Google fra l’incudine e il martello

google china

L’incudine è la Cina, mentre nella parte del martello troviamo il Governo degli Stati Uniti. O viceversa, fate voi. Nel mezzo l’azienda di Mountain View, che prima viene criticata dalla comunità internazionale perchè collabora con la censura cinese, poi viene “schiaffeggiata” dal Governo americano per la stessa ragione e, infine, deve subire l’offensiva di Pechino.

Ieri, infatti, alcuni giornali di Pechino hanno improvvisamente aggredito Google: “lavora in Cina senza avere una licenza di internet provider” si legge ad esempio su Beijing News, che definisce il motore “uninvited guest”. Come insegna Federico Rampini, i funzionari del partito cinese sono persone vendicative: la nomenclatura non ha gradito il “teatrino” della settimana scorsa, nè l’avviso che compare su Google China avvertendo l’utente ogni volta che un contenuto inviso al partito è stato “depennato” dalla ricerca. Ecco quindi il primo avertimento per Brin e Page non si è fatto attendere: vi sbattiamo fuori quando vogliamo. In gioco c’è il web cinese, un immenso mercato virtuale che Google non può permettersi di perdere.

Per saperne di più:

– WashingtonPost.com: “Chinese Media Assail Google

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