L’ultima fatica di Nielsen – State of the Media: The Social Media Report

State of the Media: The Social Media Report è il nome dell’ultimo lavoro targato Nielsen, fresco di pubblicazione e focalizzato sul mercato americano. Se disponete di sufficiente tempo e motivazione, potete consultare qui la versione completa del report.

Se invece avete fretta ma non volete perdervi il meglio, allora date un’occhiata agli highlights qui sotto:

1) I blog non sono morti: Social networks and blogs continue to dominate Americans’ time online, now accounting for nearly a quarter of total time spent on the Internet

2) Gli americani sono pazzi per Facebook: At over 53 billion total minutes during May 2011, Americans spend more time on Facebook than they do on any other website

3) In molti lo credevano morto e invece va alla grande: Tumblr is an emerging player in social media, nearly tripling its audience from a year ago

4) Davanti al pc non c’è (quasi) più nessuno: Nearly 40 percent of social media users access social media content from their mobile phone

5) Immigrati digitali vs nativi digitali = 1-0: Internet users over the age of 55 are driving the growth of social networking through the Mobile Internet

6)  Nella Grande Mela lo shopping è digital: 70 percent of active online adult social networkers shop online, 12 percent more likely than the average adult Internet user

7) Quando si parla di social networks, tutto il mondo è paese: Across a selection of 10 global markets, social networks and blogs are the top online destination in each country, accounting for the majority of time spent online and reaching at least 60 percent of active Internet users

2 pensieri su “L’ultima fatica di Nielsen – State of the Media: The Social Media Report

  1. Pingback: State of the Media: The Social Media Report | Il Rapporto di Nielsen | Social Media Marketing - Problogging.it

  2. Sèvero

    Non era difficile giungere a conclusioni simili.
    Ormai i blog sono una struttura portante della rete, per le aziende che li usano al posto dei comunicati stampa, e per i privati per dar voce ai loro pensieri e spesso sono complementari ai siti d’informazione come approfondimento delle notizie.
    Che poi i socialmedia, non solo FB, abbiano successo oltretutto sul mobile mi sembra logico lavorano sul condividere subito qualcosa ed in poche parole mentre un blog richiede un ragionamento e tempo per poter creare un post.
    Al di la che non mai capito la distinzione tra immigrati e nativi, ormai tutti usano la tecnologia per cui mi sembra normale che gli immigrati siano più presenti, oltretutto normalmente hanno in mano il portafoglio e possono permettersi maggiormente la spesa in apparecchi avanzati.

    Ciao

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