Archivio mensile:luglio 2012

Medioera, gli ospiti del panel “artigiani aumentati”: Eleonora Ricca (Vectorealism)

Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

 

Chi è Eleonora Ricca: Fondatrice Vectorealism

Cos’è Vectorealism: Vectorealism nasce con l’idea di mettere a disposizione di designer e appassionati tecnologie avanzate per la produzione delle loro idee, nel modo più semplice possibile.  Vectorealism è stato creato per facilitare il lavoro a tutti i creativi, fornendo virtualmente su ogni scrivania un sistema di taglio e incisione laser professionale e un’ampia disponibilità di materiali.

I loro clienti sono professionisti, aziende o semplici appassionati di design, moda e modellismo architettonico. Con il loro sistema creano modelli architettonici, opere d’arte, gioielli, oggetti personalizzati e capi d’abbigliamento. Trovate alcune di queste creazioni sul loro blog.

 

Su Linkedin: Eleonora Ricca

Medioera, gli ospiti del panel “artigiani aumentati”: Christian Grande (Italia Veloce)

Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

Chi è Christian Grande: classe 1972, si interessa di nautica ed automotive sin dalla prima adolescenza, frequenta l’istituto d’arte e approda alla scuola para universitaria di ca design di Modena.
La sua collaborazione con Sessa Marine inizia già dal periodo di studi, fino alla redazione della tesi finale, valutata con 110 e Lode e con oggetto le Key Light 18 e 21.
Nel 1992 nasce lo studio che si occupa di yacht e product design e che in quasi 20 anni sviluppa più di 70 imbarcazioni da diporto, tra progetti ex novo e restyling.
I numerosi riscontri ottenuti dai prodotti disegnati dallo studio, tra cui diversi riconoscimenti di primato in ambito internazionale, spingono numerose aziende di settore nautico, product e transportation a rivolgersi alla Christian Grande DesignWorks.
Attualmente la struttura in continua espansione, conta su oltre 10 collaboratori tra dipendenti e consulenti esterni, ed estende le sue competenze anche all’architettura civile e di interni, partecipa occasionalmente ad attività didattiche e divulgative nell’ambito di interesse e collabora allo sviluppo di un concetto esclusivo di bicicletta artigianale insieme al team Italia Veloce.

Cos’è Italia Veloce: Tutto nasce quando tre ex compagni di scuola, oggi adulti, vanno a rovistare in un vecchio negozio di biciclette, ormai chiuso da anni. Da quella banale visita, riaffiorano i bellissimi ricordi di quando erano bambini. La cosa che hanno sentito più naturale è stata quella di riaprire i battenti con una nuova idea e con la vecchia passione per le bici. Da qui nasce Italia Veloce, una linea di biciclette che prende ispirazione dal movimento futurista di Marinetti, Balla e Boccioni nella sua filosofia e che affonda le proprie radici nell’artigianalità più spinta e nell’eccellenza di un prodotto tipicamente italiano.

Italia Veloce si pone l’obiettivo di portare sul mercato una bicicletta dal grande valore artistico, stilistico e culturale, con la voglia di riscoprire il vero fatto a mano. Ma non solo, Italia Veloce è un modo di poter riassaporare i valori del benessere individuale e della qualità della vita, tipici della “Provincia Italiana” che tutto il mondo ci invidia. Una pedalata che significa una vita ad “impatto zero” più attenta ai risvolti eco ma che strizza l’occhio allo stile e diventa “eco-chic” per eccellenza.

Tutte le biciclette Italia Veloce sono numerate con targhette incise a mano sul prodotto, e fornite con un libretto che ne registra le caratteristiche. Esse sono poi riportabili direttamente dal cliente sul sito http://www.italiaveloce.it per entrare nel Registro Ufficiale che ad oggi presenta già oltre cento appassionati che potranno tracciare l’intera vita del proprio mezzo.

Il sito web http://www.italiaveloce.it permette, attraverso un configuratore, di creare la propria Italia Veloce, come fosse un vero e proprio abito su misura.

Su Linkedin: Christian Grande

Medioera, gli ospiti del panel “artigiani aumentati”: Alessandro Molinari (Garage Design)

Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

Chi è Alessandro Molinari: è nato a Finale Emilia Modena nel 1962. Arriva alla comunicazione seguendo un percorso atipico, sperimentale e multidisciplinare, che parte da una formazione nel campo dell’elettronica industriale, passa dalla musica, nel fecondo panorama underground emiliano negli anni ’80, e poi attraversa le varie esperienza di pioniere del web nei primi anni ’90, fotografo e videomaker. Oggi è consulente di immagine per aziende del settore design, cosmetico e moda, titolare di 00:am, una casa di produzione di idee che concepisce e gestisce progetti di comunicazione emozionale fluidi e sinergici tra i più diversi linguaggi, co-fondatore di Garagedesign, il primo atelier e webshop del design inedito.

Cos’è GarageDesign : è insieme showroom virtuale, webshop e atelier di produzione per oggetti di design inediti: un luogo-modello, in cui si incontrano chi crea progetti d’avanguardia con chi è alla ricerca di oggetti speciali da acquistare.
Giunto quest’anno a due anni dal lancio, Garagedesign continua la sua opera di talent scounting attraverso la promozione di bandi liberi, a cui ogni designer – ma anche architetto, artista, progettista in senso lato – può partecipare inviando un progetto, novità assoluta o già presentato, purché mai prodotto e lanciato sul mercato. Ottimizzando il talento della rete, attraverso un’attività di crowdsourcing, Garagedesign è una piattaforma di incontro e dialogo tra designer, artigiano e consumatore, anzi consum-attore, dal momento che, in una logica di eliminazione degli sprechi, ogni oggetto viene prodotto solo su richiesta, ad un prezzo equo, che remunera il lavoro economico “reale” e non il plusvalore di un brand famoso. In questo modello di business si intravede anche la possibilità di un prezzo flessibile in base al gradimento del pubblico, ossia un’economia di scala autogestita dai consumatori.
Data la forza innovativa del concept e dall’obiettivo di fare sistema tra i vari punti di forza del made in Italy, spesso parcellizzati e dispersi, il sistema Garagedesign ha attratto l’interesse di alcune aziende, interessate a sviluppare bandi a tema, per creare un gruppo di lavoro creativo libero ma testato. La prima collaborazione in questo senso è stata presentata al Fuorisalone 2012: 18 progetti di cucine compatte, ergonomiche ed ecologiche progettare in rete per SCIC.

Medioera, gli ospiti del panel “artigiani aumentati”: Chiara Spinelli (Eppela)

Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

Chi è Chiara Spinelli: laurea umanistica in Storia del cinema, esperienza di creatività come copywriter e sceneggiatrice per il video, organizzatrice di eventi culturali, comunicatrice pubblica per la Scuola Normale Superiore di Pisa. Dal 2010 è project manager di Eppela, la piattaforma italiana di crowdfunding. Ama la comunicazione quando diventa narrazione di storie, persone, idee..

Cos’è Eppela“Il crowd funding o crowdfunding (dall’inglese crowd, folla e funding, finanziamento) è un processo collaborativo di un gruppo di persone che utilizzano il proprio denaro in comune per sostenere gli sforzi di persone ed organizzazioni.” (wikipedia)

Crowdfunding è una parola che ne contiene molte altre: crescita, idee, racconto, stimoli, confronto, progetti, cultura, rete, innovazione, socialità, finanziamento, condivisione… Eppela è la piattaforma tutta italiana dedicata al crowdfunding, on line dal maggio 2011. In un anno il team di lavoro ha raccolto circa 1100 proposte, pubblicato circa 250 progetti e portato al successo 19 idee.

Su Twitter: @chiarapeggy

Su Linkedin: ChiaraSpinelli

Medioera, gli ospiti del panel “artigiani aumentati”: Davide Gomba (Arduino)

Venerdì 20 luglio a partire dalle 21 a Viterbo, in piazza del Gesù (e in live streaming qui grazie a Telecom Italia), il panel sugli “artigiani aumentati” che reinventano il futuro. Un post alla volta, vediamo insieme chi sono i panelist.

Chi è Davide Gomba: Laureato in Scienze della Comunicazione, Davide è il Web master del blog di Arduino e gestisce autonomamente i corsi di arduino, portando avanti molti altri progetti legati a questo hardware opensource made in Italy (Fonte: Fablabitalia).

Cos’è Arduino: Arduino è un framework open source che permette la prototipazione rapida e l’apprendimento veloce dei principi fondamentali dell’elettronica e della programmazione. È composto da una piattaforma hardware per il physical computing sviluppata presso l’Interaction Design Institute, un istituto di formazione post-dottorale con sede a Ivrea, fondato da Olivetti e Telecom Italia. Il nome della scheda deriva da quello di un bar di Ivrea (che richiama a sua volta il nome di Arduino d’Ivrea, primo Re d’Italia nel 1002) frequentato da alcuni dei fondatori del progetto.
Il team di Arduino è composto da Massimo Banzi, David Cuartielles, Tom Igoe, Gianluca Martino, e David Mellis. Il progetto prese avvio in Italia a Ivrea nel 2005, con lo scopo di rendere disponibile, a progetti di Interaction design realizzati da studenti, un dispositivo per il controllo che fosse più economico rispetto ai sistemi di prototipazione allora disponibili. I progettisti riuscirono a creare una piattaforma di semplice utilizzo ma che, al tempo stesso, permetteva una significativa riduzione dei costi rispetto ad altri prodotti disponibili sul mercato. A ottobre 2008 in tutto il mondo erano già stati venduti più di 50.000 esemplari di Arduino. (Fonte: Wikipedia)

Su Twitter: @vongomben

Su Linkedin: davidegomba

Photo credit

Panel: Quando gli “artigiani aumentati” reinventano il futuro (Medioera.it)

Questa settimana la destinazione è Viterbo (per me, come tornare a casa) dove si svolge il Festival culturale Medioera.it (16 – 21 luglio). Sarò lì un po’ tutto il tempo per dare una mano e per fare interviste, ma anche e soprattutto Venerdì 20 luglio, quando dalle 21 in poi andranno in scena gli “artigiani aumentati” (o #makers se preferite) che reinventano il futuro.

Prima del panel, del quale copio e incollo di seguito il concept che ho presentato agli organizzatori di Medioera e l’elenco degli ospiti, Roberto Bonzio mi e ci farà l’onore di introdurre il tema con uno dei suo splendidi Talk.

Il tutto avverrà all’aperto nella splendida Piazza del Gesù (vedi foto ultima edizione), interamente a nostra disposizione, ma anche in Rete, dove saremo presenti qui grazie allo streaming live dell’evento (e di altre due serate) reso possibile dalla partnership tecnologica con Telecom Italia (a breve maggiori info).

Panel: Quando gli “artigiani aumentati” reinventano il futuro

La terza rivoluzione industriale nasce sulle scrivanie, nei laboratori e sulle incudini dei #makers, anche italiani. Di chi oggi sa raccogliere l’antica tradizione culturale artigiana di questo Paese, sommarla alla grande e stratificata esperienza nel design, e quindi moltiplicare entrambe grazie all’uso aperto e creativo di tecnologie abilitanti hardware e software.

Sono i nuovi creatori di valore, gli “artigiani aumentati” che dominano le nuove tecnologie per tornare a creare le cose con le proprie mani, nel mondo reale. Che sono local nella produzione e global nella presenza sul mercato, e che possono contribuire in maniera sostanziale nel rifondare un’economia malata restituendole un futuro. E che, anzi, lo stanno già facendo.

Partecipano Chiara Spinelli (Eppela), Davide Gomba (Arduino), Eleonora Ricca (Vectorealism), Christian Grande (Italia Veloce), Alessandro Molinari (Garage design).

Modera: Alessio jacona

Per il Live Tweeting l’hashtag è #medioera2012

 

PS: Il 21 la solita Diletta Parlangeli porta sull stesso palco Claudio CoccolutoSaturninoArianna BassoliDavide Ferrario, per un panel intitolato: “Cambiare musica. Come la rete influenza la creatività degli artisti e il loro modo di interagire con fan e colleghi”. Anche per quello ci sarà streaming live, ma fossi in voi valuterei attentamente l’ipotesi di fermarsi un paio di giorni.

In breve: il rapporto Brands & Social Media premia Vodafone; in arrivo a settembre Techcrunch Italy

Due segnalazioni interessanti giunte oggi e che vi rigiro prontamente:

1) E’ stato pubblicato un report riguardante il settore “Servizi Energetici e Telecomunicazioni” a cura dell’osservatorio “Brands & Social Media. Osservatorio su 100 aziende e la comunicazione sui social media in Italia”. Dietro lo studio OssCom, Centro di ricerca sui media e la comunicazione dell’Università Cattolica, e Digital PR, agenzia di consulenza e strategie di comunicazione online. La sintesi:

Nel report vengono analizzate le attività di comunicazione corporate sui social media delle 20 principali compagnie di fornitura energetica e servizi di telecomunicazioni rivolti al mercato consumer in Italia. La ricerca ha permesso di stilare una classifica delle aziende selezionate che hanno attivato forme di comunicazione sui social media.

Si tratta del settore, fra quelli analizzati, complessivamente più attivo sui social media: il 90% delle aziende ha almeno un profilo sui social media. Rispetto all’uso dei social network, al primo posto si colloca YouTube seguito da Twitter e Facebook. Sulle 18 aziende che hanno almeno un profilo sui social network, infatti, 15 aziende hanno un profilo su YouTube, 13 su Twitter e 11 su Facebook. I blog confermano la loro presenza ridotta ma costante con 3 corporate blog analizzati. Si tratta di un settore molto vitale anche per la presenza su altri social network: diverse aziende hanno presenza ufficiali su LinkedIn, Flickr, Foursquare ma anche Google+ e Pinterest.

Leader della classifica è Vodafone Italia i cui profili sono caratterizzati da continuità nelle gestione e differenziazione: Facebook è il luogo della presentazione di prodotti, notizie, eventi; Twitter divulga le notizie provenienti dagli altri canali ma è soprattutto il luogo del customer care; YouTube raccoglie i video, non solo spot pubblicitari ma anche quelli realizzati durante eventi sponsorizzati e manifestazioni. Seguono poi nei primi cinque gradini della classifica TIM, 3Italia, Enel e Wind. Anche queste aziende attuano una strategia multipiattaforma intensiva puntando su un’elevata frequenza di aggiornamento dei profili a cui si accompagna una notevole interazione da parte degli utenti.

Per approfondimenti potete dare un’occhiata qui. Disponibile anche una bella infografica.

2) Populis e TechCrunch inaugurano a Roma (Globe Theatre di Villa Borghese), il 27 settembre 2012, la 1a edizione di TechCrunch Italy:

Dopo il successo dei TechCrunch Disrupt nelle capitali dell’innovazione mondiale, TechCrunch Italy porta per la prima volta in Europa un format inedito, pensato per poter incontrare da vicino innovatori e protagonisti dell’evoluzione del web, osservando i trend che guidano il cambiamento in corso da un punto di vista d’eccezione. Nel corso di una giornata di keynotes, conferenze e pitching in inglese con le startup più interessanti nel panorama tech italiano, si aprirà un dibattito con speaker del calibro di Steve Chen, Co Founder di YouTube, Mike Butcher, Editor, TechCrunch Europe, Riccardo Zacconi, Founder di King.com, Jon Bradford, Founder, Ignite100 e altre voci eccezionali da aziende che sono diventate veri e propri fenomeni del web.

TechCrunch Italy nasce dalla collaborazione tra Populis – una delle digital media technology company a maggiore crescita in Europa fondata da due partner italiani, Luca Ascani e Salvatore Esposito, e TechCrunch la “Bibbia” dell’informazione tecnologica online a livello mondiale. La selezione delle startup è curata da Mind The Bridge, la Fondazione non profit californiana creata da Marco Marinucci che individua ogni anno le idee di business più innovative sulla scena italiana.

Advertising off e online, gli inserzionisti ricominciano a spendere (Nielsen)

Da Nielsen gentilmente mi informano che gli investimenti in advertising sono in crescita a livello globale e un po’ su tutti i media. A dominare la scena è sempre la solita TV, che si becca allegramente la maggior parte dei dollari investiti, mentre (con poca sorpresa, viste le dimensioni attuali del mercato) sono gli investimenti in online advertising a registrare il maggior incremento (+12,1% a livello globale nel primo quarto rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso).

“TV, newspapers, radio, outdoor, Internet and cinema also saw an increase in ad spend in the beginning of 2012 compared to last year. During that time, ad spend overall increased 3.1 percent globally”.

Altri dati presenti nel rapporto dicono che gli ivestimenti online crescono bene in Europa (+12,1%), molto meglio in America Latina (+31,8%) e alla grande in Medioriente e Africa (+35,2%), dove anche un medium vecchio ed esausto come la Televisione porta a casa un +33,8%, confermando la regione come mercato ricco di opportunità.

In tutto questo tripudio di crescita, indovinate un po’ chi è registrare un “lieve calo”? I magazine, cui però fanno da contraltare i quotidiani con un +3,1%, ancora a livello globale, e che comunque portano a casa dati di crescita in un mercato ben più consolidato di quello online.

Accolgo invece con cauto ottimismo la buona performance della radio:

Radio saw increases in every region around the globe, including a 2.6 percent increase in North America and 2.8 percent in Europe. In emerging markets in Latin America and Middle East and Africa, those increases were much higher. Radio grew 18 percent in Latin America and 21.1 percent in the Middle East and Africa.

Insomma, dopo aver chiuso ermeticamente per mesi i cordoni delle borse, gli inserzionisti tornano a spendere in pubblicità perché desiderosi – per dirla con Nielsen – “di riconnettersi con i consumatori”. Il che sarebbe anche una buona notizia, se ora non corressimo il serio rischio che gli editori si illudano ancora di poterla scampare facendo conto soprattutto sulla raccolta pubblicitaria.

 

 

Sull’agonia del giornalismo italiano (digitale e non)

Chiaro, lampante, inequivocabile, un messaggio si alza netto dal Dig.it: l’agonia del giornalismo nostrano, specie di quello digitale, (salvo poche e lodevoli eccezioni come VareseNews) non vede soluzioni a breve. E questo non solo o non tanto per mancanza di capacità, competenze o creatività, ma piuttosto per assenza di volontà da parte di coloro che avrebbero strumenti e mezzi per investire nella costruzione nuove soluzioni e – cosa di primaria urgenza – trovare nuovi modelli di sviluppo.

Tagli, razionalizzazioni, azioni di “cost killing”, spending review ormai tanto di moda hanno veramente senso se controbilanciate da altrettanti investimenti in innovazione, ma non servono a nulla se orientate solo a conservare modelli di business già morti, a garantire privilegi acquisiti, a rimandare il problema facendo ricadere i costi della lenta decadenza di un sistema esaurito sulla sua periferia, insistendo sugli anelli più deboli della filiera. Che poi altro non sono se non persone, professionisti prigionieri di una precarietà senza via d’uscita.

“Il giornalismo di qualità si paga” sento dire spesso. Concordo, ma in un paese civile ciò dovrebbe essere vero sia quando si vendono le notizie al pubblico, sia quando le si acquista da chi effettivamente le produce.

Di questo e di altro ho parlato brevemente nella video-intervista rilasciata agli organizzatori del Dig.it, evento dal quale torno con l’etichetta di “pessimista” che mi permetto anche qui di respingere. Sono un giornalista e racconto quello che vedo: se mentre mi ascoltate pensate che io sia un pessimista, allora non fate che confermare che le cose vanno male.

E darmi ragione.