Archivio mensile:marzo 2006

SuSkype, l’e-commerce passa per il voip

suskype

Prendete un sito di e-commerce in stile e-Bay, aggiungete i servizi voip e condite il tutto con le mappe di Google Earth. Cosa ottenete? SuSkype, “il primo social network italiano per la pubblicazione di annunci sul Web che utilizza la tecnologia Skype permettendo di dialogare gratis tra gli utenti”. Realizzata dall’italiana Media Line, la piattaforma consente agli utenti di inserire dettagliate schede prodotto associandole alla propria identità Skype e alla propria posizione geografica indicata sulle mappe di Google. A che scopo? L’utente che visita il sito e trova un annuncio di suo interesse può così verificare in tempo reale dove si trova l’inserzionista e, nel caso sia on line, contattarlo via voip. Dateci un’occhiata e non siate troppo severi: il servizio ha debuttato da pochissimo ed è ancora in beta.

Google Base arriva in Europa

Alla fine dello scorso anno ne abbiamo prima rivelato l’esistenza e poi annunciato il debutto ufficiale limitato alla sola internet statunitense. Ora Google Base sta per arrivare in Europa, dove ambisce a sedurre e coinvolgere gli operatori della grande distribuzione offrendo loro l’opportunità di creare un vero e prorpio “virtual supermarket” europeo.

Per saperne di più:

– Financial Times: “Google to offer online market for retailers
– BBC News: “Google product to help retailers

Rumors – Una seconda chance per Netscape?

netscape aol calacanis digg

In rete si rincorrono voci insistenti secondo cui America Online (AOL) sarebbe intenzionata a rilanciare il portale Netscape.com, attualmente di sua proprietà. Secondo quanto rivela Paidcontent.org citando fonti anonime, AOL dovrebbe affidare l’ardua missione al guru di Weblogs Inc Jason Calacanis, il quale potrebbe trasformare il portale in qualcosa di molto simile al “collaborative news site” Digg.com. Staremo a vedere.

Per saperne di più:

– Paidcontent.org: “Netscape.com To Be Relaunched As a Digg-Like Site; Calacanis Heading It

Cina, il Socialismo è un gioco. Online.

Lei Feng è stato uno dei più celebrati eroi della rivoluzione maoista. Morto nel 1962, oggi “rivive” in un videogioco online che porta il suo nome e pretende di insegnare i “sacri principi” dettati dal grande timoniere Mao Tze Dong. Il giocatore deve impersonare Feng: si comincia rammendando calzini e si va avanti svolgendo vari compiti degni di un “perfetto cittadino” della Repubblica Popolare Cinese. Il premio finale è costituito da un incontro con Mao in persona (nella sua versione digitale ovviamente) e da una collezione di suoi scritti, ma il player ha il suo da fare anche per sconfiggere non meglio specificati “agenti segreti”. E se pensate si tratti semplicemente dell’ennesimo strumento di propaganda politica, in buona parte vi sbagliate: i creatori del del gioco “Impara da Lei Feng” non lo fanno solo per il partito, ma anche e soprattutto per i soldi: in Cina i video-giocatori on line sono ormai 14,3 milioni di persone, per un giro d’affari che nel 2005 ha toccato i 240 milioni di dollari ma che raggiungerà il miliardo e mezzo entro il 2008. Nella realtà virtuale, profitto e Rivoluzione vanno a braccetto.

Per saperne di più:

– Reuters: “Socialist glory a stitch away in new Chinese game

Corporate websites, i pr predicano bene e razzolano male

Un verdetto impietoso ma non per questo ingiusto o inatteso: mi riferisco a quello espresso nell’Internet Standards Assessment Report, una ponderosa ricerca sui “Web development trends across more than 80 industries” commissionata dalla Web Marketing Association (WMA) e costata ben dieci anni di duro lavoro. Le conclusioni, che si basano sull’analisi di quasi 10mila siti, promuovono in generale quelli dedicati a videogiochi (1° posto), alla musica (2° posto), alle automobili e allo sport (3° pari merito), mentre bocciano senza appello i website di radio, search engines e, udite udite, public relations agencies.

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Internet privacy, Washington e Google verso un accordo

google doj privacy us district

Come certo ricorderete, il mese scorso Google ha fatto parlare di sè rifiutando di consegnare allo US Department of Justice (DoJ) i suoi “search records”. Microsoft, Yahoo e AOL avevano invece accettato di buon grado. Il DoJ esige quelle informazioni per combattere piaghe come il web-terrorismo e la porno-pedofilia online, mentre Mountain View si oppone a ciò che definisce una richiesta “lesiva della privacy dei suoi utenti e potenzialmente in grado di rivelare segreti industriali di Google alla concorrenza”. Oggi il giudice americano James Ware ha annunciato che chiederà a Mountain View di consegnare al Governo se non tutti, almeno una parte di quei dati sensibili richiesti dall’amministrazione USA, che nel frattempo è scesa a più miti consigli: non pretende più le informazioni relative alle “search queries” di una settimana più un milione di “random Web addresses in the company’s index”, ma si accontenterebbe di 5mila search queries e 50mila random web address. A giudicare dai “commenti dei diretti interessati, un accordo sembrerebbe ormai prossimo.

Il basket NCAA su iTunes Video Store

basket ncaa apple itunes

Steve Jobs ha fatto canestro. Un nuovo accordo con CBS porterà con effetto immediato le partite del Basket NCAA sull’iTunes Video Store e, di conseguenza, sull’iPod Video di tutti gli appassionati. Due le formule di pagamento: 1,99 dollari per ogni singola partita, scaricabile a partire dal giorno successivo alla diretta sul network CBS, oppure 19,99 dollari per il “Season Pass” che consente il download di tutti gli incontri dell’intera stagione sportiva. La domanda è: a quando un accordo simile con la nostra Lega Calcio?

Per saperne di più:

– Yahoo! News: “Apple ITunes to Offer NCAA Games

Un adolescente si fa beffe di Google News

La colpa non è tutta del giovane e intraprendente Tom Vendetta: se un ragazzino di 16 anni è riuscito a far parlare di sè su decine di siti internet e blog spacciandosi come “il più giovane dipendente di Google”, la responsabilità dell’accaduto va divisa equamente con molti altri. Tom non ha fatto altro che scrivere un falso comunicato stampa e pubblicarlo su Google News. Il sistema che diffonde i press release è in gran parte automatizzato e, mai come questa volta, ha mostrato i limiti di un servizio che meccanicamente rilancia notizie senza che nessuno si occupi di verificarle. Ce ne vogliono di algoritmi per sostituire un redattore in carne e ossa.

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Gawker Stalker, il gossip 2.0

gawker stalker

Gawker Stalker è l’ultima, discutibile trovata di Nick Denton, geniale e diabolica allo stesso tempo: unendo le funzionalità di Google map e Wists, il sito consente ai newyorkesi di segnalare in tempo reale gli avvistamenti delle celebrità “colte sul fatto” a Manhattan che vengono poi sulla ben nota cartina interattiva made in Mountain View. Il Gossip versione 2.0?

Per saperne di più:

– Nick Denton’s blog: “Gawker Stalker maps

Playstation 3, se ne riparla a novembre

ps3

A voler strafare si finisce sempre male, verrebbe da dire. Dopo mesi di tentennamenti, fughe di notizie e smentite categoriche, Sony sembra aver alla fine confermato che rinvierà la data di lancio della sua (in vano) attesa game console di terza generazione. Secondo il quotidiano giapponese Nihon Keizai Shimbun, chi vorrà mettere le mani sulla Playstation3 dovrà dunque agonizzare fino a novembre, a patto che viva nel Paese del Sol Levante. Per America ed Europa la prognosi è ancora riservata. Inutile dire che la notizia non ha giovato al titolo Sony, che oggi ha subito ceduto l’1,8 per cento sulla borsa di Tokyo. Perché questo ritardo? Perché Sony ha voluto infilare nella sua console troppa tecnologia d’avanguardia, scontrandosi inevitabilmente con problemi di “immaturità” di alcuni dei dispositivi adottati, primo fra tutti il DVD Blu-Ray. Immaginate la soddisfazione di Bill Gates?

Per saperne di più:

– 1UP.com: “Sony Delays PlayStation 3
Blogs4biz:Playstation3, l’hardware costa troppo?
Blogs4biz: “Sony, a rischio il debutto della PS3
Blogs4biz: “Il paradosso PS3