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Il blog della Federal Trade Commission

Così va il mondo: nella povera, vecchia Italia l’e-government arranca in pubbliche amministrazioni refrattarie all’innovazione mentre si spendono decine di milioni di euro per fantasmagorici siti che tardano a vedere la luce. In America Istituzioni serie e severe come la Federal Trade Commission apre un blog per comprendere, adottare e sperimentare i nuovi strumenti e le nuove forme di comunicazione sempre più diffuse tra i consumatori americani.

Il tour europeo di Edelman

Domani sbarca a Milano il duo Edelman-Technorati per servire anche qui da noi la sua assai controversa ricerca sulla blogosfera europea. Luca Conti, uno dei 5 “most influential bloggers” invitati a intervenire durante il convegno, offre link e risorse per informarsi sulle presentazioni già avvenute a Londra, Parigi e Amburgo.

Top 10 italian blogs

Oggi Steve Rubel di Micro Persuasion ha pubblicato i risultati di una ricerca realizzata dal duo Edelman-Technorati e volta a identificare i “dieci blogger più influenti” di Germania, Francia e Italia. Riguardo ad essa, mi limito a segnalare i limiti evidenziati con maestria, puntualità e accuratezza da Ludovico Magnocavallo, autore di un’altra classifica tutta italiana.

GoogleTube

Era nell’aria, tutti ne parlavano, nessuno dava peso alle molteplici smentite sparate a ripetizione da ambo le parti. E a ragione: il matrimonio Google-YouTube è cosa fatta. Mountain View sborserà 1,65 miliardi di dollari per acquisire “the Internet video phenomenon”: una cifra che, da sola, offre la misura di quale affare il magnate Rupert Murdoch abbia fatto acquisendo per “soli” 580 milioni di dollari il social network MySpace.

Per saperne di più:

– Washington Post: “Google Gambles on Web Video
– Repubblica.it: “Google acquista YouTube per 1,65 miliardi di dollari
– Google press Center: “Google To Acquire YouTube for $1.65 Billion in Stock

PayPerPost, è ancora polemica

Passano i mesi ma la blogosfera non smette di discutere e soprattutto criticare l’iniziativa commerciale PayPerPost. L’ultimo a prendere la parola è stato sua maestà Jason Calacanis, scomodatosi a sottolineare direttamente sul suo blog personale perchè PayPerPost rappresenta l’incarnazione del male. Riassumendo: la blogsfera offre un panorama mediatico unico al mondo fatto di autenticità, onestà e trasparenza. In questo contesto il modello di “marketing ingannevole” su cui si basa PayPerPost, ovvero pagare i bloggger per scrivere post pubblicitari senza obbligarli ad una disclosure, non è altro che un cancro capace di minare alla base la blogosfera, un male da arrestare prima che si diffonda. Parole durissime ed inequivocabili rivolte anche Pete Wright di PayPerPost, che tenta di replicare alle critiche (a torto o a ragione decidetelo voi), e viene sommerso da una lunga serie di precisazioni dal “potente” Calacanis. Insomma, un botta e risposta a suon di cannonate che vi invito a non perdere. Dopo di chè, schieratevi: voi da che parte state?

B5Media incassa 2 milioni di dollari

Ottime notizie per il blognetwork americano B5Media: dopo sei mesi di raccolta fondi, la creatura di Duncan Riley (ex “The Blog Herald”) e Jeremy Wright ha appena ricevuto un corposo finanziamento pari a 2 milioni di dollari, stanziato Brightspark Ventures e J. L. Albright Venture Partners. Evidentemente, anche nel nanopublishing così come altrove chi la dura, la vince.

Les Blogs 3

Loic Le Meur, A-list blogger e responsabile della divisione europea di Six Apart, ci ha preso gusto: non contento dell’ampio successo registrato l’anno scorso dal meeting internazionale Les Blogs 2.0, oggi il vulcanico francese torna ad invitare nella splendida città di Parigi i blogger di tutto il mondo per quella che sarà la versione 3.0 del convegno sulla blogosfera. L’annuncio lo ha dato lo stesso Loic e per ora si sanno solo due cose: che l’evento avrà luogo l’11 e 12 dicembre e che l’organizzatore punta a raddoppiare il numero delle presenze. In parole povere, sono attese a Parigi almeno 900 persone.

Un blog principesco

Dal corporate al “royal blogging”. Nell’infinito carosello di possibili applicazioni del tool blog, stupisce ma non più di tanto l’idea avuta da un membro della famiglia reale Tailandese che, per esortare i suoi sudditi ad imparare l’inglese, ha pensato bene di aprire un blog (http://access.britishcouncil.or.th/). Avete capito bene: la cinquantunenne principessa Maha Chakri Sirindhorn (foto), grande appassionata di internet, ha deciso di sovvertire la tradizionale riservatezza comune ai reali di tutto il mondo iniziando a bloggare in collaborazione con il British Council per “evangelizare” il suo popolo rispetto alla necessità di imparare l’idioma di Shakespeare. Un unico neo: mentre scrivo il blog è irragiungibile. Forse chi lo ha realizzato ha anche sottovalutato la mole di traffico che l’originale iniziativa doveva inevitabilmente l’attrarre.

Per saperne di più:

– WTOP: “Thai Crown Princess Launches Royal Blog

(via Punto-Informatico)