Archivio mensile:ottobre 2006

Fastweb cresce sempre più fast

Ottime notizie per Fastweb: nel periodo luglio-settembre l’azienda ha infatti messo a segno ricavi superiori ai 315 milioni di euro (+22%) e un margine operativo lordo di oltre 113 milioni (+40%). In netta crescita anche il numero degli abbonati: nell’ultimo trimestre (il migliore di sempre) sono cresciuti di 83mila unità raggiungendo quota 957.300.

(Via Ansa)

Google Docs and Spreadsheets

Un tempo era Writely, software per creare, editare, salvare e gestire documenti di testo interamente on line, fulgido esempio adottato da chiunque volesse spiegare cosa significa in pratica l’esoterico termine “web 2.0”. Un’idea di successo, tanto da attirare prima le attenzioni e poi i capitali di Google che alla fine ha acquisito Writely e ora, dopo 6 mesi di sviluppo, lo sostituisce con Google Docs&Spreadsheet, piattaforma che ne integra la tecnologia.

Per saperne di più:

– Read/Write web: “Google Docs & Spreadsheets Goes Live: Writely Is No More
– Cnet: “Google Docs and Spreadsheets: Not quite Google Office, but closer

IT@Intel Blog

Se avete interesse o necessità professionale di “conversare” con gli esperti di Information Technology al soldo di Intel, adesso potete farlo. Alcuni di loro hanno infatti scelto di usare il tool blog per condividere le proprie competenze con i lettori e dialogare con la comunità di riferimento per il colosso tecnologico americano. Non è il primo corporate blog di Intel, ma di sicuro uno dei più interessanti. Ecco come si presenta: “Welcome to the IT@Intel blog. This site features several of Intel’s top IT leaders, who share their perspectives and invite discussion on the issues they and other IT managers are facing today. The blog offers an “inside look” at Intel’s IT operations and provides opportunities for you to exchange ideas directly with the IT experts who keep Intel’s business running and growing”.

Top 10 italian blogs

Oggi Steve Rubel di Micro Persuasion ha pubblicato i risultati di una ricerca realizzata dal duo Edelman-Technorati e volta a identificare i “dieci blogger più influenti” di Germania, Francia e Italia. Riguardo ad essa, mi limito a segnalare i limiti evidenziati con maestria, puntualità e accuratezza da Ludovico Magnocavallo, autore di un’altra classifica tutta italiana.

GoogleTube

Era nell’aria, tutti ne parlavano, nessuno dava peso alle molteplici smentite sparate a ripetizione da ambo le parti. E a ragione: il matrimonio Google-YouTube è cosa fatta. Mountain View sborserà 1,65 miliardi di dollari per acquisire “the Internet video phenomenon”: una cifra che, da sola, offre la misura di quale affare il magnate Rupert Murdoch abbia fatto acquisendo per “soli” 580 milioni di dollari il social network MySpace.

Per saperne di più:

– Washington Post: “Google Gambles on Web Video
– Repubblica.it: “Google acquista YouTube per 1,65 miliardi di dollari
– Google press Center: “Google To Acquire YouTube for $1.65 Billion in Stock

PayPerPost, è ancora polemica

Passano i mesi ma la blogosfera non smette di discutere e soprattutto criticare l’iniziativa commerciale PayPerPost. L’ultimo a prendere la parola è stato sua maestà Jason Calacanis, scomodatosi a sottolineare direttamente sul suo blog personale perchè PayPerPost rappresenta l’incarnazione del male. Riassumendo: la blogsfera offre un panorama mediatico unico al mondo fatto di autenticità, onestà e trasparenza. In questo contesto il modello di “marketing ingannevole” su cui si basa PayPerPost, ovvero pagare i bloggger per scrivere post pubblicitari senza obbligarli ad una disclosure, non è altro che un cancro capace di minare alla base la blogosfera, un male da arrestare prima che si diffonda. Parole durissime ed inequivocabili rivolte anche Pete Wright di PayPerPost, che tenta di replicare alle critiche (a torto o a ragione decidetelo voi), e viene sommerso da una lunga serie di precisazioni dal “potente” Calacanis. Insomma, un botta e risposta a suon di cannonate che vi invito a non perdere. Dopo di chè, schieratevi: voi da che parte state?

Google, craccato il corporate blog

Sembra impossibile, ma anche l’onnipotente Google è a rischio hacker: come ammesso della stessa azienda di Mountain View, un abile pirata informatico si è infiltrato niente meno che nell’Official Google Blog intervenendo direttamente sui contenuti. La cosa curiosa è che, invece di pubblicare un proclama con cui celebrare la propria impresa o semplicemente riempire la home di insulti, l’hacker ha preferito postare un finto annuncio ufficiale nel quale si notificava la sospensione dei test di AdWords click-to-call. Un modo piuttosto ricercato di danneggiare Google che ora deve peraltro fare i conti con una duplice, pessima figura: la breccia nella sicurezza del proprio corporate blog e il fatto che l’intrusione è stata possibile grazie ad un bug nella piattaforma Blogger, sempre di proprietà dell’azienda di Mountain View. Insomma, chi ha colpito lo ha fatto seguendo una raffinata ed efficace strategia.

(Via Google Blog)

Università, più wi-fi per tutti

Questo lunedì iniziamo con una segnalazione: oggi Punto-Informatico ci informa su un decreto del ministero delle Comunicazioni in virtù del quale lo “Stato co-finanzierà la realizzazione di progetti wi-fi per le aree e gli edifici universitari di 64 atenei italiani”. I fondi stanziati ammontano a un totale di 2,5 milioni di euro e sosterranno progetti da un massimo di 40mila euro ciascuno. Non avendo avuto ancora modo di valutare se l’entità dello stanziamento sia adeguata o meno, mi limito per ora a notare che si tratta di una spesa assolutamente necessaria. Molti atenei italiani hanno in effetti già provveduto a dare copertura wi-fi in alcune delle loro strutture, ma si tratta quasi sempre di esperimenti e progetti pilota che necessitano, e ora potrebbero avere, un significativo sviluppo.

(Via Punto-Informatico)

B5Media incassa 2 milioni di dollari

Ottime notizie per il blognetwork americano B5Media: dopo sei mesi di raccolta fondi, la creatura di Duncan Riley (ex “The Blog Herald”) e Jeremy Wright ha appena ricevuto un corposo finanziamento pari a 2 milioni di dollari, stanziato Brightspark Ventures e J. L. Albright Venture Partners. Evidentemente, anche nel nanopublishing così come altrove chi la dura, la vince.