Internet Mobile, il business del futuro

Il pc ha le ore contate. L’evoluzione inesorabile dei telefoni cellulari produce terminali sempre più adatti alla navigazione in Rete ed è veloce al punto che, entro il 2010, i websurfer che si collegano in mobilità potrebbero essere la maggioranza. In quest’ottica, chiunque faccia o voglia fare business su internet deve necessariamente rivedere le proprie strategie commerciarli e renderle compatibili con il nuovo scenario. In gioco c’è un’utenza potenzialmente enorme, mediamente molto giovane e abituata a spendere cifre anche consistenti in cambio di servizi “mobile”. In pratica, un pubblico molto più “appetibile” per le aziende, con caratteristiche opposte a quelle del classico navigatore “stanziale” che richiede, e quasi esige, servizi gratuiti.
E’ questa, in estrema sintesi, l’interessante tesi esposta recentemente dal “telecommunications consultant” Tomi Ahonen durante un convegno svoltosi a Johannesburg. Qual’è la vostra opinione?

Per saperne di più:

– Moneyweb: “Business ignores mobile Internet at its peril

2 pensieri su “Internet Mobile, il business del futuro

  1. Avatar di RiccardoRiccardo

    Non credo che sarà questa l’evoluzione. Da un lato avremo un aumento sempre più rapido di nuovi accessi alla rete, anche di persone adulte che dovranno necessariamente passare dai contenuti tradizionali come primo approccio. Dall’altra avremo una sempre maggiore quota di navigatori che da passivi si trasformano in attivi, generando cioè contenuti propri (blogger a altro, private o corporate). Anche in questo caso strumentazioni complete sono pressoché indispensabili. Solo bloggare un testo con un telefonino diventa un’impresa di pazienza, non tanto per la velocità.

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  2. Avatar di RiccardoRiccardo

    Non credo che sarà questa l’evoluzione. Da un lato avremo un aumento sempre più rapido di nuovi accessi alla rete, anche di persone adulte che dovranno necessariamente passare dai contenuti tradizionali come primo approccio. Dall’altra avremo una sempre maggiore quota di navigatori che da passivi si trasformano in attivi, generando cioè contenuti propri (blogger a altro, private o corporate). Anche in questo caso strumentazioni complete sono pressoché indispensabili. Solo bloggare un testo con un telefonino diventa un’impresa di pazienza, non tanto per la velocità.

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