Archivio mensile:aprile 2006

La barca in secca

Su Repubblica.it Vittorio Zambardino descrive il boom planetario dell’online advertising e riferisce che, in Europa, la vera locomotiva del settore è la Gran Bretagna (dati Iab). Qualcosa sembra muoversi anche in Italia: Zambardino cita infatti nel suo pezzo Layla Pavone, presidente di Iab Europe, secondo la quale nel nostro Paese “a febbraio 2006, per il secondo mese consecutivo, l’online adspending è cresciuto del 50% rispetto all’anno precedente”. Insomma, commenta Zeta Vu, anche qui da noi “la barca sembra proprio aver ripreso il mare”.
D’accordo, ma per andare dove?

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Blackberry vs RedBerry

A lungo frenata da un contenzioso legale in patria, Research in Motion si è vista costretta a rimandare diversi progetti internazionali, compreso il debutto del suo Blackberry sul sempre più ricco, ampio e promettente mercato cinese. Ora l’azienda rischia di pagare caro il suo ritardo: quando manca poco più di un mese al lancio del suo noto e apprezzato “push-mail service” nella Repubblica Popolare Cinese, l’azienda canadese deve infatti fare i conti con l’inatteso debutto di RedBerry, un servizio realizzato dalla China Unicom che “somiglia” molto a Blackberry, ma arriva prima e costa parecchio di meno. Lo scontro diretto tra le due aziende appare ormai inevitabile.

Per saperne di più:

– Globeandmail.com: “China’s got RedBerry

Il blog degli Starwood Hotels

the lobby starwood hotels

La catena alberghiera Starwood ha fatto una scelta di comunicazione che merita la nostra attenzione: aprire un blog con cui rivolgersi alla propria clientela e informarla – come si legge nell’About del sito – rispetto le “latest and greatest (news) in worldwide travel”. Si chiama “The Lobby”, ha un aspetto gradevole e intelligentemente non si limita a parlare delle offerte Starwood o a magnificare l’ospitalità della catena alberghiera, ma recensisce anche accessori e prodotti di lusso, segnala attrattive turistiche, propone locali e altre attrattive. Scritto a più mani, il blog si presenta tutto sommato bene, ma ha il limite di non consentire i commenti ai post, riducendo sensibilmente l’interattività con la clientela. Un peccato ma dopotutto neanche una novità: sui corporate blog di Google, ad esempio, è la norma.

Podcast advertising, chi offre di più?

technation ad auction asta

Aprire un asta sul solito eBay e vendere un mese di spazi pubblicitari sul podcast TechNation al miglior offerente. Lo ha fatto IT Conversation, seguendo peraltro l’esempio del fortunatissimo vlog Rocketboom firmato da Amanda Congdon: l’offerta di base per assicurarsi 30 giorni di spot da 15 secondi su TechNation è di 12 mila dollari e, per ora, nessuno si è ancora fatto avanti. L’asta però è iniziata solo ieri e restano ancora 8 giorni prima che si concluda, magari con lo stesso ottimo risultato ottenuto a suo tempo dalla Congdon (40mila dollari per al amssimo cinque minuti totali di pubblicità). Staremo a vedere.

(Via BusinessWeek)

Jim Kukral, il “furbetto” della blogosfera

Due parole sull’insolito e per alcuni versi discutibile esperimento avviato da Jim Kukral, publisher di ReveNews. Per tentare di dimostrare “l’efficacia del blogging come strumento di promozione del business online”, Kukral ha infatti deciso di creare un weblog per convincere Mark Cuban, facoltoso proprietario dei Dallas Mavericks, a fargli una semplice telefonata. Niente di più: “Se riesco a guadagnarmi la sua attenzione usando un semplice blog e qualche comunicato stampa – spiega – potrò così dimostrare che il blogging è un potente strumento per ottenere visibilità e realizzare obiettivi mirati velocemente e a poco prezzo”. Certo, le probabilità che l’esperimento fallisca e si trasformi in un boomerang sono notevoli, ma tale possibilità non sembra preoccupare Kukral che forse già pregusta i risultati del suo “quarto d’ora di visibilità”. L’impressione è che un’iniziativa del genere possa per lo più nuocere a chi si occupa con professionalità di business blogging senza bisogno di ricorrere a trovate da fiera del paese. Voi che ne pensate?

(Via PrWeb)

USA, cresce la pubblicità sui “Social Media”

La ricerca appena pubblicata da PQ Media lascia pochi dubbi: la crescita degli investimenti pubblicitari sui cosiddetti “social media” procede inarrestabile. Secondo lo studio, intitolato “Blog, Podcast and RSS Advertising Outlook“, il totale degli investimenti pubblicitari in blog, podcast ed Rss è cresciuto del 198,4 per cento nel 2005, raggiungendo i 20,4 milioni di dollari. Ancora più rosee sono le stime per il 2006, nel corso del quale il giro d’affari dovrebbe crescere di un altro 144,9 per cento raggiungendo quota 48,9 milioni di dollari. In base alla ricerca, sarà il podcast ad evidenziare la crescita maggiore: nel 2005 gli investimenti pubblicitari in questa tecnologia hanno di poco superato i 3 milioni di dollari, ma PQ Media prevede che il tasso di crescita annuale si manterrà oltre il 150 per cento fino alla fine del decennio, quando il podcast advertising varrà circa 327 milioni di dollari superando anche il blog advertising. Il maggiore investitore è (comprensibilmente)l’industria hi-tech, seguita a poca distanza da quella automobilistica e dai Media tradizionali.

Blogburst in Italia?

blogburst

Due giorni fa vi raccontavo dell’iniziativa americana chiamata Blogburst e di come questo progetto targato Pluck possa alla lunga diventare “l’anello di congiunzione” tra blogosfera e main stream media statunitensi. Due domande necessitavano risposta: la prima è se c’è la possibilità che Blogburst arrivi anche in Europa. La seconda, che ci riguarda più da vicino, è se vedremo o no un blogburst in italiano. Lo abbiamo chiesto a Eric Newman, General Manager di Pluck:

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Il blog che fa la guerra a Tesco

Quella che solo 5 anni fa sarebbe stata un’impresa disperata e perfino ridicola, oggi appare come una missione possibile. Un uomo solo può contrapporsi a una catena di supermercati multimiliardaria e far ascoltare efficacemente la propria voce a migliaia di consumatori, costringendoli quanto meno a porsi delle domande. E’ accaduto in America. Accade in Inghilterra, ed è possibile solo grazie alla rete e ai suoi figli più promettenti: i blog. L’uomo è l’inglese Dave Miller, il suo avversario la catena di supermercati Tesco.

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PA, bruciati in francobolli 60 milioni di euro all’anno

Ogni anno 100 milioni di documenti vengono scambiati tra le amministrazioni pubbliche centrali. Tramite posta, in formato cartaceo e previa regolare affrancatura. Quest’ultima ha un costo tutt’altro che irrisorio: ben 60 milioni di euro che, secondo quanto emerge da un convegno organizzato dal CNIPA, potrebbero essere risparmiati se solo si avesse l’accortezza di rinunciare a inutili e voluminosi plichi in favore di “un uso diffuso e generale del protocollo informatico”. Basterebbe insomma, sostiene il CNIPA, usare la posta elettronica certificata e si risparmierebbero parecchi quattrini, per non parlare di quanti alberi verrebbero abbattuti in meno. A dire il vero qualcosa è stato fatto, “ma la digitalizzazione delle procedure di protocollo ha riguardato poco meno del 40% della totalità dei documenti; percentuale che scende al 23% se si considerano i documenti archiviati in modalità elettronica”. E siamo nel 2006.

Per saperne di più:

– CNIPA: “La gestione documentale nella PA

Yahoo! Publisher Network blog

yahoo publisher network blog

Buone notizie per quanti hanno scelto di mettere la pubblicità veicolata da Yahoo! sul proprio sito: seguendo l’esempio di Google, anche l’azienda di Sunnyvale ha deciso di varare un corporate blog dedicato al suo Yahoo! Publisher Network per aiutare gli utenti a ottimizzare il proprio sito ed ottenere il massimo guadagno possibile. Il blog conterrà naturalmente anche news e informazioni relative all’advertising program di Yahoo! e presenta una significativa differenza dai classici corporate blog del concorrente Google: i post sono aperti ai commenti.

– Yahoo! Publisher Network blog