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Quattroruote e la censura 2.0

Chi frequenta la blogosfera da più d’un giorno sa già cosa differenzi il blog dai media tradizionali: il dialogo. “I media tradizionali inviano messaggi, i blog danno vita a conversazioni” scrive Loic Le Meur su suo blog. Io aggiungo che quelle conversazioni, possibili anche e soprattutto grazie all’esistenza dei commenti, avvengono secondo regole precise dettate dalla buona educazione, dalla schiettezza e, soprattutto, dall’onestà. Ora però accade che, quando il popolare Quattroruote mette in pratica l’uso del commento all’articolo, lo faccia secondo una politica “old style” (per non dire di peggio), arrivando al punto di cambiare testi per eliminare informazioni sgradite. E’ successo con il nostro Spotanatomy. Non dovrebbe succedere mai. Un editor ha il diritto di bloccare eventuali commenti sgraditi, ma non di manipolarli e ripubblicarli a proprio uso e consumo.

Review me, la versione onesta di PayPerPost

Del servizio PayPerPost e della polemica che il suo modello di business ha destato, abbiamo già detto ampiamente. Oggi si parla di Review Me, un progetto fresco di lancio che mira ad ottenere risultati simili scegliendo tuttavia un approccio molto più intelligente e, dicamolo pure, onesto. Tanto per cominciare, Review Me obbliga (finalmente) i blogger a segnalare esplicitamente quando un loro post in realtà è un “redazionale” pagato dai suoi clienti. In secondo luogo, Review Me non paga tutti allo stesso modo, ma si basa su un complesso algoritmo che riunisce le statistiche di Technorati, Alexa ed altri per definire il “peso” e quindi il costo di un blogger, con compensi che vanno da un minimo di 20 fino a un massimo di 200 dollari. Infine, il blogger scelto per la recensione deciderà liberamente se apprezzare o stroncare il prodotto recensito. Potrà insomma manterenere la propria obiettività nonostante venga pagato.
Direi che, se già l’idea iniziale mi sembrava buona, questo potrebbe essere finalmente il modo giusto per applicarla.

IAB Forum 2006

E’ in corso a lo mMilano IAB Forum 2006, evento dedicato alla publicità interattiva organizzato dalla sezione italiana dell’Internet Advertising Bureau. Due gli elementi di interesse emersi finora: in primo luogo, secondo le stime del presidente di Iab Italia Layla Pavone, il 10 per cento della pubblicità italiana viaggerà su Internet entro il 2010. In secondo luogo, la manifestazione viene raccontata anche attraverso un blog ufficiale dedicato, realizzato Blogsfere.

(viA Ansa)

Xbox Movie Store

Microsoft ha annunciato che, a partire dal prossimo 22 novembre, gli utenti del servizio Live potranno acquistare TV Shows e Film tratti dai cataloghi di CBS, Warner Bros Home Entertainment, MTV networks e Paramount Pictures. Insomma, il ricco mercato letteralmente creato dal nulla da Steve Jobs con il suo iTunes Store di fa sempre più affollato e, contemporaneamente, si ripropone una domanda che circola già da qualche tempo: riuscirà la rete globale a reggere il peso di traffico generato dal boom del viedo online?

(Via BBC News)

Blogging Success Study

Oggi è stato ufficialmente presentato un nuovo studio sugli effetti del corporate blogging. Lo ha realizzato Backbone Media assieme alla Northeastern University, si intitola eloquentemente, Blogging Success Study e si basa sulle risposte di “20 blogger di successo”. Non ho ancora avuto il tempo di leggerlo, dunque vi rimando al breve riassunto per temi che ne fornisce l’ottima Debbie Weil. Per ora mi limito ad apprezzare l’idea di pubblicarlo on line in forma di blog: ogni capitolo è in realtà un post aperto a link, trackback e commenti. Semplicemente geniale.

Second Life e l’imprenditoria 2.0

Dietro il fortunato MMORPG Second Life c’è l’azienda Linden Lab che, in quanto tale, deve perseguire il profitto, o non avrebbe ragion d’essere. La differenza con le companies nel mondo reale? E’ presto detta: recentemente l’azienda ha deciso un pesante incremento dei costi di affitto e “maintenance” delle “isole” gestite dagli utenti all’interno del “three-dimensional virtual online world”. Una scelta che ha colto impreparati molti “Second Lifers” dando origine alle proteste di chi (giustamente) chiedeva più tempo per valutare e digerire gli aumenti. Un’azienda normale avrebbe probabilmente continuato per la sua strada. Linden Lab, in pieno stile web 2.0, ha usato il suo corporate blog per confrontarsi con i suoi clienti, dialogare con loro e infine decidere di posticipare gli aumenti di due settimane. Insomma, fa piacere vedere applicati ed efficaci i principi del corporate blogging; dispiace invece scoprire che persino nell’universo di Second Life un metro quadro di terreno edificabile costa un’occhio della testa.

Per saperne di più:

– Cnet news: “‘Second Life’ delays real estate price increases

Affari&Finanza scivola sul corporate blogging

Affari & Finanza di oggi, pagina 19: il pezzo si intitola “Le aziende si lanciano sul mercato dei blog“. La buona notizia è che finalmente anche il quotidiano nazionale si accorge dell’esistenza del corporate e business blogging. La cattiva è che il pezzo: 1) fa semplicemente eco al recente “spottone” con cui a Milano è stata pubblicizzata la partnership tra Edelman e Technorati; 2) presenta l’azienda di consulenza americana come il messaggero celeste venuto per donare la scintilla del corporate blogging a noi poveri mortali.
Non un cenno invece ai fake blog realizzati da Edelman e alla tripla gaffe planetaria che questi gli hanno procurato. Se non altro, condivido la posizione di Fiorella Passoni, AD di Edelman Italia, quando dice che “in Italia, rispetto agli Stati Uniti le aziende non sono pronte ma iniziano a capire. Per questo ci chiedono in continuazione di monitorare la blogosfera”. Vero. Come vero è che di partecipare alla conversazione, invece, non se ne parla nemmeno. Dinosauri.

Roma, è tempo di “Naked Conversations”

Vi ricordo che oggi pomeriggio Shel Israel, co-autore insieme a Robert Scoble del libro Naked Conversation, sarà a Roma, ospite alle 16 del Centro Studi Americani di Via Caetani. Quale sia l’argomento dell’incontro con l’autore di un libro il cui sottotitolo recita “How blogs are changing the way businesses talk with customers”, lo lascio immaginare a voi.

Ci vediamo lì.