Usa, Google domina il search engine market

L’ultima ricerca di Nielsen/NetRatings consegna ancora una volta a Google la Palma d’Oro del motore di ricerca più usato dagli americani: secondo lo studio, ad aprile la metà delle ricerche condotte in rete è stata fatta tramite il search engine di Mountain View, mentre al secondo posto si attesta Yahoo! con il 22 per cento delle ricerche. Terzo il solito MSN (11 per cento).

Gore e MySpace alleati per salvare il mondo

al gore my space climate change

Dopo esser stato sconfitto da George W. Bush nella corsa alla Presidenza degli Stati Uniti, l’ex vice presidente Usa Al Gore ha reinventato se stesso e la sua carriera politica dedicandosi anima e corpo alla causa ambientalista. Da sempre attento alla rete e al fenomeno del web 2.0, Gore fa oggi parlare di sè per aver stipulato una partneship con MySpace: lo scopo dell’accordo è promuovere presso gli oltre 70 milioni di utenti della community on line un documentario sui mutamenti climatici realizzato dallo stesso Gore e intitolato “An Inconvenient Truth“. Un’idea geniale che dà la misura della serietà con cui i politici americani guardano alla rete e ai social media in particolare.

Per saperne di più:

– Online MediaDaily: “Gore Uses MySpace To Keep Earth A Safe Place

Msn Spaces, oltre 100 milioni di visitatori unici

In un comunicato non privo della consueta retorica trionfalista, è la stessa Microsoft a rendere noto che MSN Spaces ha superato ad aprile quota cento milioni di visitatori unici. Sempre secondo l’azienda di Redmond, l’ottimo risultato farebbe di MSN Spaces, oggi disponibile in 42 mercati e 21 lingue, niente meno che “the most widely used blogging service worldwide”, con buona pace di MySpace ed affini.

Per saperne di più:

– “MSN Spaces Now Largest Blogging Service Worldwide

InvestLogic, l’economia secondo i blog

I canadesi di InvestLogic meritano la vostra attenzione per aver avuto un’idea interessante ma anche e soprattutto il coraggio di metterla in pratica. L’idea era creare una piattaforma d’informazione economica e finanziaria che raccogliesse, selezionasse e consegnasse nelle mani dei piccoli investitori canadesi il meglio dell’informazione di settore proveniente – udite, udite! – dalla blogosfera. Un progetto ambizioso che ora vede la luce in versione beta e dal quale forse – dico forse – in molti qui in Italia dovrebbero prendere esempio.

Per saperne di più:

– PrWeb: “New Canadian Investment Website Focuses on Blogs and Podcasts

eBay e Yahoo! son fatti l’uno per l’altro

Non lo dico io ma la solita JP Morgan, la banca d’affari americana che ha da poco presentato un ponderoso studio nel quale si valutano tutte le possibili future alleanze tra i grandi player di internet. Le fusioni più gettonate sono appunto quelle tra Yahoo! ed eBay ma anche tra Yahoo! e MSN, mentre Google sembrerebbe destinato a “ballare da solo”. E voi, su cosa scommettereste?

Per saperne di più:

– NZHerald: “Tie-ups between internet giants ‘likely’

Nasce la Carta europea del film online

Si chiama Carta europea del film online, definisce le condizioni che i fornitori di contenuti e infrastrutture devono soddisfare se vogliono vendere film on line e, d’ora in poi, farà da punto di riferimento per qualsiasi nuovo accordo commerciale. Il documento è stato sottoscritto da 18 aziende tra operatori dell’industria cinematografica e dei contenuti, fornitori di servizi internet e operatori delle telecomunicazioni europei e statunitensi. Tra i firmatari figurano anche le italiane Fastweb, Telecom Italia Media e Tiscali.

(Fonte: Fastweb)

Technorati in versione italiana

technorati versione italiana

Per quanto mi riguarda, le notizie sono senz’altro due: la prima, diffusa ieri da Steve Rubel di Micro Persuasion, è che Technorati ed Edelman hanno stretto un’alleanza per creare versioni localizzate del motore di ricerca da lanciare nei Paesi dove la blogosfera evidenzia una maggiore crescita. La seconda, per noi molto più importante, è che tra questi Paesi c’è – incredibile ma vero – anche l’Italia, in compagnia di Germania, Corea, Cina e Francia, dove il primo Technorati in lingua diversa dall’inglese farà il suo debutto quest’estate. Chi l’avrebbe mai detto?

Apple, “Woz” vuota il sacco

le memorie di wozniak

Parlare della Apple significa quasi sempre parlare di Steve Jobs: maestro della comunicazione, il co-fondatore dell’azienda di Cupertino ci ha infatti abituati (se non ammaestrati) ad identificare il suo sorriso beffardo con il logo della Mela. Eppure quella di Jobs è solo metà della storia di Apple: l’altra metà appartiene al suo socio e co-fondatore dell’azienda di Cupertino, l’ingegnere Steve “Woz” Wozniak (foto), al genio del quale dobbiamo l’avvento dei rivoluzionari home-computer Apple I ed Apple II. Se desiderate conoscere la sua versione dei fatti, sappiate che è finalmente giunta la vostra occasione: in autunno esce infatti la sua biografia intitolata “I Woz: How I Invented the Personal Computer and Had Fun Along the Way”, scritta con l’aiuto della giornalista ed amica Gina Smith. Nell’attesa, godetevi le anticipazioni contenute nell’articolo pubblicato oggi da Business Week.

Il blog come strumento di auto-promozione

L’esperienza di Guy Kawasaki (foto), venture capitalist, professional speaker, autore di otto libri e, ovviamente, blogger, ci interessa per tre ragioni: in primo luogo, per il semplice fatto che il signor Guy si è “convertito” al blogging dopo averla a lungo ritenuta un’attività inutile e perfino dannosa. In secondo luogo, per il motivo che lo ha spinto a bloggare: l’esigenza di “condividere gratuitamente le proprie conoscenze con un pubblico il più ampio possibile”. Terzo, ma non per questo meno importante, perché Mr Kawasaki è ormai convinto che il blog sia uno strumento “very good for business”: grazie ad esso ha infatti incrementato le vendite del suo ultimo libro e, soprattutto, ha accresciuto la propria notorietà come venture capitalist attirando l’attenzione di un numero crescente di compagnie. Un risultato non da poco.

Per saperne di più:

– Il blog di Guy Kawasaki

(Via Belleville News)

Blogging e Podcasting, le armi segrete della politica americana

Un bell’articolo dell’Orlando Sentinel stigmatizza con poche ma chiare parole lo stato dei rapporti tra politica USA e blogosfera: “this is a serious business” e, soprattutto, “That’s democracy”. Interessante l’esempio fatto citando l’esperienza di Ari Rabin-Havt, 27enne sul libro paga del senatore Harry Reid, che per conto del suo boss blogga, monitora la blogosfera e cura i rapporti con la community on line degli elettori. Il senatore Billy Frist, invece, si preoccupa di rispondere settimanalmente alle domande che gli vengono poste attraverso il suo blog. Inutile dire che in Italia, salvo rare eccezioni, questa presa di coscienza non c’è stata. Vedremo se l’elezione di un blogger a ministro delle Telecomunicazioni riuscirà finalmente a smuovere qualcosa.