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Tutti vogliono viaggiare in prima

“Vivere una vita da prima classe al prezzo della turistica”. Con un claim di questo genere, è facile capire con quale scopo Mark Ashley, un frequent traveler di Chicago, ha creato il blog “Update: Travel Better“. Come spiega lui stesso:

“The site provides news, travel tips, and commentary on happenings and trends in the travel industry for the traveler looking to maximize comfort, style, and convenience, while getting a great deal. It is not a travelogue or traditional travel writing per se. The blog focuses primarily on the mechanics of travel, seen from a consumer’s point of view”.

Nota per gli operatori del settore: Mark Ashley è solo uno dei tanti clienti trasformatisi in prolifiche e seguite fonti di informazione sull’industria del turismo, sia esso per svago o per affari. Il loro numero aumenta di giorno in giorno: ignorarli potrebbe essere una pessima idea.

Idolator is here

Nick Denton, guru del Blognetwork Gawker, ha da poco tenuto a battesimo un nuovo blog: si chiama Idolator e tratta di Musica con la “M” maiuscola, nel senso che tenta di affrontarne tutti i possibili aspetti, dalla vita delle star alle manovre in corso nel fervido mercato della musica digitale. Per appassionati.

Business Travel Blogging

Un professionista in viaggio di lavoro scopre con disappunto che il collegamento internet della sua stanza d’albergo, apparentemente incluso nel prezzo, in realtà necessita una extra charge di 10 dollari al giorno. Invece di “seguire la tradizione” e reclamare in direzione, torna a casa e si sfoga scrivendo un post in cui racconta l’accaduto. Due settimane dopo il direttore dell’albergo gli scrive per scusarsi, per annunciare che gli restituirà i soldi della connessione e, soprattutto, per promettere una maggiore trasparenza riguardo a costi e servizi offerti alla clientela.
A questo episodio, così come ce lo racconta Christopher Elliott del New York Times, si deve la nascita inFlightHQ, un weblog dal quale il signor Steve Broback dispensa “tools, trips and tecniques for being productive at 30,000 feet”. Un perfetto esempio di Business Travel Blogging, fenomeno che le aziende del settore farebbero meglio a seguire con attenzione se non vogliono restare al palo.

I requisiti minimi del buon Ceo blogger (italiano)

Cosa serve ad un Ceo per essere un buon Blogger? Un’ottima domanda alla quale prova rispondere Debbie Weil dalle pagine del suo blog riassumendo i requisiti in tre qualità fondamentali: passione, disciplina ed abilità nello scrivere. Mi sembra abbastanza, purchè il CEO in questione sia americano. Nel caso invece si tratti di un suo collega italiano, servono ahimè anche molte altre qualità scontate olteroceano ma optional qui da noi come spirito d’innovazione, apertura mentale e lungimiranza, tanto per elencarne qualcuna. E questo spiega perchè, nel nostro paese, i CEO blogger si contano ancora sulle dita di una mano. Indipendentemente da chi sia a proporre loro il coprorate blogging.

Per saperne di più:

– Debbi Weil: “The three biggest challenges for CEO bloggers

Il “blog portal” di Edelman

Dopo essersi tardivamente convinti ad offrire servizi di corporate e business blogging, i signori della Edelman USA sembrano aver finalmente capito anche che non si può vendere qualcosa che per primi non si usa/valorizza. Così si spiega il debutto del blog portal che porta il marchio della prestigiosa agenzia ed aggrega i contenuti di 16 blog editi da altrattanti dipendenti Edelman. Uno strumento pensato per dare maggiore visibilità alle perle di saggezza bloggate da Steve Rubel e compagni, certo, ma anche un chiaro messaggio per la clientela: quando vi proponiamo corporate e business blogging, sappiamo di cosa stiamo parlando. Beh, era ora che ci arrivassero.

Per saperne di più:

– Micro Persuasion: “Edelman Debuts Blog Portal

Anche Wells Fargo apre ai blog

Wells Fargo è una compagnia finzanziaria californiana con 23 milioni di clienti e oltre 6200 “punti vendita” aperti al pubblico tra Nord America e resto del mondo. I suoi operatori prestano soldi per sostenere qualsiasi genere di attività compresi gli studi al college, ed è proprio per dialogare con la clientela studentesca che è stato lanciato un blog, The Student LoanDown. Nome infelice a parte, il weblog si pone dunque come preziosa risorsa per i (tanti) giovani che hanno le qualità ma non i fondi necessari a garantirsi un’istruzione superiore. Un’idea davvero azzeccata.

(Via Debbie Weil)

Fuori dall’happy hour per andare dove?

Massimo Mantellini, persona che leggo e stimo, ha avuto un’idea forse prematuramente rilanciata da Punto-Informatico per un nuovo tipo di pubblicità: creare uno spazio sul proprio blog che serva a “far conoscere ad altre persone prodotti che mi sono piaciuti. Pensa cosa accadrebbe – sostiene mantellini – se ogni blogger avesse una sezione pubblicitaria del genere. Le aziende farebbero a gara per produrre prodotti migliori e meno costosi invece che spendere miliardi in spot televisivi deficienti”. Rimando ogni giudizio a quando l’inizitiva sarà effettivamente partita. Intanto mi concedo una riflessione sullo scenario previsto da Mantellini. “Se ogni blogger avesse una sezione pubblicitaria del genere” le alternative possibili mi sembrano tutto sommato due:
1) nessuno dà loro credito e l’iniziativa cade nel vuoto;
2) la cosa funziona e le aziende, invece di fare prodotti migliori, si precipitano a “comprare” le “blogstar” più seguite, alla faccia del consumatore. Un effetto “Pay-per-Post” francamente poco auspicabile.

Spam, il prezzo del successo

Ve ne sarete accorti: da qualche tempo i commenti di questo blog sono chiusi così come accade anche per altri blog del gruppo. Il perchè si spiega con la semplice equazione già messa nero su bianco dai sagaci colleghi di Spotanatomy: Successo=Spam. Tonnellate di spam che hanno condizionato il funzionamento dei nostri server e che ora stiamo attrezzando a combattere. Naturalmente ci vorrà un po’ di tempo, dunque abbiate pazienza e non disperate: in attesa del “nuovo corso” se avete qualcosa da dirci potete sempre scrivere.

Il corporate blog di Conto-Graph

Segnalo con piacere l’iniziativa di Bricke che, raccogliendo anche i suggerimenti di blogs4biz, ha deciso di inaugurare un corporate blog per la piccola azienda in cui lavora, la Conto-Graph di Viterbo. Lo scopo del blog, dichiarato fin nella testata, è fornire alla clientela di riferimento “uno sguardo dentro la grande casa della Conto-Graph”. I commenti sono aperti, la piattaforma scelta è la nuova versione di Blogger, l’esperienza solo all’inizio, ma promette bene.

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Ricerche: gli effetti del corporate blogging

Una ricerca realizzata da Russel Research per Cymfony/Porter Novelli prende in esame un campione di aziende dotate di blog e rivela che la maggioranza di esse (il 76 per cento) ha registrato un aumento dell’attenzione da parte dei media e/o un incremento del traffico web da quando ha avviato l’esperimento di corporate blogging. Lo studio si basa su un sondaggio condotto coinvolgendo 73 corporate bloggers.

Per saperne di più:

– Porter Novelli: “Corporate Blog Learnings: The Discovery Age