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Nanopublishing, la verità di Calacanis

Jason Calacanis

In pochi anni Weblogs Inc, il blog network fondato e guidato da Jason Calacanis (foto), ha conquistato di prepotenza un ruolo di primo piano nella blogsfera, culminato con la sua acquisizione da parte di America On Line. Ora Jason riassume i retroscena di questa fortunata avventura in un’intervista-podcast di 35 minuti: se vi interessa, la trovate su The Podcast Network.

Bruxelles blogga ed è subito polemica

Margot Wallström blog

Leggendo Nova24 apprendo che Margot Wallström, commissiario europeo alle Comunicazioni, ha aperto un blog. Il breve articolo riferisce anche di dure polemiche scatenate dall’iniziativa: i critici sostengono infatti che Bruxelles voglia usare i blog come ulteriore strumento di propaganda. Che sia vero o no, qualcosa deve essere andato storto: se vi collegate alla home page personale della Wallström, scoprirete infatti che, cliccando il link al blog, non si arriva più da nessuna parte. La copia cache di Google rivela che l’ultimo post risale a ieri, quindi la scomparsa del sito è fatto recente. Secondo voi si tratta di un problema tecnico o di un repentino dietro front?

Editoria, il futuro passa per il blog

Scrivere un libro e aprire contemporaneamente un blog che ne descriva le varie fasi di stesura sta diventando normale per molti autori americani. Lo scopo è creare curiosità intorno all’opera, dialogare con il pubblico di riferimento e, quando opportuno, raccoglierne i suggerimenti. Succede già da qualche tempo con i libri come “Naked Conversation”, volume dedicato alla blogosfera scritto da Robert Scoble e Shel Israel. Più di recente anche Amazon ha offerto servizi di blogging agli autori i cui libri vengono venduti sul suo Book Shop virtuale. E, sebbene possa stupire, qualcosa di simile accade anche in Italia:

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Bloggare con Grazia

grazia blog

Il mensile Grazia, edito da Mondadori, ha ufficialmente dato inizio alla sua avventura nel “dorato mondo” della blogosfera. Lo ha fatto inaugurando il weblog “Grazia – perchè non puoi aspettare“, il quale si presenta in versione beta ed è gestito da sei gentili blogger di comprovata esperienza. I quattro post finora pubblicati sono abbastanza per dire che l’esperimento è iniziato, ma ancora pochi per dire se sia riuscito. In attesa di vedere altro, prendiamo atto con piacere del fatto che sempre più editori italiani sperimentano il blogging come veicolo di contenuti complementare alle propri riviste cartacee e ai siti web tradizionali.

(Via Mantelblog)

La Cina scopre il blogvertising

Xu Jinglei blog pubblicità advertising

La bella Xu Jinglei, regista, attrice e sceneggiatrice trentunenne molto popolare in Cina, ha mutato in realtà il sogno di tanti blogger: essere travolti da una valanga di proposte pubblicitarie per il proprio blog. Miss Jinglei si è avvicinata al blogging per caso e, in soli cinque mesi, il suo “diario virtuale” ha totalizzato 11 milioni di visitatori, diventando rapidamente oggetto dell’insistente interesse di vari inserzionisti. La cosa rilevante è che il fenomeno, non nuovo in Occidente almeno per quanto riguarda la blogosfera statunitense, rappresenta per ora una caso unico nella Cina Popolare, dove ha innescato un vivace dibattito intorno al blogging e alle sue potenzialità come fonte di guadagno. Per la cronaca, la signora Jinglei non ha ancora deciso se accetterà di inserire pubblicità sul suo blog. Poco importa: ciò che conta è che il concetto di blogvertising abbia varcato le possenti frontiere della Cina.

Per saperne di più:

– NYT: “Chinese Bloggers Grapple With the Profit Motive” (Registrazione gratuita)

A week of blogging

Gli hot topics della settimana:

Blogosfera, il “consulente” delle aziende

Chi legge Blogs4biz anche solo da un giorno sa bene come la penso: le aziende piccole, medie e grandi farebbero meglio a drizzare le orecchie e ascoltare la blogosfera per sapere cosa si dice di loro, ma anche per capire cosa vogliono veramente i consumatori. A quanto pare non sono il solo crederlo: “Per le aziende – scrive il giornalista americano Steven Levingston – le opinioni individuali che fluiscono nel cyberspazio stanno diventando sempre più una fonte di forza. Insieme, tali opinioni rappresentano quel passaparola on line che promuove il prodotto migliore, che distrugge o consacra uno show televisivo, che scatena una rivolta dei consumatori. Ansiose di sfruttare il ‘buzz’, sempre più aziende stanno quindi adottando sofisticate tecnologie per tenere traccia di quello che viene detto negli Internet Social Networks, ovunque insomma le persone si incontrano pubblicamente online”. Interessante? Non è che l’inizio. Il resto lo trovate sull’autorevole WashingtonPost.com.

Aziende, attente a MySpace!

my space

Christopher Hannegan, Senior Vice President di Edelman, lancia dal suo blog un monito alle aziende: fate attenzione a quello che i vostri dipendenti dicono di voi su MySpace. La piattaforma che vanta oltre 50 milioni di utenti raccoglie infatti circa 16mila gruppi sotto la categoria “Companies/Co-workers“: una vasta comunità di dipendenti che parla di sè e della propria azienda fuori dai confini definiti dalle policies dei propri datori di lavoro. Una conversazione che le aziende farebbero bene a seguire con attenzione.

Per saperne di più:

– Christopher Hannegan: “Know what your employees are saying about you on MySpace?

Londra capitale del blogging4business

blogging4business

Il prossimo 4 aprile, la capitale del Regno Unito ospiterà un convegno dal titolo eloquente: blogging4business. Si parlerà di corporate e business blogging e di come questo nuovo tool di comunicazione stia determinando un cambiamento profondo nel modo di gestire le pubbliche relazioni aziendali. Certo, un solo giorno di “full immersion” nel corporate blogging non può essere sufficiente a sviscerare l’argomento, ma il fatto stesso che un evento simile venga organizzato in Europa mi sembra un ottimo segnale.

Per saperne di più:

b4b Conference 2006