Sun Microsystems, ora i manager-blogger sono due

Del Ceo di Sun Jonathan Schwartz e della sua rivoluzionaria propensione al corporate blogging, abbiamo già detto più volte. Ora però scopro che, da due giorni a questa parte, un altro membro del management aziendale è “sceso in campo” nella blogosfera. Il neo blogger è Mike Dillon, General Counsel di Sun Microsystems. L’inizio sembra incoraggiante. Vedremo in futuro.

Per saperne di più:

– The WSJ: “Sun Microsystems’ General Counsel Launches a Blog

(Via Debbie)

“Sindrome cinese”, Dell risponde dal blog

La storia è questa: un cliente cinese compra un portatile Dell da mille dollari e, solo dopo l’acquisto, si accorge che il processore Core Duo in dotazione non supporta (diversamente da quanto pubblicizzato) la Intel’s Virtualization Technology. Inferocito, fa un giro in internet e scopre che anche altri suoi connazionali hanno subito lo stesso scherzo: la protesta monta e presto si trasforma in una class action contro Dell che i media subito ribattezzano “Processor Gate”.

La storia ci interessa perchè l’azienda americana sembra aver imparato in fretta dai propri errori e ha scelto di rispondere chiaro e forte sulla questione dal proprio blog, cui nel frattempo ha intelligentemente cambiato nome seguendo i consigli della blogosfera. In un post si prende atto del problema, si citano alcune fonti, si danno delle spiegazioni e si presentano scuse formali. E se questo è già molto di più di quanto ci si aspettasse da Dell, manca ancora la ciliegina sulla torta: il post è stato anche tradotto in cinese.

Per saperne di più:

– Business Week: “Mad As Hell In China’s Blogosphere

(Via Micro Persuasion)

Stati Uniti, il Nirvana del wi-max

Sono in molti a credere (ed io sono tra loro) che il wi-max sia il futuro della connessione a banda larga fissa o mobile. Questa tecnologia è infatti sinonimo di collegamenti iperveloci e diffusi via etere fino a una distanza impensabile per il più potente dei wi-fi, ma anche e soprattutto di costi relativamente ridotti per la realizzazione delle necessarie infrastrutture. Le antenne insomma, che teoricamente hanno un raggio massimo d’azione pari a 50 chilometri. E mentre in Italia questa potenziale cura contro il digital divide resta ferma ad una “sospetta” sperimentazione i cui termini di scadenza vengono sistematicamente prorogati, in America c’è chi come SprintNextel fa sul serio e promette: spenderemo 3 miliardi di dollari e lavoreremo spalla a spalla con Samsung, Motorola e Intel per riuscire, entro il 2008, a raggiungere con il wi-max l’85% delle famiglie statunitensi. Confrontando le due realtà nazionali, a volte sembra di vivere non in Paesi, ma in pianeti diversi.

(via Ansa)

Ceo blogger, la famiglia si allarga

Un articolo del Denver Post ci “spiega” come sempre più dirigenti e capi d’azienda stiano scoprendo ed adottando il tool blog come strumento di comunicazione corporate: “Blogging is going corporate. When the idea of blogs – short for “weblog” – came onto the radar screen a couple years ago, it was mostly relegated to individuals. No longer. Businesses are jumping on the blogging bandwagon, with executives trying to figure out the rules of the road to get the most out of open discussion, but at the same time, treading carefully”.

Per saperne di più:

– Denver Post: “Bosses jump on the blogging bandwagon

Apple, Jobs presenta il Mac OS “Leopard”

Proprio mentre la dolorosa questione delle stock option “truccate” sta creando serie difficoltà alla sua azienda, il Ceo di Apple Steve Jobs rilancia l’immagine della sua compagnia presentando, in anteprima al Worldwide Developers Conference 2006 e con stile inconfondibile, la prossima versione del Mac OS X (10.5), nome in codice Leopard. Quella, per intenderci, che uscirà nella prossima primavera e sarà in diretta concorrenza con il sempre più “ritardatario” Windows Vista.

(Via Ansa)

Google, offensiva d’agosto

Il rovente mese d’agosto non rallenta la complessa strategia commerciale di Google: è di ieri la notizia di un’intesa con Mtv Networks di Viacom che prevede la distribuzione di video e show televisivi completi di pubblicità attraverso il network AdSense. Oggi invece apprendo di un altro accordo tra Mountain View e Fox Interactive Network grazie la quale il motore di ricerca gestirà il paid search “on all of the company’s Web properties”, inclusi il social networking site MySpace.com, il gaming site IGN Entertainment e il movie site Rotten Tomatoes.

Ebay + MySpace = Business

AuctionBytes ha pubblicato la prima parte di un rapporto che documenta l’interessante iniziativa di alcuni venditori Ebay: un gruppo di “Powerseller” ha infatti pensato bene di aprire una spazio web anche sulla community online MySpace dove pubblicizzare e rilanciare il proprio negozio virtuale già ospitato sul sito d’aste americano. Risultato: il traffico di potenziali clienti è cresciuto sensibilmente e, sostengono gli stessi Powersellers, le vendite sono aumentate. Ora, il fatto non è notevole solo perchè degli imprenditori hanno avuto la buona idea di sfruttare un sito di social networking gratuito per rilanciare la propria attività commerciale on line, ma anche perchè dimostra che l’essere presenti con uno spazio gratuito all’interno di una community come MySpace può essere persino più efficace che farci sopra pubblicità, specie se si sceglie la via del corporate e business blogging. Un tema che merita di essere approfondito e sul quale ritorneremo in futuro.

Per saperne di più:

– AuctionBytes: “eBay Sellers Turn to Teen Hangout ‘MySpace,’

Internet Mobile, il business del futuro

Il pc ha le ore contate. L’evoluzione inesorabile dei telefoni cellulari produce terminali sempre più adatti alla navigazione in Rete ed è veloce al punto che, entro il 2010, i websurfer che si collegano in mobilità potrebbero essere la maggioranza. In quest’ottica, chiunque faccia o voglia fare business su internet deve necessariamente rivedere le proprie strategie commerciarli e renderle compatibili con il nuovo scenario. In gioco c’è un’utenza potenzialmente enorme, mediamente molto giovane e abituata a spendere cifre anche consistenti in cambio di servizi “mobile”. In pratica, un pubblico molto più “appetibile” per le aziende, con caratteristiche opposte a quelle del classico navigatore “stanziale” che richiede, e quasi esige, servizi gratuiti.
E’ questa, in estrema sintesi, l’interessante tesi esposta recentemente dal “telecommunications consultant” Tomi Ahonen durante un convegno svoltosi a Johannesburg. Qual’è la vostra opinione?

Per saperne di più:

– Moneyweb: “Business ignores mobile Internet at its peril

Windows Live Spaces, chi ben comincia…

Martedì la nuova piattaforma blogging Windows Live Spaces ha visto la luce. L’attesa novità si è però trasformata in iattura per quanti facevano uso della precedente versione del servizio Microsoft e che, per diverse ore, sono stati afflitti da ogni genere di malfunzionamento. Trovo interessante che, anche nell’era del “dopo-Scoble“, sia sempre un blogger Microsoft, e per di più un programmatore impegnato proprio nel progetto Live Spaces, a fare il punto della situazione preoccupandosi anche di chiedere scusa al popolo di internet. Evidentemente il corporate blogging dà dipendenza.

Per saperne di più:

– IBT: “Microsoft Social Networking off to Rocky Start

Enel, il reclamo arriva via internet

Ieri l’Ansa ha annunciato un’iniziativa dell’Enel grazie alla quale l’utenza potrà effettuare reclami direttamente via Internet. Lo scopo è chiudere più controversie possibile senza dover ricorre alla giustizia ordinaria: la sperimentazione del servizio durerà 6 mesi e sarà limitata alla sola regione Piemonte. Ottima idea, non c’è che dire. Resta da capire con che grado di “trasparenza” verrà gestita l’intera operazione. Immagino due opposte alternative:
Opzione 1 – Old Economy: l’Enel può usare il mezzo internet semplicemente per velocizzare il “lavaggio dei panni sporchi in famiglia” con il minor clamore possibile. Una scelta indubbiamente legittima, che tuttavia si traduce nell’ennesimo e triste form da compilare e spedire on line.
Opzione 2 – New Economy: L’Enel decide di aprire un sito dedicato ai clienti insoddisfatti attraverso il quale conversare in maniera aperta e diretta con l’utenza che chiede attenzione e supporto. Un website pubblico e partecipato dove problemi veri trovano soluzioni concrete attraverso un dialogo che si svolge alla luce del sole. In altre parole un corporate blog. La domnda è: quale soluzione sceglierà Enel? Naturalmente si accettano scommesse.