
Lo sbarco in Cina di Microsoft e del suo servizio di blog hosting MSN Spaces è stato oggetto di molte critiche: gli osservatori non hanno infatti gradito che Redmond abbia accettato le imposizioni di Pechino rispetto alla censura di alcune ‘empie’ parole come ‘Democracy’ e ‘Freedom’. David Weinberger ha postato oggi sul suo Joho The Blog un esempio di come questa censura funziona citando Rebecca MacKinnon di Global Voices Online. Seguendo la discussione è possibile scoprire come funziona il sistema di censura, di quali parole inibisce l’uso, di come abbia effetto solo su chi si collega con browser e sistema operativo localizzati in Cina e, cosa interessante, di come aggirare la censura seguendo i consigli hacker di Bennett Haselton (Peacefire.org). Inutile dire che il tutto merita la vostra attenzione.
Per saperne di più:
– Joho the Blog: Fr..dom of sp..ch
– Global Voices Online: Screenshots of Censorship
– Global Voices Online: How To Hack Chinese MSN Spaces to Use Banned Words

Seguo molto l’argomento Cina, anche sul mio blog. Mi permetto quindi di segnalarti questo sito http://chinadigitaltimes.net/ (mi scuso se già lo conosci) ed in particolare questi post http://chinadigitaltimes.net/2005/06/update_the_filt.php
la lista delle parole filtrate e questo http://chinadigitaltimes.net/2005/06/iol_beijing_to.php (di cui parlo anch’io oggi) sull’assunzione di altri 4mila Web policemen per censurare il web.
ciao!
No devi scusarti barbara. Sono io che ti ringrazio per queste segnalazioni che arricchiscono la sostanza del mio post. Bel lavoro.
ciao