Archivi categoria: Comunicazione

Il marketing delle idee

Martedì scorso ho avuto il privilegio di fare un’interessante chiacchierata con Tim O’Reilly, fondatore e CEO dell’omonima O’Reilly Media. Quello, per intenderci, che ha coniato l’ormai arcinoto (e forse un tantino abusato) termine “web 2.0″.

Tra le molte cose di cui abbiamo parlato, e che presto saranno argomento di un lungo articolo-intervista, mi preme qui segnalare l’interessante tema del “marketing delle idee”. La questione è emersa quando ho chiesto al mio ospite come è diventato quel che è oggi: come spiega lui stesso, la svolta è databile con precisione all’inizio degli anni ’90.

«Nel 1992 assumemmo un nuovo responsabile pr per il lancio del libro “The Whole Internet User’s Guide & Catalog”. Al tempo, fu proprio lui a spiegarmi – racconta O’Reilly – il principio fondamentale per cui le persone non si interessano ai libri, ma alle idee e che quindi dovevamo lavorare per vendere quest’ultime». Così facendo, la vendita dei libri, ovvero del supporto cartaceo a quelle stesse idee, si sarebbe quasi trasformato in qualcosa di molto simile ad un benefico “effetto collaterale” dell’essere “opinion leader” del settore.

Ha funzionato? Due elementi a sostegno del sì: in primo luogo, il libro “The Whole Internet User’s Guide & Catalog” ebbe un enorme successo, fu il primo testo su Internet a diventare popolare e venne presto indicato dalla dalla New York Public Library come uno delle pubblicazioni più significative del 20esimo secolo. In secondo luogo che Tim O’Reilly è diventato negli anni uno dei più accreditati divulgatori della Rete nonché un editore di grande successo.

Ciò detto, mi sembra di poter affermare che il marketing delle idee abbia funzionato alla grande.

Mercedes Italia, prove di dialogo (offline) con il web2.0

Oggi ho partecipato ad un incontro informale con alcuni rappresentanti di Mercedes Italia: l’occasione era il lancio della nuova GLK o, meglio, la presentazione dell’auto ad una piccola e variegata delegazione di “residenti nella parte abitata della Rete”.

Ad accogliere Blogger e forumisti c’erano, tra gli altri, Alessia Argento (CRM e New Media) e Mirco Scarchilli (Corporate Marketing & Press Relations). Nonostante la giornata fosse incentrata sulla prova dell nuova automobile, c’è stato tuttavia il tempo per fare una chiacchierata con entrambi: dal confronto, documentato anche in una breve video-intervista realizzata assieme all’immarcescibile Luca Sartoni, è emerso quanto segue:

- L’incontro di oggi era una prima assoluta: fino ad ora Mercedes si era limitata ad invitare blogger (e forumisti) a grandi eventi ufficiali, assimilandoli alla stampa online.

- Mercedes Italia ha recentemente avviato un programma di monitoraggio continuativo e strutturato della “conversazione online” che vede coinvolto il suo brand. Fino a poco tempo fa, l’ascolto della Rete era attività non sistematica e lasciata alla libera iniziativa dei singoli dipendenti.

- Almeno sulla carta, nell’azienda sembrano iniziare a capire due cose importanti: la prima è che internet sta cambiando gli utenti e con loro i canoni della comunicazione aziendale. La seconda è che questa rivoluzione rappresenta una possibilità e non un minaccia.

Riassumendo: Mercedes Italia ha già da tempo riconosciuto che nel web2.0 esistono interlocutori autorevoli e ha provveduto a coinvolgerli in eventi e kermesse. Da poco ha anche cominciato ad ascoltare con attenzione e puntualità le voci in rete che discutono dei suoi prodotti e del suo brand. Oggi, infine, ha voluto incontrarne una piccola (e certo incompleta) delegazione per confrontarsi Vis-a-vis.

A conti fatti, il prossimo logico passo dovrebbe essere (e sarebbe giusto fosse) scendere nell’arena della blogosfera ed aprire un presidio permanente (leggi: corporate blog).

Ci vuole solo un po’ di coraggio.

Foto: Luca Sartoni

AviatorAZ blog, lo voce non convenzionale di Alitalia

Come molti sanno, la nostra compagnia aerea è “nelle peste”. Da anni agonizza sull’orlo della bancarotta, salvata a più riprese da interventi governativi spesso contestati dalla concorrenza e alla stessa UE.

Faccio questa premessa perché sono almeno tre d’anni che, ogni volta che ho bisogno di spiegare il corporate blogging ricorrerendo ad un paradosso, sono solito dire che farei fare un blog persino all’Alitalia.

Non è uno scherzo:

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La verità sul rapporto tra aziende e social networks

Come chi si sveglia di colpo da un incubo nel pieno della notte, molte aziende nel mondo hanno improvvisamente scoperto ed imparato a temere i social network.

Superato lo choc, un numero crescente di loro ha anche iniziato ad investire qualche spicciolo nel tentativo di farsi amici coloro che non potevano battere e fare community intorno al proprio brand o a un prodotto specifico. Qualcuno ci è persino riuscito ma, almeno secondo l’ultima ricerca pubblicata dalla Deloitte, in media i risultati sono ancora deludenti.

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Comunicazione 2.0 in salsa italiana. Gli utenti facciano la loro parte

Meglio tardi (e male) che mai. Con i suoi cinque anni canonici di ritardo rispetto al contesto statunitense, anche il mondo aziendale italiano prende atto di quel cambiamento in corso noto come web2.0 e muove passi incerti.

Era ora. Quando 4 anni fa ho iniziato a trattare l’argomento, mai avrei creduto di poter accendere un giorno il computer, consultare l’aggregatore e scoprire in una sola volta che:

  • 1) Toyota ha aperto un blog per lanciare la nuova iQ (lascio agli autori un’altra settimana di rodaggio prima di esprime qualsiasi giudizio);
  • 2) Fiat ha aperto un blog (intitolato simpaticamente duePUNTOzero) per aggregare la community di clienti Punto (leggi: uno splendido raccoglitore di comunicati stampa commentabili);
  • 3) Vodafone ha messo in piedi un Lab online fatto di forum, wiki e blog (pessima scelta di tempi, viste le polemiche intorno al lancio dell’iPhone e alle indegne tariffe dati);
  • 4) Visa ha investito due milioni di dollari per creare una business community su Facebook

In tutti i casi menzionati, lo scopo dichiarato – nobilissimo – è aprirsi alla “conversazione” in corso nella Rete, dialogare con gli utenti, confrontarsi a viso aperto con la clientela, condividere informazioni.

In tutti i casi menzionati lo scopo è, a mio avviso, in gran parte disatteso.

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Pubblicità online in Italia, l’opinione dei lettori

Esattamente una settimana fa, a valle dello IAB Forum di Roma, ho scritto un post nel quale mettevo a confronto gli incoraggianti dati sulla crescita del mercato pubblicitario forniti da Layla Pavone, presidente IAB Italia, e il panorama desolante descritto poco più tardi da Davide Mondo, direttore di Tiscali Advertising.

Il post ha suscitato diverse e interessanti reazioni tra i lettori. Vediamole insieme:

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