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Yahoo! Finance si rifà il trucco

Con il fiato sul collo. Ecco come si devono sentire i vertici di Yahoo!. Altrimenti non si spiegherebbe perchè oggi, a poche ore dal debutto di Google Finance, l’altro grande motore di ricerca americano abbia annunciato come prossimo un non meglio specificato “restyling” del suo Yahoo! Finance, servizio che solo lo scorso mese ha registrato 12 milioni di utenti unici. Un successo di pubblico evidente che non sembra però sufficiente a placare “l’ansia da prestazione” del management Yahoo!, subito precipitatosi a promettere nuove meraviglie tecnologiche per gli utenti che gli reteranno “fedeli”. Dunque rassegnatevi: è probabile che presto vedremo comparire “dynamic stock charts” simili a quelle di Google Finance anche sul portale finanziario di Sunnyvale. La domanda è: se ne sentiva la mancanza?

Per saperne di più:

– Online Media Daily: “Yahoo Readies Response To Google Finance

Microsoft, ritardi in “Vista”

Se siete tra quanti attendono con ansia il nuovo sistema operativo targato Redmond, mettetevi l’anima in pace: è notizia delle ultime ore che Gates e soci hanno posticipato ulteriormente il rilascio della versione “consumer” di Windows Vista, riamandando tutto al gennaio 2007. Resta invece confermato il lancio delle versioni destinate alle imprese, previsto per il novembre di quest’anno.

Update: dopo l’annuncio di Microsoft, oggi le azioni della compagnia hanno registrato un calo del 2 per cento.

Per saperne di più:

– ABC News: “Microsoft to Delay Windows Vista Release

MySpace spaventa i “major marketers”

Sono certo che abbiate sentito parlare di MySpace, la piattaforma di social networking acquistata da Rupert Murdoch per oltre 650 milioni di dollari e frequentata da più di 60 milioni di persone. Leggendo numeri come questi, verrebbe da pensare che essa sia il Valhalla degli operatori di marketing e advertising, la terra promessa dove ogni “marketer” vorrebbe assicurarsi un posto garantendo ai suoi messaggi pubblicitari una straordinaria visibilità. Eppure non solo non è così, ma è anzi vero esattamente il contrario:

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Google Finance

google finance

Il mercato finanziario planetario è il vostro pane? Avete costantemente bisogno di essere aggiornati con notizie di settore e con le ultime quotazioni dei titoli di vostro interesse, magari potendo consultare quest’ultimi organizzati in un portfolio personalizzato? Bene: allora Google Finance potrebbe essere quello che fa per voi. Provatelo e, se ne avete voglia, fateci sapere cosa ne pensate.

Brevissime

  • Blog? What blog?: The Portland Business Journal torna sulla vexata questio delle aziende che ignorano i blog e dei rischi che esse corrono nel farlo.
  • Office 2007 secondo Bill Gates: questa settimana il guru di Redmond parlerà all’Office developer’s conference. Information Week anticipa i temi chiave del suo intervento.
  • Amazon Financial Store: Forte di un accordo con Fidelity Investments, il negozio virtuale americano espande la sua attività lanciando un “financial service store“.
  • India, Dell gioca al raddoppio: la compagnia hi tech americana ha annunciato di voler raddoppiare il personale alle sue dipendenze nel Paese entro tre anni, raggiungendo quota 20mila dipendenti.

Finanza personale, aziende in ritardo nell’online marketing

Google Italia ha appena pubblicato una ricerca realizzata da PricewaterhouseCoopers per chiarire come Internet stia cambiando la comunicazione delle aziende di finanza personale. Tra il novembre 2005 e il gennaio 2006, i responsabili della ricerca hanno intervistato sessanta chief marketing officers (CMO) di società sparse in sei Paesi europei (Italia, Francia, Germania, Olanda, Spagna e UK) facendo un’interessante scoperta: il primo contatto tra i consumatori e i servizi finanziari avviene ormai nel 59% dei casi online.

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Aol minority stake, Google rinvia l’acquisizione

google aol minority stake delay

A fine dicembre vi abbiamo puntualmente riferito della battaglia tra Google, Microsoft e Yahoo! in lotta per assicurarsi il 5 per cento di America Online. Alla fine era stata l’azienda di Mountain View a prevalere, assicurandosi il minority stake di Aol per ben un miliardo di dollari. Ora però qualcosa deve essere andato storto: senza fornire alcuna motivazione ufficiale, Google ha infatti deciso di rinviare al secondo semestre il perfezionamento dell’accordo, previsto originariamente per il mese in corso. Secondo ABC News, il rinvio dipenderebbe dal fatto che il motore di ricerca e Aol necessitano altro tempo per definire i dettagli della transazione. Sarà solo questo?

Microsoft, 500 milioni di dollari per lanciare Vista&co

L’obiettivo è promuovere urbi et orbi le nuove versioni di Microsoft Office, Windows Vista, Windows Mobile e Microsoft Exchange Server (in uscita nella seconda metà del 2006), ma anche è soprattutto conquistare il dominio del ricco mercato del business software ai danni del rivale di sempre: IBM. Per riuscire nella titanica impresa, Bill Gates e compagni hanno lanciato ieri un’aggressiva campagna di marketing e advertising da ben 500 milioni di dollari che verrà veicolata attraverso ogni genere di media immaginabile: stampa, televisione, internet, radio e quant’altro. Sarà una lunga guerra.

Per saperne di più:

– Washingtonpost.com: “Microsoft Takes on IBM With a Marketing Blitz
– NYT: “Microsoft Reveals Plan to Take Business From I.B.M.

Rumors – Una seconda chance per Netscape?

netscape aol calacanis digg

In rete si rincorrono voci insistenti secondo cui America Online (AOL) sarebbe intenzionata a rilanciare il portale Netscape.com, attualmente di sua proprietà. Secondo quanto rivela Paidcontent.org citando fonti anonime, AOL dovrebbe affidare l’ardua missione al guru di Weblogs Inc Jason Calacanis, il quale potrebbe trasformare il portale in qualcosa di molto simile al “collaborative news site” Digg.com. Staremo a vedere.

Per saperne di più:

– Paidcontent.org: “Netscape.com To Be Relaunched As a Digg-Like Site; Calacanis Heading It

Internet privacy, Washington e Google verso un accordo

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Come certo ricorderete, il mese scorso Google ha fatto parlare di sè rifiutando di consegnare allo US Department of Justice (DoJ) i suoi “search records”. Microsoft, Yahoo e AOL avevano invece accettato di buon grado. Il DoJ esige quelle informazioni per combattere piaghe come il web-terrorismo e la porno-pedofilia online, mentre Mountain View si oppone a ciò che definisce una richiesta “lesiva della privacy dei suoi utenti e potenzialmente in grado di rivelare segreti industriali di Google alla concorrenza”. Oggi il giudice americano James Ware ha annunciato che chiederà a Mountain View di consegnare al Governo se non tutti, almeno una parte di quei dati sensibili richiesti dall’amministrazione USA, che nel frattempo è scesa a più miti consigli: non pretende più le informazioni relative alle “search queries” di una settimana più un milione di “random Web addresses in the company’s index”, ma si accontenterebbe di 5mila search queries e 50mila random web address. A giudicare dai “commenti dei diretti interessati, un accordo sembrerebbe ormai prossimo.