La resa di PayPerPost

Se non puoi batterli, fatteli amici. E’ quello che deve aver pensato Ted Murphy, ceo e fondatore di PayPerPost, quando si è finalmente deciso a cambiare la sua controversa policy aziendale. Come forse ricordete, il business di PayPerPost è mettere in contatto le aziende con blogger disposti a recensire, a pagamento, i loro prodotti. Fin dagli esordi l’iniziativa ha sollevato un vespaio perchè, almeno fino a ieri, Murphy non imponeva ai blogger di segnalare quali post fossero pagati e quali no. “Si sta parlando molto di disclosure, ma la mia opinione è che non ci sia niente da rivelare” mi disse al tempo, non senza una certa arroganza, l’imprenditore statunitense. Ora però si apprende che Murphy è infine sceso a più miti consigli. Sul sito di PayPerPost si legge:

“Get paid for blogging. Write about web sites, products, services, and companies and earn cash for providing your opinion and valuable feedback to advertisers. Disclosure required.”

Ci sono solo due parole in più rispetto a prima, ma pesano come macigni.

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