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Microsofear

Bill Gates ha paura. Il numero uno di Redmond non lo ammetterà mai, ma c’è un’unica spiegazione per l’improvvisa inversione di rotta sul futuro di Explorer: il genuino timore destato dal successo di Firefox. Fino a ieri, infatti, Microsoft affermava (con quell’arroganza tipica dei monopolisti) che il suo browser è sicuro e sarebbe rimasto tale e quale fino al rilascio ufficiale del nuovo OS Longhorn. Poi lo zio d’America, nel corso della 14esima RSA Conference, ha annunciato una beta di Explorer 7 per la prossima estate e funzionante solo sui computer con XP Service Pack 2 (alla faccia dei milioni di utenti pc che ancora usano Windows 9x ed ME), resasi necessaria per risolvere gravi problemi di vulnerabilità. Miracoli della libera concorrenza. Io però mi chiedo: i computer delle vostre aziende possono aspettare?

Corporate blogging server

Cresce negli Usa il business del blog. Whatcounts, azienda di Seattle specializzata in “e-communications”, ha recentemente annunciato la disponibilità di “BlogUnit”, soluzione hardware e software che dovrebbe permettere alle aziende di fare “blogging within their firewalls in 15 minutes”. Retorica del marketing a parte, colpisce la notizia che un’azienda statunitense offra costose soluzioni “chiavi in mano” per il “corporate blogging”. L’iniziativa commerciale dà infatti la misura dell’importanza che il fenomeno sta assumendo oltreoceano mentre da noi, come al solito, tutto tace. Un’unica perplessità: voi fareste costruire il vostro blog aziendale a WhatCounts sapendo che non ne ha uno proprio?

Office revolution

Tenetevi forte: OpenOffice 2.0 è a un passo dalla release ufficiale. No, non è uno scherzo di carnevale in ritardo, né il sogno ad occhi aperti di un utente Microsoft Office stanco di patch, falle, bug e quant’altro. Quella che vi offro è al contrario la gustosa anticipazione di un’ottima alternativa alla suite dello zio Bill. Fate come vi dico: scaricate la versione beta (Snapshot Build) di OpenOffice 2.0, installatela seguendo la procedura “idiot proof” e provate il brivido di avviare un programma di scrittura completo e flessibile in appena TRE secondi! E maneggiate con cautela: l’open source, come la libertà di pensiero, dà dipendenza.

Povera Repubblica

Non la nostra (che pure ha i suoi bei problemi) ma quella on line, contraddistinta dal dominio .it. Da quando è stata pubblicata la nuova veste grafica del sito, orde di lettori inferociti popolano il forum e fischiano il restyling a suon di post ultracritici. Mi dispiace, ma sono d’accordo con quelli (e sono molti) che definiscono il nuovo template tanto “caotico” da sembrare “fatto da dilettanti”. Come loro mi chiedo se la nuova veste sia “stata testata prima” e cosa costava “organizzare dei focus group per anticipare l’esito del progetto”.Oppure sono stati fatti? Detto questo, sondaggio: secondo voi di chi è la responsabilità? Dei grafici o del committente? Il link ai commenti è qui sotto…

Confessioni

E’ tutto vero. Il blogger Mark Jen confessa in un lungo post la verità sul suo allontanamento da Google: la sua attività di blogger gli è costata il posto. Troppo sincero, troppo presto. “Il 28 gennaio sono stato licenziato – spiega – e il mio blog è la ragione”. Il bello è che Mark non cerca vendetta: nella sua analisi semmai rimprovera a Google di non aver capito il ruolo dell’inside blogging, che analizza con lucidità esemplare evidenziando anche i propri errori. Chiude affermando che le compagnie hanno comunque il diritto di gestirsi come vogliono e ricordando che è di nuovo “on the market”. Convinzione o resa tattica?

Tuoni e fulmini

Microsoft Outlook ha le ore contate? È presto per sperarlo. Di certo c’è solo l’interesse che desta nella rete il progetto Lightning, messo in cantiere dalla sempre più amata Mozilla Foundation. Il “fulmine” dei ragazzi di Firefox altro non è che un progetto di integrazione tra l’apprezzato programma Thunderbird e il giovanissimo e promettente Sunbird, software per la gestione degli appuntamenti ancora in fase di sviluppo. Se dovesse funzionare, significherebbe guai seri per il vecchio Bill. Vale la pena aspettare seduti sull’orlo del fiume.

Congratulazioni!

Brindo al successo di Carly Fiorina e giuro che, se avessi il suo telefono, la chiamerei per farle le mie congratulazioni. La sua è stata una grande vittoria. Come definire altrimenti la buonuscita da 21 milioni di dollari dopo il licenziamento da presidente e amministratore delegato di HP? E come porsi di fronte a un sistema manageriale che si autoprotegge dagli errori o dai licenziamenti grazie a stuoli di avvocati e di contratti capestro? Che razza di esempio, perdonate il moralismo, è questo per i colleghi della Fiorina ( in tutto il mondo) ? Almeno non sono il solo ad essere indignato.

Mitico Pc Magazine

Firefox è bello, funzionale, stabile, pratico e, soprattutto, straordinariamente personalizzabile grazie a decine di “Extensions” liberamente scaricabili dalla rete. Non lo dico io ma la blasonata testata statunitense Pc Magazine che, in un recente articolo, si è presa il disturbo di recensire ben 15 di questi programmini “dimenticando” curiosamente di inserire i link per scaricarli. Una stecca non da poco cui vorremmo porre rimedio dandovi 5 dritte: installate Firefox e provate Adblock, ForecastFox, xMirror, Cards e DictionarySearch. Se iniziate, non potrete più smettere.

Qualcosa è cambiato.

Ricordate gli anni rivoluzionari del vecchio Napster? Altri tempi. Oggi il sistema funziona ancora ma è in abbonamento (circa 180 dollari all’anno), e offre agli utenti infiniti download “without paying 99 cent per track”. Nella descrizione del servizio, il riferimento alle tariffe dell’Apple i-Tunes Store è palese ma fuorviante: come nota John Gruber, la musica scaricata dal moderno Napster è infatti fruibile solo finché dura l’abbonamento e l’unica alternativa è comprare le canzoni pagandole i soliti 99 centesimi ciascuna (da sommare al costo del servizio). Legittimo, purché l’utente abbia sempre presente la differenza tra comprare (i-Tunes Store) e “affittare” (Napster) la musica.

Podcasting how to

Podcasting. Tutti ne parlano ma pochi sanno cosa sia veramente. Se volete “scoprire l’arcano” ma non avete tempo e pazienza di sorbirvi lunghe e tediose spiegazioni tecniche, Lisa Williams ha quello che fa per voi: “Four Minutes about Podcasting” è un breve e geniale video in formato realplayer che spiega perché questa nuova tecnologia può migliorarvi la vita e come fare ad “entrare nel giro”. Il tutto, come promesso nel titolo, in appena 4 minuti di lezione rigorosamente in lingua inglese. Provare per credere.