
Brutte notizie per Amazon: nel quarto trimestre del 2005, l’utile netto del più grande negozio virtuale al mondo è diminuito del 43% rispetto allo stesso periodo del 2004, attestandosi a 199 milioni di dollari. La pessima performance ha avuto subito riflessi negativi sulla borsa, dove il titolo dell’azienda americana ha perso ben l’ 8,2%. Un brutto colpo per Amazon, che suggerisce una riflessione: tre giorni fa Diego Piacentini, numero due di Amazon, spiegava a Il Sole-24ore che la sua azienda ritiene l’Italia un mercato di secondaria importanza dove per il momento non intende investire. Ora, i risultati economici dell’azienda fanno pensare che, anche se volesse, Amazon avrebbe difficoltà a sostenere gli oneri economici di uno sbarco in Italia, cosa che Piacentini doveva sicuramente già sapere quando è stato intervistato. De Vulpe et Uva?
Per saperne di più:
– BorsaInside.com: “Amazon: Utili in calo e ricavi al di sotto delle attese, il titolo crolla“

il fatto che un sito che vende libri non consideri l’italia un mercato allettante mi sembra comunque plausibile
amazon abbisogna di uns sistema postale in piena operatività. e questo purtroppo in italia non esiste. i postieri buttano via la posta. non si puo operare con un sistema cosi.
verissimo quello che sostiene Florian e c’è da aggiungere che i prezzi delle merci amazon caricati
delle spese postali diventerebbero troppo alti per la clientela.
Secondo me non ha molto senso una presenza diretta in italia. Le spese di spedizione da amazon.fr o amazon.de verso l’italia sono le stesse o inferiori a quelle che applicano ibs.it o siti simili dall’italia verso l’italia. Secondo me non ha molto senso una presenza diretta in italia, per i libri. Per quanto concerne altri articoli, il nostro commercio b2c e’ forse ancora troppo scarso.
In Italia manca un servizio postale efficiente ed onesto e le tariffe postali sono le più care del mondo. I vantaggi che offre Amazon quì sarebbero completamente vanificati. Basta vedere gli altri negozi virtuali.Le loro vendite aumentano con le offerte speciali come l’invio gratuito o sconti che vanificano le spese di spedizione. Quando ci sarà la vera libera concorrenza tra gli spedizionieri e i sistemi postali anche nel nostro paese allora riusciremo ad entrare nel futuro
il fatto che un sito che vende libri non consideri l’italia un mercato allettante mi sembra comunque plausibile
amazon abbisogna di uns sistema postale in piena operatività. e questo purtroppo in italia non esiste. i postieri buttano via la posta. non si puo operare con un sistema cosi.
verissimo quello che sostiene Florian e c’è da aggiungere che i prezzi delle merci amazon caricati
delle spese postali diventerebbero troppo alti per la clientela.
Secondo me non ha molto senso una presenza diretta in italia. Le spese di spedizione da amazon.fr o amazon.de verso l’italia sono le stesse o inferiori a quelle che applicano ibs.it o siti simili dall’italia verso l’italia. Secondo me non ha molto senso una presenza diretta in italia, per i libri. Per quanto concerne altri articoli, il nostro commercio b2c e’ forse ancora troppo scarso.
In Italia manca un servizio postale efficiente ed onesto e le tariffe postali sono le più care del mondo. I vantaggi che offre Amazon quì sarebbero completamente vanificati. Basta vedere gli altri negozi virtuali.Le loro vendite aumentano con le offerte speciali come l’invio gratuito o sconti che vanificano le spese di spedizione. Quando ci sarà la vera libera concorrenza tra gli spedizionieri e i sistemi postali anche nel nostro paese allora riusciremo ad entrare nel futuro