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Vicini di blog

Mentre siete seduti davanti al computer a scrivere un post, vi capita mai di chiedervi se qualcun altro sta facendo la stessa cosa nelle vicinanze, magari nel palazzo accanto? Se la risposta è si, esiste un modo per saperlo: basta iscriversi al servizio gratuito offerto da Feedmap.org.
Compilando un semplice form, il sito genera automaticamente un po’ di codice da aggiungere al vostro sito: fatto “l’innesto”, sulla vostra home comparirà un riquadro con una mappa (Microsoft) che indica la vostra posizione e una voce che riporta il numero di blogger (iscritti al servizio) nelle vostre vicinanze. Il servizio è ancora acerbo, ma vale la pena giocarci 5 minuti.

Firefox mette il turbo

Avete scaricato Firefox. Lo avete personalizzato con skin ed estensioni. Avete imparato ad amarlo. Ora potete renderlo veloce come nessun altro browser potrà mai essere. Potete, a patto che scarichiate Firetune, freeware per il “tuning” realizzato dai programmatori di Totalidea.com, quelli di TweakXp per intenderci. Provatelo. Ha rianimato la mia agonizzante connessione Gprs Wind, e non era facile.

Blogging ain’t a job

Fare blogging non è un lavoro. Chi blogga può essere considerato pericoloso per la sicurezza del paese (gli Stati Uniti) e quindi fermato all’aeroporto, interrogato, perquisito e rispedito in malo modo a casa sua. Per quanto incredibile, è esattamente ciò che è successo Jeremy Wright, stimato blogger di Ensight.org (e non solo). Per saperne di più potete (e forse dovete) andare a leggere il breve resoconto in cui lo stesso Wright racconta l’accaduto. Poi però tornate qui e condividete le vostre opinioni con me. Sono veramente curioso.

Economics Roundtable

Il blog Economics Roundtable è un interessante contenitore di notizie economiche che quotidianamente raccoglie post da 72 weblog specializzati nel settore. Nato da un’idea di William R. Parke, professore della University of North Carolina, potrebbe rappresentare un utile strumento di lavoro anche per i professionisti di casa nostra. Visitatelo e fatemi sapere cosa ne pensate. Se vi piace, posso cercarne degli altri.

Yahoo! goes blogging

Il popolare motore di ricerca Yahoo! lancerà a breve la beta testing di una nuova piattaforma per il “blogging e social networking”, nome in codice Yahoo!360. Ce lo rivela un post sul blog di Charlene Li, analista al soldo di Forrester esperta di “Technology Development in Media and Marketing”. Era ora! In molti aspettavamo che quelli di Yahoo! mettessero i loro potenti mezzi a disposizione dalla blogosfera.

TheWeblogProject

L’idea alla base di TheWeblogProject, ultima fatica di Marco Montemagno, Robin Good e Massimo Stella, è interessante: gli utenti della blogosfera selezionano venti “top blogger” tramite democratica votazione; ciascun “eletto” registra con la propria webcam un video di approfondimento sul mondo del blogging; il materiale prodotto viene assemblato in un inedito “documentario” e, infine, condiviso in rete grazie alla tecnologia peer to peer. Se avete voglia di candidarvi come relatori, avete tempo fino al 15 aprile.

L’altra faccia del blog

La blogosfera si espande a ritmo serrato ma non è tutto oro quello che luccica. Secondo Dave Sifry, Ceo di Technorati, sempre più spesso i nuovi weblog non sono altro che dei falsi creati da robot con l’unico scopo di pilotare il traffico internet verso siti commerciali di varia natura. Date un’occhiata al post di Sifry e, mi raccomando, attenti a dove mettete il mouse.

Un “esercito” di blogger-imprenditori

I blogger-soldati impegnati in Iraq si sono dati agli affari. In un recente articolo, la rivista The Army Times racconta come molti dei “soldiers blogging from Internet cafés” iracheni stiano raggranellando un po’ di money proprio grazie ai loro siti. Alcuni blogger, tra cui The Questing Cat, fanno da tramite per donazioni benefiche a favore delle famiglie dei commilitoni morti in battaglia. Più spesso, i militari chiedono aiuto ai lettori per acquistare oggetti utili alla vita da soldato, come The American Soldier, vendono merchandising per conto proprio o di terzi, come su BlackFiveNet, o includono ads nelle pagine dei loro blog, come nel caso di Air Force Blog. Quando si dice “mettere il marketing in prima linea”.

La strana coppia

Immaginate Linus Torvalds mentre, seduto alla sua scrivania, lavora tranquillo utilizzando il sistema operativo che da lui ha preso il nome. Che c’è di strano? Che il computer è un Apple G5, ecco cosa! Non ci credete? Sappiate allora che lo ha rivelato lo stesso Torvalds in un’intervista a Zdnet Australia: “My main machine these days is a dual 2GHz G5 – ha spiegato il finlandese – it’s physically a regular Apple Mac, although it obviously only runs Linux, so I don’t think you can call it a Mac any more”. Per ora non è dato sapere se anche noi comuni mortali potremo godere di questo inatteso e affascinante connubio. Io intanto propongo un bel Mac Mini con doppio sistema operativo. Che ne pensi Steve?

Il coraggio di bloggare (in azienda)

La corporate communication tradizionale si basa su uno schema estremamente rigido secondo il quale viene deciso in anticipo chi può dire cosa, quando, dove e perché. Ce lo ricorda in un post il blogger americano Jeremy Wright, secondo cui “il corporate blogging è una sfida perché non dovrebbe obbedire a queste regole” risultando tuttavia molto più efficace. L’importante è adottare un’adeguata policy aziendale per gestirlo con sincerità, autorevolezza, spirito di collaborazione e, soprattutto, coraggio. Ne serve infatti parecchio per uscire dal mondo ovattato dei comunicati stampa e delle brochure concedendosi al confronto schietto con dipendenti e clientela. Abbiate fegato – sembra insomma dire Wright – e sarete ripagati. Ve la sentite?