Archivio mensile:febbraio 2012

Nelle stanze degli editor Mondadori: Antonio Franchini racconta Ayad Akhtar

Il mio antico amore per la letteratura straniera torna in questi giorni prepotentemente alla ribalta per fondersi con passioni più recenti come quelle per la rete, i social media e il videomaking. L’occasione è un progetto messo in cantiere per Mondadori, intitolato “Nella stanza dell’editor” e che consiste nella realizzazione di una serie di interviste con gli editor della casa editrice milanese. Mission: raccontare i libri attraverso le parole degli appassionati professionisti che li “prendono per mano” ed accompagnano verso la pubblicazione.

Nel primo video della serie parla Antonio Franchini,  il direttore editoriale della narrativa Mondadori, il quale presenta e racconta il romanzo d’esordio di Ayad Akhtar, “La donna che mi insegnò il respiro“.

buona visione

Sky Italia rinnova la piattaforma software dei decoder MySky HD

Highlights: In queste ore Sky Italia annuncia il rilascio di un corposo aggiornamento del software che gestisce i decoder MySky HD. Riscritta da zero, l’interfaccia EPG è finalmente all’altezza dei nuovi schermi HD e 16:9., mentre l’attivazione della porta ethernet lascia intuire futuri sviluppi di un progetto realizzato per il solo mercato italiano.

Nuovo software, vecchie sfide
Dal punto di vista strettamente tecnico, quello che interesserà nelle prossime ore e giorni (solo ed esclusivamente) il decoder MySky HD è un aggiornamento radicale e che investe le tre componenti software del sistema: i driver, il sistema operativo e, soprattutto, l’interfaccia grafica EPG. Non un semplice “porting”, dunque,  ma (finalmente) la riscrittura del sistema per sfruttare al meglio le potenzialità hardware sia del decoder, sia dei nuovi schermi HD che ormai troneggiano in molti salotti italiani.

La riscrittura dei driver fa sì che entri in gioco tra gli strumenti hardware disponibili anche la porta ethernet del decoder la quale, almeno per il momento, si porrà come nuovo canale per eseguire funzionalità già presenti come l’acquisto dei programmi in pay-per-view, le votazioni e i sondaggi. Fonti bene informate lasciano tuttavia  intendere che questo è solo l’inizio e che, a breve, la porta ethernet potrebbe essere sfruttata anche per altre funzionalità su cui al momento nessuno però si sbottona.

La “guerra nel salotto”
Entrando nel campo delle pure ipotesi, è tuttavia lecito aspettarsi (se non addirittura augurarsi) l’implementazione nel prossimo futuro di funzionalità che integrino servizi web nell’esperienza di fruizione dell’utente Sky, o che quantomeno si arrivi (prima possibile) all’integrazione nel decoder di strumenti che consentano l’interazione diretta sui social network. Se così fosse, non sarebbe che il naturale evolversi di quelle esperienze di “social tv” su cui Sky sembra puntare molto ultimamente, e delle quali avrà sempre più bisogno per mantenere vivo e proficuo il contatto con i propri utenti/clienti. C’è poi il tema della “battaglia per la conquista del salotto” , con sky che non può rischiare di restare al palo mentre progetti come l’Apple Tv si avviano rapidamente ad uscire dallo status di “hobby” evidenziando potenzialità sempre più ghiotte dal punto di vista economico.

La nuova interfaccia IPG
Tornando all’aggiornamento, la  ri-progettazione dell’interfaccia EPG ha come fulcro il supporto alla qualità dell’immagine HD e al formato 16:9, e si lascia finalmente alle spalle le inevitabili limitazioni dell’interfaccia precedente, progettata nel lontanissimo 2003 per il vecchio formato 4:3 e ormai palesemente inadeguata. Tra le innovazioni più significative apportate, da segnalare l’introduzione della “miniTV” nel menù di navigazione dei programmi, che consente all’utente di continuare a seguire il programma mentre consulta la guida; la navigazione orizzontale dei canali simile all’interfaccia studiata per l’Ipad; l’evidenza data alle funzioni di “parental control”, rese ora più fruibili; il nuovo motore di ricerca dei programmi che consente la navigazione per genere e sottogenere nei sette giorni; l’organizzazione in “cartelle” dei programmi ricorrenti (molto utile in caso di più passaggi e per le serie); la  riscrittura da zero di applicazioni come la sezione interattiva di Skytg24, la diretta calcio, il meteo, i canali radio, dove vengono introdotti anche nuovi template.

Un’esperienza  italiana
Degno di nota è anche il fatto che la ristrutturazione finora descritta riguarda solo Sky Italia e il mercato italiano. Il progetto richiesto un anno e mezzo di lavoro e – altra cosa interessante – il risultato finale deve molto anche alla fase di beta testing condotta coinvolgendo circa 8mila tra i clienti storici della piattaforma. Il rilascio dell’aggiornamento (che viene scaricato via OTA in background e si installa al primo standby notturno) è già iniziato e continuerà scaglionato nelle prossime 4/5 settimane, per interessare circa 1,5 milioni di decoder HD (le utenze totali sono oltre 5 milioni).

 

 

Su L’Espresso per parlare di PA e software open source

Su L’Espresso in edicola da oggi, intitolato “Partitopoli” (da pagina 114), un nuovo pezzo questa volta dedicato al tema dell’adozione di software open source nella Pubblica Amministrazione. Ne parliamo con Ernesto Belisario (Diritto2.0), Luca Nicotra (Agorà Digitale), Elio Gullo (INPS/ Enpals), Renzo Davoli (Assoli) e Carlo Iantorno (Microsoft Italia)

Come al solito, eccone l’incipit:

In principio era la Provincia di Bolzano. Nel 2009, il caso delle sue 83 scuole di lingua italiana migrate all’open source fece scalpore e fu persino oggetto delle “Good News” di Report su Raitre. E a ragione, visto che i costi si riducevano di un ordine di grandezza, passando 269mila euro l’anno spesi in licenze per sistemi operativi e suite di office automation, a 27mila euro investiti in manutenzione di software libero.

Sono passati quasi tre anni e, con la crisi che incombe e i tagli nella PA, sarebbe lecito aspettarsi che una simile esperienza sia stata replicata un po’ ovunque nel Paese, alleggerendo non poco le spese fatte con i soldi dei contribuenti. Non è così. “A fare scuola a livello internazionale ci sono le esperienze del Governo brasiliano guidato da Lula, che ha operato una transizione quasi totale della macchina pubblica al software libero, e poi ancora quelle del Venezuela o della Francia”, racconta Luca Nicotra, segretario nazionale di Agorà Digitale.

Qui da noi, invece, le esperienze virtuose balzate agli onori della cronaca ci sono ma non sono ancora abbastanza:

(Il resto su L’Espresso in edicola e prossimamente anche online su espresso.repubblica.it)