Il “blog portal” di Edelman

Dopo essersi tardivamente convinti ad offrire servizi di corporate e business blogging, i signori della Edelman USA sembrano aver finalmente capito anche che non si può vendere qualcosa che per primi non si usa/valorizza. Così si spiega il debutto del blog portal che porta il marchio della prestigiosa agenzia ed aggrega i contenuti di 16 blog editi da altrattanti dipendenti Edelman. Uno strumento pensato per dare maggiore visibilità alle perle di saggezza bloggate da Steve Rubel e compagni, certo, ma anche un chiaro messaggio per la clientela: quando vi proponiamo corporate e business blogging, sappiamo di cosa stiamo parlando. Beh, era ora che ci arrivassero.

Per saperne di più:

– Micro Persuasion: “Edelman Debuts Blog Portal

14 pensieri su “Il “blog portal” di Edelman

  1. Avatar di FacciatostaFacciatosta

    Che tristezza notare quanto sia ancora immaturo il livello di cooperazione culturale tra i blogger. O forse nel vostro caso, la parola blogger è usata in maniera inappropriata.
    La vostra non è comunicazione sul corporate blogging, ma semplicemente una gara a chi è arrivato primo. O a chi finora ha fatto meglio ed ha portato più clienti in cascina. E voi sareste consulenti??? Ma di cosa? Se non siete nemmeno in grado di parlare tra di voi, senza usare sarcasmo e le armi della critica.

    Vi dirò la mia opinione, anche se non richiesta, anche se non interessante. Fossi un’Azienda non mi fiderei mai nè di chi chiede dati a supporto di un’attività, perdendo completamente di vista l’aspetto qualitativo di un lavoro, nè tantomento mi potrei fidare di chi rivendica la primigenia della specie (il corporate blogging, nella fattispecie).

    A Sergio Veneziani la colpa di esser caduto, da navigato esperto della comunicazione, in uno svilente tranello ordito da chi utilizza il corporate blogging come medaglia da appendere al petto e non come causa da perpetrare con cuore e pensiero (come mi ero illuso che fosse, da appassionato e ammirato lettore di blogs4biz).

    Triste notare che da una conversazione potenzialmente interessante, escano due vinti e nessun vincitore.
    Triste notare che quando ci sono gli affari di mezzo, ognuno perda di vista la nobile causa per intraprendere una gara su chi sia il migliore.
    Un’occasione persa per dimostrare che il bene generale è più importante del “particulare”.

    Saluti

    Rispondi
  2. Avatar di Sergio VenezianiSergio Veneziani

    Smmergerti di cifre? Magari. Edelman in America è partita prima, in Francia il fenomeno è interessante. In Italia, ci proviamo, seriamente, da quest’anno. Quanti clienti? Lo abbiamo praticamente proposto a tutti, lo facciamo per uno e stiamo iniziando con un altro. Non mi sembrano cifre che sommergano nessuno…
    Nervoso? Insicuro? Dubitativo? Old style? Nervoso, no, un po’ dubbioso sì, come tutti quelli che ci provano davvero e capiscono le difficoltà.

    Rispondi
  3. Avatar di SconosciutoAnonimo

    Ehi, mi piace. Qualche cosa si muove nel sonnacchioso mondo delle PR internazionali! Fantastico. Siamo già al :” io c’ero da tenpo anche se non lo dicevo”. Vecchi vizi da sradicare finchè si è in tempo. Il Corporate blogging è importante e ben lo sappiamo noi che stiamo tentado di “evangelizzare le aziende”( primi in italia e in Europa).
    E allora facciamo si che diventi uno strumento per tutti e non solo un fatto di “bottega”.

    Rispondi
  4. Avatar di SconosciutoAnonimo

    Nervoso? Insicuro? Dubitativo ? Niente di tutto questo ? Solo un pò piccato? Coraggio, il nostro voleva solo essere un filo di sana ironia per accogliere Edelman nel fantastico mondo del Corporate blogging. Insomma, meglio tardi che mai.

    Rispondi
  5. Avatar di Mauro LupiMauro Lupi

    Mi sa che c’è un equivoco di fondo: quello di cui si sta parlando, è in realtà un sito che aggrega i numerosi blog gestiti dalle persone di Edelman in tutto il mondo. Edelman si occupa attivamente di blog già da due o tre anni…

    Rispondi
  6. Avatar di SconosciutoAnonimo

    Mauro, nessun equivoco: ciò che tu dici combacia alla perfezione con ciò che ho scritto. Edelman “aggrega” i suoi dipendenti/blogger per dare loro la meritata vetrina e meglio mostrare alla clientela la propria competenza rispetto al corporate blogging.

    E insisto: hanno aspettato troppo per farlo e, probabilmente, questa idea si deve a Steve Rubel, che di certo sa il fatto suo. Se qualcuno sa diversamente gli/le sarei grato se volesse informarmi.

    Al dottor Veneziani rispondo: replicare con tanta energia ad un post appena insaporito da un po’ d’ironia mi sembra a dir poco eccessivo. Da un corporate blogger mi aspettavo un commento altrettanto ironico e, visto che nel caso specifico a parlare è un professionista, magari qualche dato verificabile alla mano tipo:

    escludendo i già citati 16 dipendenti/blogger (CEO compreso)
    1) da quando effettivamente Edelman propone il corporate blogging come strumento di comunicazione interna o esterna ai sui clienti in America; In Europa?; In Italia?;
    2) rispetto al numero totale dei vostri clienti, quanti hanno ricevuto proposte di corporate blogging e, soprattutto quanti hanno accettato?
    3) potrebbe fornirci qualche esempio pratico di corporate blogging targato Edelman in America?; in Europa?; In Italia?

    Un corporate blogger smaliziato avrebbe preso la palla al balzo e mi avrebbe sommerso di numeri e cifre, costringendomi a ringraziarlo per “l’intervista spontanea”. La reazione che registro, invece, mi sembra davvero “old style pr”.

    Ovviamente, resto a disposizone nel caso qualcuno voglia gentilmente rispondere alle mie domande.

    Rispondi
  7. Avatar di Sergio VenezianiSergio Veneziani

    Certo, siamo convinti che prima di proporre ai clienti di aprire un corporate blog sia meglio rendersi conto di persona di cosa si tratti. E’ sbagliato?
    Forse non siamo stati primi, come non saremo gli ultimi. Richard Edelman, CEO dell’azienda, ha lanciato il suo blog “6 am” nel 2004. Troppo tardi?
    Oggi siamo, in Edelman, un gruppetto fatto di 16, con alcuni dei blogger più conosciuti del settore – Rubel in testa. Altri consulenti di comunicazione hanno team migliori? Possibile. Semplicemente cerchiamo di capire insieme ai nostri clienti le potenzialità del corporate blogging.

    Rispondi
  8. Avatar di FacciatostaFacciatosta

    Che tristezza notare quanto sia ancora immaturo il livello di cooperazione culturale tra i blogger. O forse nel vostro caso, la parola blogger è usata in maniera inappropriata.
    La vostra non è comunicazione sul corporate blogging, ma semplicemente una gara a chi è arrivato primo. O a chi finora ha fatto meglio ed ha portato più clienti in cascina. E voi sareste consulenti??? Ma di cosa? Se non siete nemmeno in grado di parlare tra di voi, senza usare sarcasmo e le armi della critica.

    Vi dirò la mia opinione, anche se non richiesta, anche se non interessante. Fossi un’Azienda non mi fiderei mai nè di chi chiede dati a supporto di un’attività, perdendo completamente di vista l’aspetto qualitativo di un lavoro, nè tantomento mi potrei fidare di chi rivendica la primigenia della specie (il corporate blogging, nella fattispecie).

    A Sergio Veneziani la colpa di esser caduto, da navigato esperto della comunicazione, in uno svilente tranello ordito da chi utilizza il corporate blogging come medaglia da appendere al petto e non come causa da perpetrare con cuore e pensiero (come mi ero illuso che fosse, da appassionato e ammirato lettore di blogs4biz).

    Triste notare che da una conversazione potenzialmente interessante, escano due vinti e nessun vincitore.
    Triste notare che quando ci sono gli affari di mezzo, ognuno perda di vista la nobile causa per intraprendere una gara su chi sia il migliore.
    Un’occasione persa per dimostrare che il bene generale è più importante del “particulare”.

    Saluti

    Rispondi
  9. Avatar di Sergio VenezianiSergio Veneziani

    Smmergerti di cifre? Magari. Edelman in America è partita prima, in Francia il fenomeno è interessante. In Italia, ci proviamo, seriamente, da quest’anno. Quanti clienti? Lo abbiamo praticamente proposto a tutti, lo facciamo per uno e stiamo iniziando con un altro. Non mi sembrano cifre che sommergano nessuno…
    Nervoso? Insicuro? Dubitativo? Old style? Nervoso, no, un po’ dubbioso sì, come tutti quelli che ci provano davvero e capiscono le difficoltà.

    Rispondi
  10. Avatar di SconosciutoAnonimo

    Ehi, mi piace. Qualche cosa si muove nel sonnacchioso mondo delle PR internazionali! Fantastico. Siamo già al :” io c’ero da tenpo anche se non lo dicevo”. Vecchi vizi da sradicare finchè si è in tempo. Il Corporate blogging è importante e ben lo sappiamo noi che stiamo tentado di “evangelizzare le aziende”( primi in italia e in Europa).
    E allora facciamo si che diventi uno strumento per tutti e non solo un fatto di “bottega”.

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  11. Avatar di SconosciutoAnonimo

    Nervoso? Insicuro? Dubitativo ? Niente di tutto questo ? Solo un pò piccato? Coraggio, il nostro voleva solo essere un filo di sana ironia per accogliere Edelman nel fantastico mondo del Corporate blogging. Insomma, meglio tardi che mai.

    Rispondi
  12. Avatar di Mauro LupiMauro Lupi

    Mi sa che c’è un equivoco di fondo: quello di cui si sta parlando, è in realtà un sito che aggrega i numerosi blog gestiti dalle persone di Edelman in tutto il mondo. Edelman si occupa attivamente di blog già da due o tre anni…

    Rispondi
  13. Avatar di SconosciutoAnonimo

    Mauro, nessun equivoco: ciò che tu dici combacia alla perfezione con ciò che ho scritto. Edelman “aggrega” i suoi dipendenti/blogger per dare loro la meritata vetrina e meglio mostrare alla clientela la propria competenza rispetto al corporate blogging.

    E insisto: hanno aspettato troppo per farlo e, probabilmente, questa idea si deve a Steve Rubel, che di certo sa il fatto suo. Se qualcuno sa diversamente gli/le sarei grato se volesse informarmi.

    Al dottor Veneziani rispondo: replicare con tanta energia ad un post appena insaporito da un po’ d’ironia mi sembra a dir poco eccessivo. Da un corporate blogger mi aspettavo un commento altrettanto ironico e, visto che nel caso specifico a parlare è un professionista, magari qualche dato verificabile alla mano tipo:

    escludendo i già citati 16 dipendenti/blogger (CEO compreso)
    1) da quando effettivamente Edelman propone il corporate blogging come strumento di comunicazione interna o esterna ai sui clienti in America; In Europa?; In Italia?;
    2) rispetto al numero totale dei vostri clienti, quanti hanno ricevuto proposte di corporate blogging e, soprattutto quanti hanno accettato?
    3) potrebbe fornirci qualche esempio pratico di corporate blogging targato Edelman in America?; in Europa?; In Italia?

    Un corporate blogger smaliziato avrebbe preso la palla al balzo e mi avrebbe sommerso di numeri e cifre, costringendomi a ringraziarlo per “l’intervista spontanea”. La reazione che registro, invece, mi sembra davvero “old style pr”.

    Ovviamente, resto a disposizone nel caso qualcuno voglia gentilmente rispondere alle mie domande.

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  14. Avatar di Sergio VenezianiSergio Veneziani

    Certo, siamo convinti che prima di proporre ai clienti di aprire un corporate blog sia meglio rendersi conto di persona di cosa si tratti. E’ sbagliato?
    Forse non siamo stati primi, come non saremo gli ultimi. Richard Edelman, CEO dell’azienda, ha lanciato il suo blog “6 am” nel 2004. Troppo tardi?
    Oggi siamo, in Edelman, un gruppetto fatto di 16, con alcuni dei blogger più conosciuti del settore – Rubel in testa. Altri consulenti di comunicazione hanno team migliori? Possibile. Semplicemente cerchiamo di capire insieme ai nostri clienti le potenzialità del corporate blogging.

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