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ABC News scopre il citizen journalism

Il modo in cui il Citizen journalism sta offrendo “copertura” del nuovo conflitto mediorientale ha dato spunto ad ABC News per riflettere sul cosiddetto “giornalismo dal basso”. Un pezzo pubblicato oggi ripropone temi già discussi al tempo degli attentati di Londra: la rapidità con cui si diffondono le informazioni raccolte per strada da un numero non quantificabile di reporter improvvisati, il fatto che si tratti materiale grezzo e ancora in larga parte poco utilizzabile, l’impossibilità di verificare le fonti o muoversi agilmente attraverso questo mare magnum di informazioni, la sfida che il citizen journalism rappresenta per il giornalismo “ortodosso”. L’unica vera differenza con l’immagine del CZ emersa dopo gli attentati di Londra dipende dalle nuove “tecnologie abilitanti” (Granieri docet) in possesso dei giornalisti improvvisati: ieri caricavano soprattutto foto mentre oggi, con i nuovi cellulari, l’Umts e Youtube, caricano anche fior di filmati.

Per saperne di più:

– ABC News: “The War on the Web

Come nasce il blog di Dell

Nell’ultimo post pubblicato, il blog del colosso informatico Dell descrive per sommi capi il percorso che ha condotto l’azienda fino al lancio di “One2one”. Merita attenzione perchè, con poche e chiare parole, il Digital Media Manager Lionel Menchaca descrive tutti quei passaggi che ogni azienda interessata al corporate blogging dovrebbe fare: scoprire l’esistenza della blogosfera, comprenderne l’importanza, tendere l’orecchio per ascoltarla, identificare gli interlocutori più autorevoli, seguire la loro conversazione con i lettori e, infine lanciare un blog e scoprire, tra l’altro, un nuovo modo per offrire “customer support”.

Per saperne di più:

– one2one: “Dell Customer Advocates in the Blogosphere

Sony, un blog per raccontare uno spot

sony bravia ad blog

Senza per questo voler rubare il lavoro ai colleghi di Spotanatomy, oggi iniziamo parlando di pubblicità: ce ne dà il destro Sony che, sull’onda del successo di critica e pubblico ottenuto dallo (splendido) spot realizzato per i suoi display Bravia, ha deciso di anticipare l’uscita del “sequel-ad” aprendo un blog sul “dietro le quinte” della sua realizzazione. Niente di trascendentale, intendiamoci, ma comunque un ulteriore buon esempio di cosa si può fare con un blog: l’aspetto è gradevole, i commenti sono aperti e, probabilmente, moderati, la frequenza dei post bassa ma accettabile, i link utili tutti al loro post. Insomma, la notiza vera è il logo Sony che campeggia ben visibile in cima alla testata.

Per saperne di più:

– Sony Bravia Ad Blog

(Thanks to Meghi)

Corporate blogging, “impressioni di guida”

C’è chi il corporate blogging non sa cosa sia e chi invece è “sceso in pista” già da diverso tempo. Russell Research, su incarico di Cymfony e Porter Novelli, ha contattato coloro che sono già “saltati in sella” ad un blog aziendale per raccogliere e catalogare le loro “impressioni di guida”. Il risultato è una ricerca secondo cui i tre quarti degli intervistati (76%) apprezzano il “mezzo” e confermano: da quando fanno corporate blogging, la loro azienda azienda ha registrato una maggiore attenzione da parte dei media e il loro sito istituzionale ha visto crecere il traffico web.

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C’eravamo tanto amati

La partnership tra il blog network Gawker e il motore di ricerca Yahoo! è giunta al capolinea. Lo ha annunciato lo stesso publisher Nick Denton, riassumendo in 2 punti le ragioni di una separazione definita “consensuale”:
1) la collaborazione ha portato poco traffico e ancor meno nuovi lettori al network;
2) rilanciare i contenuti prodotti da “niche blog” su un portale che si rivolge a un pubblico di massa non ha di per sé molto senso ed è comunque risultato poco efficace.
Se a tutto questo si aggiungono la presenza su Gawker di Googloe Adsense e la vera e propria persecuzione scatenata dal gossip-blog Valleywag ai danni Lloyd Braun, capo di Yahoo Media, il quadro risultato nel “divorzio” appare completo.

Pew Internet scopre l’acqua calda

Due parole per commentare l’ultima ricerca di Pew Internet & American Life Project. Ancora una volta l’istituto ha speso tempo e denaro frutto di donazioni per scoprire l’acqua calda: l’affollata blogosfera statunitense – “rivela” Pew – è per la maggior parte popolata da gente che blogga per diletto e, quindi, diffonde più “gossip” che vera, verificata e puntuale Informazione giornalistica con “I” maiuscola. Quando non racconta pure “balle”. Carramba che sorpresa! Stupidi noi che, evidentemente, credevamo di avere a che fare con 48,9 milioni di giornalisti. Ma, cosa ancor più grave, la ricerca sembra anche voler insinuare che, nella blogosfera, la preponderanza del gossip sul vero giornalismo riesca in qualche modo a minare la credibilità di quest’ultimo. Una tesi a mio avviso semplicemente ridicola.

Date retta a Debbie

Debbie Weil, editor di BlogWrite for CEOs, commenta la classifica pubblicata da Marketing Sherpa dove prendono posto i 10 migliori “marketing-related blogs”. Poche parole per prendere atto della scelta del pubblico, ma anche per chiarire la sua posizione: “La lista proposta da Sherpa – spiega Debbie – è valida ma del tutto incompleta. Sebbene io rispetti il voto dei lettori, non posso fare a meno di pensare a dozzine di altri blog altrettanto validi che trattano di marketing, Pr. Social Media etc”. Segue un elenco con sette nomi e lascio a voi il compito di scoprire quale sia l’unico blog in lingua diversa dall’inglese citato da Debbie Weil. Il senso del pudore mi impone di non suggerire.

“One2one”, Dell blog o sito porno?

Di questi tempi parliamo spesso del blog appena aperto dal gigante informatico americano Dell. Del resto, quando un’azienda così a lungo e così duramente criticata in rete dai suoi clienti decide di scendere nella blogosfera, qualche legnata la deve pur prendere. L’importante è sopportare stoicamente, imparare in fretta e lasciar sbollire gli animi: arriveranno giorni migliori, specie se l’azienda si deciderà a fare ciò che promette sul blog. Nell’attesa, segnalo non uno ma ben tre post di B.L Ochman che prima denuncia la censura su un suo commento postato su “one2one”, poi riferisce un curioso episodio e infine rivela un tragicomico errore di Dell: il suo blog ha lo stesso identico nome di un sito porno che offre “hot live babes ready to please you 24/7”. Una svista da principianti che, ovviamente, dà il destro alla Ochman per fare all’azienda una lunga, dettagliata e meritata ramanzina che va ben oltre il corporate blogging. In rete come altrove, l’inferno non ha la furia di una professionista PR respinta.