
Un bell’articolo dell’Orlando Sentinel stigmatizza con poche ma chiare parole lo stato dei rapporti tra politica USA e blogosfera: “this is a serious business” e, soprattutto, “That’s democracy”. Interessante l’esempio fatto citando l’esperienza di Ari Rabin-Havt, 27enne sul libro paga del senatore Harry Reid, che per conto del suo boss blogga, monitora la blogosfera e cura i rapporti con la community on line degli elettori. Il senatore Billy Frist, invece, si preoccupa di rispondere settimanalmente alle domande che gli vengono poste attraverso il suo blog. Inutile dire che in Italia, salvo rare eccezioni, questa presa di coscienza non c’è stata. Vedremo se l’elezione di un blogger a ministro delle Telecomunicazioni riuscirà finalmente a smuovere qualcosa.

E chi sarebbe il blogger-ministro ? Uno che ha aperto un blog ? Meglio poco che niente, certo, ma non mi farei grandi illusioni.
E chi sarebbe il blogger-ministro ? Uno che ha aperto un blog ? Meglio poco che niente, certo, ma non mi farei grandi illusioni.