Bartezzaghi e la blogosfera dell’odio

Il giudizio sulla blogosfera espresso da Bartezzaghi è tanto duro quanto sorprendentemente incompleto: i blog, argomenta Bartezzaghi, sono una “camera insonorizzata” dove urlare il proprio livore nel cuore della notte nascondendosi dietro “identità fittizie”. Tutto qui? Davvero tutti i blog del mondo (Bartezzaghi non dà riferimenti geografici) non sono che striscioni pieni d’insulti scritti a notte fonda dalla casalinga di Voghera? Come può un giornalista fare così grossolanamente di tutta l’erba un fascio, mettendo insieme “diari virtuali”, nanopublishing, corporate blogging o businness blogging? E’ possibile paragonare il blog di un qualsiasi adolescente a quello di Boeing, a Gawker, a Beppe Grillo.it, a Wittgenstein? E soprattutto: quanto è serio pretendere di definire milioni di blog in meno di mille e duecento battute?

(Via Lipperatura)

4 pensieri su “Bartezzaghi e la blogosfera dell’odio

  1. Avatar di aitanaitan

    Via via, ignoriamolo. Il buon Bart tante volte ha scritto cose intelligenti e ci ha fatto divertire. Questa volta si è voluto inoltrare in una terra sconosciuta ed ha buttato fuori un paio di ideuzze poco fondate. Ma non è il caso di farne un altro casus belli su cui sprecare intere webpagine di post e commenti.

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  2. Avatar di SconosciutoAnonimo

    Non intendo muovere guerra a Bartezzaghi che, come te, altre volte ho avuto modo di apprezzare. Quello che contesto è, qui come altrove, l’approccio pregiudiziale della stampa tradizionale alla blogosfera. Vorrei che questo fosse uno spunto e un’occasione per la blogosfera nostrana di raccontarsi e raccontare qual’è il vero, innovativo valore del blog. Ognuno secondo la propria esperienza e competenze. Mi sembra una chance da non perdere.

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  3. Avatar di BarbaraBarbara

    La stampa prende cantonate un po’ su tutti gli argomenti, mica solo sui blog. La fretta è spesso tiranna e la sindrome del tuttologo è sempre in agguato. Però io ultima dei giornalisti (penultima, dai.. 😉 se dovessi scrivere un pezzo sull’enigmistica, quanto meno sentirei prima un enigmista che mi spieghi a grandi linee che roba è e come funziona. Non è che mi metto davanti un foglio bianco e butto giù: “Gli enigmisti? Popolo di frustrati riempicruciverba sempre pronti a romperti le scatole col 18 verticale che non sanno mai”. Solo perché magari mia zia è così.

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  4. Avatar di sifossifocosifossifoco

    Io non conosco questo Bartezzaghi, ma deve essere uno che vive vicino a casa mia, perché domenica scorsa alla messa delle undici il nostro amato parroco don Bairo, rivolgendosi ai fedeli, ha detto più o meno le stesse cose. Ora non ricordo le parole esatte, ma il senso era che anche votando no ai blog si correva il rischio che vincesse il sì e allora l’unica via possibile è far finta che questi blog non ci sono, anche se ci sono.

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