Archivi categoria: Blog

Il search engine per podcast

Uno dei limiti più condizionanti del podcasting è l’impossibilità per i motori di ricerca di analizzarne il contenuto in modo analogo a quanto avviene con i testi. In parole povere, se digitate su Google la parola chiave “blogs4biz”, otterrete come risultato una lista di siti dove quella parola è citata in forma di testo. Se però in rete qualcuno ha pubblicato un podcast nel quale il nostro blog è citato, Google (o chi per lui) non se ne accorgerà mai (a meno che non lo specifichi il nome del file audio). Una vero peccato, ma forse ci sono buone notizie: l’americana TvEyes ha infatti promesso che entro la fine del mese varerà Podscope, “The Internet’s first spoken-word search engine for audio and video podcasts” e risolverà il problema. Se è vero o no (e qualche dubbio è lecito), lo scopriremo presto.

Per saperne di più:

– TvEyes press release
Podscope

Corporate blog, dalle parole ai fatti

Il blog è lo strumento ideale per l’azienda che desidera fornire alla propria clientela assistenza, consulenza e informazioni aggiornate sui propri prodotti in modo efficiente e a basso costo. Parola di Paul Rosenfeld, General Manager di QuickBooks Online, che prima non ha esitato a avviare un corporate blog “to communicate with and learn from his 25,000 customers” ed ora sta facendo di tutto per convincere a “postare” quanti più colleghi possibile. Il perché lo spiega lui stesso: ”Everyone in big companies thinks in terms of PowerPoint and big projects and lots of money. Our blog is an example of a lot of action and very little talking”. Se la cosa vi interessa potete leggere il “case study” pubblicato da Debbie Weil su “BlogWrite for CEOs”. C’è molto da imparare.

Per saperne di più:
– Case Study: All Action, No Talk for QuickBooks Online blog
– QuickBooks Online blog

La ricerca “preventiva”

Anche il miglior motore di ricerca ha un limite: trova solo ciò che già esiste in rete. Provate invece a immaginare le potenzialità di una tecnologia di ricerca proiettata verso il futuro: un sistema che non cerca solo ciò che già c’è, ma che continua a monitorare la rete in attesa che un contenuto correlato alla vostra query (veicolato da un feed Rss) faccia capolino. Il servizio esiste già, viene offerto dall’aggregatore on line PubSub ed è stato battezzato “Prospective Search”. Le potenzialità sono notevoli e, per alcuni, anche inquietanti: secondo Bob Wyman, co-fondatore di Pub Sub, la “ricerca preventiva” rende infatti superfluo il ruolo degli intermediari, ad esempio nella ricerca di un lavoro. Che ne sarà di Monster.com?

Per saperne di più:
– The Tech Beat: “Monster and the future of blogs”
PubSub
– Bob Wyman’s Blog
– Infoworld: “PubSub’s structured blogging initiative”

Gawker lancia Sploid

Lento ma inesorabile, il vecchio Nick Denton continua ad espandere il suo network di blog corrosivi e fuori dal coro. Il nuovo nato è arrivato oggi, si chiama Sploid ed in pochissimo tempo ha già registrato 50mila visitatori unici, segno evidente dell’abilità di Gawker nel fare autopromozione. Riguardo al sito in sé, si presenta in maniera piuttosto originale, con una grafica che ricorda certi tabloid tedeschi tipo la Bild e grandi titoli che, almeno per ora, sono corredati di una specie di occhiello ma rimandano direttamente ad articoli di altre testate. La linea editoriale è spiegata così: “If there’s a political line, it’s anarcho-capitalist: sniffing out hypocrisy and absurdity, whether from salon left or religious right”. A voi l’ardua sentenza.

Per saperne di più:

Sploid
Nick Denton’s blog
Gawker

A caccia di rumors con gli Rss

L’avvento dei blog e della tecnologia Rss ha infuso nuova vita all’antica pratica del “passaparola” e ogni azienda dovrebbe monitorare con attenzione la rete a caccia dei rumors che la riguardano. Alcune voci meritano di essere smentite, altre confermate, ma nessuna dovrebbe passare inosservata. Come fare? E’ possibile usare gli aggregatori di feed Rss (come newsgator) impostando criteri di monitoraggio specifici, basati su parole chiave come ad esempio il nome della vostra azienda (le cosiddette watchlist): vi aiuteranno a scoprire ciò che si dice in rete sul vostro business. Nel bene e nel male. Ci avevate pensato?

Per saperne di più:
Tracking Rumors with RSS
Rumor Surveillance, Blogs, & Public Media

Il segreto di Wikipedia

Il volume di informazioni presente su Wikipedia, considerando solo le voci redatte in lingua inglese, è pari al doppio di quelle offerte dall’Enciclopedia Britannica ed Encarta messe assieme. Considerando anche il materiale prodotto in altre lingue, entro l’anno Wikipedia dovrebbe raggiungere l’incredibile traguardo del terabyte di informazioni disponibili, consultate ogni giorno da un numero crescente di utenti. Un successo evidente, basato esclusivamente sul volontariato e sulla filosofia open source. Qual’è il segreto? Secondo il suo fondatore Jimmy Wales, il progetto è piaciuto perché “it’s not primarily a technological innovation, but a social & design innovation”. Worldchanging ne riassume i tratti salienti.

Per saperne di più:

Wikipedia
Jimmy Wales
Worldchanging

Il presidente blogger

Un domani non molto lontano il corporate blogging sarà un’attività comune a tutte le aziende: manager e capi d’azienda apriranno blog per dialogare con i dipendenti, confrontarsi sui temi caldi del core business, reclutare blogger nella loro stessa impresa. L’amministratore delegato sarà anche il leader di una comunità di blogger aziendali, scriverà di suo pugno le corporate blogging guidelines e avrà il coraggio di sottoporle più volte al giudizio dei lettori, integrandole con consigli e suggerimenti. Fantascienza? Eccesso di ottimismo? Niente affatto: Michael Hyatt, Ceo e presidente della casa editrice Thomas Nelson, lo sta già facendo oggi. Se non ci credete, andate a vedere voi stessi.

Per saperne di più:

– Michael Hyatt’s blogs: Working SmartFrom Where I Sit

– Michael Hyatt’s corporate blogging guidelines vers. 2.0

Thomas Nelson

Podcasting, quale verità?

Quanti sono gli utenti della rete che fanno uso del podcasting? I ricercatori di Pew Internet vorrebbero rispondere a questa domanda ma non sembrano avere ancora le idee abbastanza chiare. Il perché è presto detto: due giorni fa l’istituto di ricerca ha pubblicato uno studio nel quale affermava che gli utenti del podcast sono ben 6 milioni; dopo appena ventiquattr’ore Mary Madden, direttrice di Pew Internet Research, ha dichiarato in un’intervista che il numero di utenti è probabilmente “smaller than the 6 million figure cited in the organization’s latest study”. Se è così (e non c’è ragione di dubitarne), cosa aspettano a rimuovere il rapporto dal loro sito e a darci una risposta attendibile?

Per saperne di più:

– Pew Internet: “Podcasting catches on”
– Newsfactor: “Six Million Podcasters and Counting”

(Via The Blog Herald)

Signposts in Cyberspace, meglio tardi che mai

E’ stata una lunga e “trepidante” attesa: sette anni e due governi fa il Congresso Usa aveva commissionato uno studio da un milione di dollari sullo stato e sul futuro dell’Internet Domain Name System (DNS). I risultati avrebbero dovuto essere pronti in sei mesi, eppure il rapporto “Signposts in Cyberspace” viene pubblicato solo oggi, quando ormai erano rimasti in pochi ad attenderlo. I ricercatori giustificano il ritardo con la rapida evoluzione della rete e i numerosi aggiornamenti dello studio che questa ha reso necessari. Mi domando: quando hanno accettato l’incarico, davvero non sapevano a cosa andavano incontro?

Per saperne di più:

About that whole Internet thing…
Internet study finished — after 7 years
“Signposts in Cyberspace”

Google mostra i muscoli

La notizia di Google che raddoppia la capienza delle sue Gmail è sulla bocca di tutti. Più del fatto in sé, mi ha tuttavia colpito il modo in cui la novità è stata presentata: trovo infatti vincente l’idea di mettere nella home di Gmail, sotto la scritta “The gift that keeps on giving”, un contatore che in tempo reale mostrava come si stesse progressivamente ingrandendo lo spazio e-mail di ciascun utente, byte dopo byte. Una scelta di comunicazione di sicuro effetto grazie alla quale tutti hanno potuto avvertire nitidamente la “forza bruta” della casa di Mountain View. Bel colpo.