Archivio mensile:giugno 2006

Il corporate blogging sbarca sul Manifesto

La settimana scorsa ho letto sul Manifesto un ottimo articolo sul corporate blogging firmato da Raffaele Mastrolonardo e intitolato “«Blogga» anche la ditta”. Visto che non mai tardi per fare una buona lettura, vi invito a leggerlo e vi anticipo un’illuminante dichiarazione di Simon Phipps, Chief Open Source Officer per Sun Microsystems: “I milioni di blog che insidiano il monopolio dei media tradizionali e il fenomeno open source che erode i profitti del software proprietario sono due facce di uno stesso fenomeno che dà potere agli individui mettendoli in connessione. Il futuro – conclude Phipps – sarà di quelle aziende che sapranno aprirsi alle nuove reti informali e sfruttarne tutto il potenziale”. Parole con cui vivere.

Schwartz, il CEO blogger che fa notizia

I riflettori del quotidiano americano Usa Today puntano su Jonathan Schwartz (foto), da due mesi Ceo di Sun Microsystems. Sotto la lente d’ingrandimento troviamo non la politica di risanamento della sua azienda ma, ancora una volta, la sua esperienza come corporate blogger d’alto profilo. L’articolo restituisce un’analisi con molte luci e poche ombre dalla quale, modestia a parte, non emerge molto di più di quanto detto più volte su questo blog se non un dato in particolare: con i suoi 400mila contatti al giorno, Schwartz sta letteralmente facendo il “rodaggio” del corporate blogging per conto dei suoi “colleghi manager”. In molti, infatti, seguono da vicino il suo blog per capire se valga o meno la pena scendere nell’arena della blogosfera.

Per saperne di più:

– Usa Today: “Sun CEO sees competitive advantage in blogging

Italia, Yahoo! Answers si racconta in un blog

Negli Stati Uniti è ormai buona norma per le aziende come Google, Microsoft o Yahoo! creare corporate blog tramite i quali guidare l’utente all’uso dei servizi offerti e, soprattutto, raccoglierne i feedback in tempo reale. In Italia, dove siamo ancora all’età dell pietra, quelle stesse aziende appena citate agiscono con molta maggior prudenza ma, finalmente, si muovono: un mesetto fa Google ha aperto un corporate blog in piena regola mentre è da poco attivo il primo blog aziendale in italiano di Yahoo!, dedicato a Yahoo! Answers e curato dal team che ne sovrintende il funzionamento. “Abbiamo deciso di pubblicare questo blog – si legge nel primo post – per condividere con voi le nuove caratteristiche, i miglioramenti, le domande e le risposte più interessanti trovate sul sito. Naturalmente cercheremo anche di fornire indicazioni e suggerimenti ai migliori utenti, quindi tornate spesso a farci visita se non volete restare fuori dal giro!”. Se non altro, è un inizio.

(Via Motoricerca)

iTunes alla francese, vince Jobs

Chi ci legge regolarmente conosce la storia: lo scorso marzo il Parlamento francese ha iniziato a discutere una proposta di legge che, se approvata, avrebbe costretto Apple a rendere la sua tecnologia DRM compatibile anche con lettori mp3 diversi dall’iPod. Un Jobs infuriato ha minacciato di chiudere la versione francese dell’iTunes Music Store e incassato il pieno sostegno del Governo americano. Nei mesi successivi, è anche sembrato che altri paesi europei volessero unirsi alla Francia nell’imporre ad Apple l’interoperabilità dei suoi DRM, mentre lo stesso governo transalpino appariva tuttavia già meno rigido sulle sue posizioni. Infine la svolta: la Francia ha approvato una nuova legge sul diritto d’autore che, di fatto, non “disturba” la tecnologia di Digital Rights management targata Cupertino. Con buona pace dei consumatori.

(Via The Inquirer)

Two weeks of blogging

Gli hot topics delle ultime due settimane:

Digg si rinnova

Digg.com, il popolare web site che raccoglie “technews” segnalate e votate dagli utenti, si rinnova ed espande i propri interessi: la terza rivisitazione grafica nella storia del sito è visibile on line già da qualche giorno insieme a nuovi e più potenti strumenti per il social-networking, mentre si dovrà attendere lunedì prossimo per veder apparire le nuove categorie “World and Business”, “Video”, “Entertainment”, “Science and Gaming”. Una bella rinfrescata che di certo gioverà a Digg, la cui già vasta popolarità è così traducibile in cifre: 300mila utenti registrati, 8,5 milioni di utenti unici al mese, 9,5 milioni di pagine viste al mese. L’informazione in stile web 2.0 sembra godere di un certo successo.

(Via Marketing Vox)

Google tv network

Il motorone di ricerca americano ha iniziato a testare la distribuzione gratuita di video “farciti” con spot pubblicitari su Google Video. E’ infatti in via di sviluppo un servizio simile a quelli già offerti da Yahoo!, Microsoft e Aol e (prudentemente) diverso dall’iTunes store di Apple, che non conosce rivali nella vendita di video “Ad-free”. Tra i primi inserzionisti di questa via di mezzo tra la moderna Tv on demand e la vecchia generalista figurano Netflix, Pepsi, LowerMyBills.com e pochi altri. Alla fine della fase di Test, Google intende bandire delle aste per assegnare gli spazi pubblicitari disponibili (l’ispirazione a Rocketboom e Technation è evidente), mentre i ricavi saranno divisi con il produttore del video.

(Via New York Times)

Nel futuro di Microsoft c’è Yahoo!

Adoro i report di Merrill Lynch. Quando meno te l’aspetti, la banca d’affari americana spunta con una relazione dai contenuti sorpendenti e manda a gambe all’aria gli esperti di settore. Qualche tempo fa ne avevamo citato il rapporto sui costi di produzione della Playstation3 e la conseguente previsione di un prezzo al pubblico molto alto. Oggi sappiamo che avevano ragione. Ora ne hanno tirato fuori un altra: secondo loro Microsoft dovrebbe acquisire al più presto Yahoo! se davvero vuole recuperare l’enorme gap che la separa dall’onnipotente Google. Visti i precedenti, Gates potrebbe aver già tirato fuori il libretto degli assegni.

(Via Ansa)

“Blogs will make or break your business”

Con questa lapidaria frase si apre la ricerca sul corporate blogging realizzata dal “Center for Marketing Research” della University of Massachusetts-Dartmouth. In breve: la blogosfera è una realtà in espansione dove sempre più clienti e dipendenti condividono giudizi (positivi e negativi) sulle aziende, rivolgendosi ad un pubblico potenzialmente enorme. Il mondo del business può restarne fuori e subirne passivamente gli (spesso dolorosi) effetti, oppure può entrare a farne parte parlando la stessa lingua (con un corporate blog), rispettandone le regole e partecipando con schiettezza alla “conversazione” in corso. Ma attenzione: entrare nella blogosfera con ufficio pr travestito da blog è la prima delle mosse assolutamente da non fare. Se vi decidete al grande passo, affidatevi a qualcuno che sappia davvero cosa fare.

Per saperne di più:

– TMCNet: “Study: Businesses should adopt blogging strategies

Google cerca alternative ad Adsense

Non contento dello stradominio conquistato dal suo AdSense nel mercato dell’online advertising, il management di Google starebbe sperimentando anche un sistema alternativo per veicolare (altra) pubblicità su internet. Lo rivela il Financial Times, spiegando che l’azienda di Mountain View sta già testando un “cost-per-acquisition network”, ovvero una piattaforma pubblicitaria dove l’azienda inserzionista paga Google solo quando l’utente compie una specifica azione, come acquistare un bene o iscriversi a un servizio.