Archivio dell'autore: Alessio Jacona

Acquisizioni strategiche

Bloglines è stato comprato da Ask Jeeves, azienda specializzata nella realizzazione di “search applications” come il motore di ricerca Teoma.com. L’annuncio ufficiale verrà dato martedì, ma già ora il nuovissimo blog aziendale di Ask Jeeves esibisce collegamenti che puntano dritto verso Bloglines. Mi chiedevo perché Ask non abbia preferito creare da sé un servizio simile, visto che ne aveva mezzi e capacità. La risposta di Mary Hodder è stata illuminante: “The point is – spiega – a comprehensive database of blogs structured well, going back a couple of years, is really valuable. As is the knowledge of how to put that database together, and run it, along with understanding why this kind of search is very different than those done by Google or Ask Jeeves”. Interessante.

Un passo indietro

Blogbinders.com è un’azienda americana che, per pochi centesimi di dollaro a pagina, è in grado di trasformare il vostro blog in un libro. Per realizzare il “miracolo” è necessario iscriversi al servizio on line e seguire una semplice procedura divisa in tre step. Una volta conclusa l’operazione, non c’è altro da fare che sedersi e aspettare: la “creatura” arriverà per posta direttamente a casa, in tante copie quante ne avete ordinate. E mentre sarete in “dolce attesa”, forse vi coglierà il sospetto che, fuori dalla rete, i contenuti del vostro blog perderanno buona parte del loro senso. Forse, ma sarà troppo tardi.

Bridge The Digital Divide

Inquinamento e digital divide sono due tra i più gravi effetti collaterali derivanti dall’uso e dalla diffusione dei computer. Esiste tuttavia la possibilità di risolvere entrambi i problemi con un solo semplice gesto: donare il proprio vecchio pc a chi ne ha bisogno. I servizi offerti dal sito “Bridge The Digital Divide”, frutto della collaborazione tra Computer Aid, News.com e Cnet Networks, semplificano notevolmente questa operazione e garantiscono la salvaguardia della privacy del donatore, sia esso un’azienda o un privato, cancellando irriversibilmente ogni dato dagli hard disk. Nessun rischio dunque, se non quello di fare una buona azione.

Sia fatto il GodPod

Che ci crediate o no, è in arrivo il GodPod, una bibbia parlante multilingue ad energia solare progettata per uno scopo a dir poco ambizioso: portare la parola di Dio anche a chi non sa o non può leggere e non dispone di corrente elettrica (a conti fatti circa la metà della popolazione mondiale). Il device tascabile è stato presentato ieri durante la Christian Resources Exhibition di Belfast e partecipa al “My Church Needs One of Those (McNoot) Award”. Prodotto dalla MegaVoice Ireland, il lettore servirà rendere il messaggio della chiesa “more accessible to a new generation” ed è già disponibile con la versione integrale del Nuovo Testamento. Per il “Vecchio” ci vorrà ancora un po’ di tempo. Abbiate fede.

Vive la pub

La pubblicità on line riprende a crescere. A sentire i francesi poi,la situazione sarebbe ottima. Un recente rapporto realizzato da Msn Francia rivela infatti che, nel 2004, gli investimenti d’Oltralpe in web advertising hanno registrato un balzo in avanti del 78%, con oltre l’86% dei grandi gruppi che sostiene di “apprezzare” internet come veicolo pubblicitario. E non è solo un fatto francese. La pubblicità online sta riprendenso a crescere in tutta Europa. Sembra infatti che moltissime Aziende chiedano espressamente ai loro centri media di pianificare una piccola parte dell’investimento sul web. Finita la paura, la rete torna a proporsi come importante veicolo di comunicazione. Solo in Italia le cose non marciano. Perchè ? Chiedetelo agli imprenditori. Ancora non hanno capito cosa fare con il loro sito internet, figuratevi se pensano a fare pubblicità in rete ! Loro vogliono apparire in tv.

Indiblog Award

L’India è cambiata. I vecchi guru e santoni che attiravano frotte di
occidentali in cerca della spiritualità ci sono ancora, è vero, ma non sono più soli. Al loro fianco siedono i nuovi e più prosaici “maghi” dell’informatica. Giovani tecnici e programmatori talmente abili da meritare anch’essi l’appellativo di “Guru” del nuovo millennio. Così non deve stupire se sono stati migliaia gli iscritti all’Indian Weblog Awards 2004, e tra di essi i 12 giudici hanno “nominato” 100 blog. Lo scorso 24 gennaio, 16 sono stati premiati con il contributo di 9 sponsor (tra cui Bradbury software e Microsoft). La blogosfera indiana è un ecosistema vivo, dinamico e pulsante dal quale tutti dovremmo trarre esempio: visitate con attenzione i blog vincitori e capirete
perché.

Bloggare stanca

Andrew Sullivan, blogger repubblicano autore diThe Daily Dish, ha deciso di prendersi una vacanza rinunciando a postare con quella regolarità che ha caratterizzato il sito negli ultimi 4 anni e mezzo. La scelta Sullivan sta scuotendo la comunità americana dei blogger, che ora si interroga sul fenomeno del blog burnout (sovraffaticamento da blog) e si domanda se questa “patologia” sia destinata a diffondersi. “The Daily Dish” potrebbe essere infatti il primo di molti web log destinati a implodere in un mercato dove gli “hobby and part timer bloggers” sono sempre più stretti dalla concorrenza dei “full time individual bloggers” e delle “online and media companies” in continua espansione. Tra quanto il problema si presenterà anche in Italia ?

Metamorfosi

Il phishing si evolve e diventa pharming. Provo a spiegarmi: il phishing, termine che unisce le parole “password” e “fishing” (pesca delle password), è una pratica che i malintenzionati adottano per rubare dati sensibili dai nostri computer. Una falsa e-mail (es: con il logo della nostra banca) ci chiede di correggere alcuni dati on-line e, voilà, siamo fritti. Il sito che visitiamo è in realtà uno spione che ci depreda dei nostri dati sensibili. Il trucco però funziona solo se si crede all’e-mail: molta gente, opportunamente informata, ha smesso di farlo costringendo i malintenzionati a fare di meglio. Con il pharming, l’hacker si “impradonisce” di un sito web “innocente” (sfruttando una vecchia vulnerabilità del protocollo internet) e reindirizza in modo trasparente ogni visitatore verso la sua subdola trappola. Tenete gli occhi aperti. Non accettate URL dagli sconosciuti!

Prove di infedeltà

Traditori. Ecco come devono apparire agli occhi del management di Microsoft tutti quei dipendenti ( e sono tanti) che si aggirano per il quartier generale di Redmond con delle cuffie bianche infilate nelle orecchie. Secondo la rivista Wired, che cita l’anonima testimonianza di un manager interno all’azienda americana, circa l’80 per cento dei dipendenti possiederebbe infatti un Apple iPod . Fatti i dovuti calcoli,in Microsoft circolerebbero oltre 16mila lettori marchiati con la “mela” su 25 mila stipendiati. Un dato che “infastidisce terribilmente il management della casa di Redmond”, perché testimonia in pieno la superiorità della Apple nel mercato della musica digitale. Inutili le “circolari” inviate ai dipendenti con le quali si cerca di scoraggiare l’uso del “diabolico lettore mp3”: per ora i dipendenti Microsoft si limitano a sostituire le cuffiette in dotazione all’iPod. Troppo riconoscibili.