
In un recente articolo pubblicato su Usa Today, Del Jones pone un interessante questione: sebbene il blog di un dirigente d’alto livello “would attract instant traffic, could influence public opinion, perhaps steer legislation”, i manager evitano di dedicarsi al corporate blogging in prima persona perché temono il confronto “aperto” con il pubblico e con gli altri blogger. Immagino si chiedano: perché dovremmo dare un’opportunità a quanti non vedono l’ora di dire che la nostra azienda fa schifo? Secondo Robert Scoble un paio di buoni motivi ci sono: fare corporate blogging significa infatti evitare di essere tagliati fuori da una conversazione che, nel bene e nel male, vi riguarda da vicino nonchè avere l’opportunità di fornire a tutti, anche ai vostri detrattori, una reale e veritiera “picture of who you are”. Insomma, nascondere la testa sotto la sabbia potrebbe essere molto più pericoloso che scendere nella fossa dei leoni. Voi che ne pensate?
Per saperne di più:
– CEOs refuse to get tangled up in messy blogs
– Control your destiny or somebody else will