Il lungo braccio di Yahoo!, la legge di Pechino

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Ci risiamo. Per la seconda volta in un anno, il motore di ricerca Yahoo! fa notizia per aver “consegnato” nelle mani delle autorità cinesi un “cyberdissidente”. Il primo era stato il reporter Shi Tao, la cui “attività sovversiva” era stata dimostrata proprio grazie ai dati forniti dall’azienda americana al Governo di Pechino. Ora Reporter Senza Frontiere torna a puntare il dito contro Yahoo! e rivela: nel 2003 l’azienda ha collaborato con le autorità cinesi favorendo l’arresto di Li Zhi, colpevole di aver “postato” dure critiche alla corruzione dilagante nelle istituzioni comuniste. Le “prove” fornite da Yahoo! sono valse a Zhi una condanna a 8 anni di reclusione. Ora l’azienda americana si difende e, per bocca della portavoce Mary Osako, fa sapere di aver fatto solo ciò che le leggi cinesi prevedono e impongono. Insomma, paese che vai, usanza che trovi. Voi che ne pensate?

Per seperne di più:

– RSF: “Another cyberdissident imprisoned because of data provided by Yahoo
– BBC News: “Chinese man ‘jailed due to Yahoo’
– Yahoo! News: “Yahoo accused in jailing of 2nd China Internet user

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