vardi: Dare ai giovani accesso alla rete e un codice etico per gestirla
– Doc Searls – Tenere i bambini lontano dalla tecnologia il più a lungo possibile
– Joi Ito – Non dobbiamo creare analfabeti digitali
– Maryssa Mayer – Internet porta in dote più benefici che rischi
– Chris Anderson – Navigazione protetta e accesso alle fonti di informazione come Wikipedia
– Marten Mikos – Lasciare che i figli imparino ad affrontare i problemi da soli

Di Facebook e dell’odio contro Berlusconi

Giovedì scorso ho partecipato alla diretta di Rainews24 con Dania Mondini per parlare del gruppo Facebook che inneggia all’uccisione di Silvio Berlusconi (e che nel frattempo ha cambiato nome varie volte e raggiunto 34 mila iscritti). Il giorno dopo le informazioni raccolte prima di partecipare alla trasmissione mi hanno consentito di beccare in castagna Repubblica.it e CNR Media.

Ora il video è online sul sito del canale All News.

Immagine 6

Repubblica e CnrMedia sbagliano, il gruppo Facebook anti-Berlusconi è ancora lì

Update: Repubblica ha raccolto la segnalazione (pur evitando accuratamente di citare la fonte) e aggiornato il pezzo, raggiungibile sempre allo stesso link che trovate qui sotto (qui invece lo screenshot del pezzo com’era prima). Al momento CNRMedia porta ancora la “notizia” sbagliata.

Update 2: ora anche CNR Media ha aggiornato il pezzo. Cosa notevole, nel sito subito sotto l’aggiornamento, è disponibile anche il pezzo iniziale con l’informazione errata. In questo modo l’agenzia dà intelligentemente la possibilità ai lettori di ricostruire l’errore e avere l’informazione corretta in maniera trasparente.

—–

Scrive stamani Repubblica:

Facebook oscura il gruppo “Uccidiamo Berlusconi”
ROMA – Il gruppo nato su Facebook “Uccidiamo Berlusconi” è stato oscurato. Ne dà notizia CnrMedia.com. “Restano alcuni ‘cloni’ simili -viene rilevato- ma la denominazione originaria è stata cancellata dal social network. L’azienda di Palo Alto ha quindi risposto subito agli inviti del Governo italiano”.

La notizia è tratta da CnrMedia:

Il gruppo “Uccidiamo Berlusconi” di Facebook è stato oscurato. On-line ci sono ancora gruppi simili (dei cloni, come si dice in gergo) ma il gruppo originario è stato cancellato dall’azienda di Palo Alto che ha così obbedito alle richieste del Governo. Solo Facebook, infatti, poteva intervenire direttamente in così poche ore. Intanto nascono sul social network altri gruppi simili.

(CNR Media – 23/10/09)

Purtroppo è una collossale cantonata. Il gruppo, infatti, è ancora lì, forte dei sui 23mila membri, solo che ha cambiato varie volte nome tra ieri e questa mattina e quindi risulta difficile da trovare se non si dispone del link diretto e si passa per il motore di ricerca del social network.

Ieri sera i suoi admin avevano cambiato nome in “berlusconi,ora che abbiamo la tua attenzione…RISPONDI ALLE NOSTRE DOMANDE.”, con la frase sulla foto del premier che cambiava da “Uccidiamo Berlusconi” a “Berlusconi Vattene”; poi si era passati a “Uccidiamo Politicamente Berlusconi” e, infine, stamattina si è tornati alla versione che chiede l’attenzione del premier.

Immagino il collega di CNRMedia che fa la sua ricerca dentro Facebook, non trova in nessun modo il gruppo e trae le sue conclusioni, quindi scrive che gli amministratori in persona del social network hanno chiuso il gruppo dando seguito alla proteste del Governo perche “solo loro potevano farlo così in fretta”.

Un errore da dilettanti.

Impossibile a questo punto non citare il bel post di Luca Sofri intitolato “Il futuro dei media è fare le cose per bene”:

I media tradizionali accusano la rete di devastare la qualità dell’informazione in quattro modi diversi.
– Uno è la diffusione di notizie infondate, inaffidabili, false, non verificate. [...]
Quando alla Gazzetta dello Sport mi proposero una rubrica settimanale di notizie uscite sui giornali che poi si sarebbero rivelate false (o che lo erano già palesemente) fui preoccupato di trovare materiale con abbastanza frequenza. Oggi, due anni e mezzo dopo, quella rubrica potrebbe avere frequenza doppia, e costituisce un repertorio indiscutibile di prove a carico dell’inaffidabilità dell’informazione italiana. Ci sono sostanzialmente tre tipi di falsità giornalistiche: quelle per cialtroneria che non sa e non controlla, quelle per adesione a un comunicato stampa o sondaggio, quelle per tifoseria politica. Vi mostro un po’ di esempi.

Maryssa Mayer – Internet porta in dote più benefici che rischi

Maryssa Mayer, vicepresidente Search Products & User Experience di Google, parla del rapporto tra bimbi e rete con senso pratico e disincanto, ragionando sulle opportunità da cogliere e, al contempo, richiamando alla prudenza: «In generale credo sia importante rendere accessibili le nuove tecnologie ai giovani – spiega – così come temo che essere iper-protettivi possa ostacolarne l’alfabetizzazione tecnologica».

La Mayer pone poi l’accento sui benefici insiti nell’uso del computer da parte dei bambini: «Mettere determinati strumenti a disposizione delle persone quando sono nel pieno dell’apprendimento e della crescita cambia radicalmente il modo in cui essi affrontano e gestiscono i problemi, il modo stesso in cui pensano. Certo serve prudenza – avverte -ed è necessario che i genitori siano ben consapevoli di cosa fanno e dove vanno i loro figli quando sono on line. Detto ciò, penso di poter dire che i vantaggi derivanti dal mettere a disposizione dei nostri figli un computer ed Internet siano superiori ai rischi che essi possono correre».

—–
Questa breve intervista è parte dello speciale “Bambini a più dimensioni” pubblicato su Nova24 del 14 maggio. Per consultare il resto dell’inchiesta, segui i link di seguito

Vedi anche:
– Il pezzo d’apertura dello speciale “Bambini a più dimensioni”
– David Weinberger: “Educare i figli a discernere il vero dal falso”
– Dave Sifry: “Tutto resterà per sempre documentato in Rete
– Yossi Vardi: Dare ai giovani accesso alla rete e un codice etico per gestirla
– Doc Searls – Tenere i bambini lontano dalla tecnologia il più a lungo possibile
– Joi Ito – Non dobbiamo creare analfabeti digitali
– Stefano Quintarelli – Stare vicini ai figli e navigare con loro
– Chris Anderson – Navigazione protetta e accesso alle fonti di informazione come Wikipedia
– Marten Mikos – Lasciare che i figli imparino ad affrontare i problemi da soli