Blogging ain’t a job

Fare blogging non è un lavoro. Chi blogga può essere considerato pericoloso per la sicurezza del paese (gli Stati Uniti) e quindi fermato all’aeroporto, interrogato, perquisito e rispedito in malo modo a casa sua. Per quanto incredibile, è esattamente ciò che è successo Jeremy Wright, stimato blogger di Ensight.org (e non solo). Per saperne di più potete (e forse dovete) andare a leggere il breve resoconto in cui lo stesso Wright racconta l’accaduto. Poi però tornate qui e condividete le vostre opinioni con me. Sono veramente curioso.

3 pensieri su “Blogging ain’t a job

  1. Avatar di redred

    credo che prima di avere la presunzione di mentire al mondo parlando di “esportazione della democrazia” dovrebbero pensare a problemi ben più gravi..
    e qui cito Einstein che compilando il famoso questionario sottoposto a chi entra negli USA, alla domanda “razza?” rispose: “umana”..
    questo è un assioma che ancora devono imparare..
    e ancora c’è chi li glorifica..

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  2. Avatar di lunaluna

    Ok, sempre bello ricordare quelle parole di Einstein, peccato però che si trattasse solo di parole e che al grande scienziato non corrispondesse un grande uomo. Basta dare un’occhiata alla raccolta di lettere scritte alla moglie riguardanti le sue “indicazioni” sul modo di gestire il matrimonio ed i figli….Incredibile.
    (ok sono off topic, ma non penso si possano ricevere insegnamenti da chi, nonostante immenso scienziato, avesse l’arroganza di giudicare una società e gli uomini che ne fanno parte senza pensare al proprio indegno comportamento come uomo, marito e padre).

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  3. Avatar di redred

    scusami luna
    non sapevo neanche questa cosa
    mi serviva giusto la frase e purtroppo l’ha detta lui!! 😉
    la frase, contestualizzata a chi ha un po’di buon senso, secondo me rimane valida, quindi dimentichiamo mr.E=mc2 e ricordiamo di portare avanti il discorso contro le discriminazioni
    un saluto

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