Wikipedia, più controllo sul processo editoriale

Delle recenti vicissitudine che hanno interessato la popolare enciclopedia open source abbiamo parlato diffusamente nei giorni scorsi. Oggi la notizia è che Jimmy Wales, fondatore di Wikipedia, promette per l’immediato futuro un maggiore e più efficace controllo sul processo editoriale che quotidianamente contribuisce alla crescita dell’enciclopedia on line. Un proposito nobile quanto ambizioso:

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Internet explorer divorzia dal Mac

internet explorer for mac

Microsoft lo aveva promesso e ha mantenuto la parola. I giorni che ci separano dal 1 gennaio 2006 sono anche ufficialmente gli ultimi in cui la casa di Windows supporterà la versione per Mac del suo controverso Internet Explorer. Il divorzio era stato già annunciato 2 anni fa, quando la Microsoft Macintosh Business Unit annunciò che non sarebbero state rilasciate ulteriori versioni di IE per Macintosh, ma solo aggiornamenti di sicurezza. Ora Anche quelli, insieme ad ogni altra forma di supporto tecnico, cesseranno e il “mac-explorer” resterà per sempre congelato nella (da tempo) obsoleta versione 5.2, uscendo definitivamente di scena. La domanda è: in quanti si accorgeranno della sua scomparsa?

Per saperne di più:

– Rex Hammock’s Weblog: “Countdown to the end of IE for the Mac

A week of blogging

Gli hot topics della settimana:

TextPayMe in Italia? Parla il Ceo Philip Yuen

Pochi giorni fa vi abbiamo informato della nascita negli Usa di un servizio chiamato TextPayMe che “permette ai possessori di cellulari di effettuare piccole transazioni attraverso lo scambio di semplici messaggi di testo”. Di pagare con gli SMS, insomma. Alla luce dell’interesse destato dall’iniziativa in Italia ed Europa, abbiamo creduto opportuno chiedere direttamente a Philip Yuen, fondatore e CEO di TextPayMe, se e quando intende partire alla conquista del Vecchio Mondo e, in particolare, del nostro Belpaese. “Non vediamo l’ora”, è stata la sua risposta.

Per saperne di più:

– Communicagroup.it: “TextPayMe presto in Italia?

Blog network – Know More Media

L’ennesimo blog-network debutta sulla scena planetaria: l’ultimo arrivato è Know More Media, nanopublisher californiano dal nome piuttosto impegnativo che gestisce e sostiene una squadra di weblog dedicati espressamente al business e specializzati in “finance, sales, management, marketing, operations, customer service, and information technology”. L’offerta iniziale conta 37 blog ma, attenzione, non è tutto oro quello che luccica: basta visitare il sito centrale del network per scoprire che ben 30 di essi sono sottodimensionati in quanto a organico e hanno urgente bisogno di “redattori”. Se pensate di avere le carte (e l’inglese) in regola bloggare in un simile contesto, è l’ora di farsi avanti.

Per saperne di più:

PRWeb: “Know More Media Announces the Launch of its Business Blog Network

Corporate blogging alla tedesca

L’ottimo Fredrik Wackå ci segnala un articolo comparso sulla versione online della rivista tedesca Capital dove si parla del corporate blogging in Germania. Il magazine economico pubblica i risultati di una sua indagine che rivela: delle 30 più importanti aziende teutoniche, ben 5 fanno regolarmente uso di corporate blogging interno o esterno mentre altrettante hanno in programma di iniziare ad utilizzare al più presto questo potente tool di comunicazione. Un esempio da seguire.

Per saperne di più:

– Corporate Blogging Blog: “Blogging in the largest German companies
– Capital: “Immer mehr Dax-Konzerne setzen auf Weblogs

Cresce la blogosfera indiana

Krishna Prasad, program manager per MSN India, prende la parola dalle pagine online di “The Financial Express” per annunciare che “il blogging è diventato un successo anche in India”. A conferma delle sue affermazioni, Prasad cita l’India Online 2005 Report secondo cui nel paese ci sarebbero attualmente circa “1.2 million users and posters of blogs”, complice anche la crescente popolarità di piattaforme gratuite per il blogging come Blogspot.com, MSN Spaces, Blogger.com. Sempre secondo il report, il 75 per cento dei blogger indiani “posta” dalle grandi metropoli, mentre l’età media dei blogger più attivi è compresa tra i 25 e i 30 anni.

Per saperne di più:

– The Financial Express: “You can’t escape blogging for too long

(Via The Blog Herald)

A week of blogging

Gli hot topics della settimana:

Mobile gaming, EA acquisice Jamdat

Dopo aver annusato l’aria con circospezione per qualche anno, il colosso dei videogame Electronic Arts (EA) ha infine deciso di entrare nel mercato del mobile gaming. E lo ha fatto da par suo, spendendo la modica cifra di 680 milioni di dollari per l’acquisto di JamDat, azienda specializzata nella realizzazione di videogame per cellulari attiva dal marzo del 2000. Subito la notizia dell’accordo è stata seguita dalle “dichiarazioni belicose” di EA, la quale ha promesso la pubblicazione di ben 50 titoli mobile per l’anno a venire. Il che lascia intendere una cosa: gli analisti di mercato cui si affida l’azienda americana prevedono una crescita del mobile gaming tale da giustificare un simile investimento. Rifletteteci.

Per saperne di più:

– Guardian Unlimited: “EA pays $680m for mobile games company

UK, cresce il Christmas shopping on line

Più banda larga, più prodotti in bella mostra nelle vetrine virtuali, maggiore risparmio e maggiore sicurezza nelle transazioni on line. Risultato? Meno acquisti nei negozi veri. Quelli, per intenderci, dove da sempre fate la fila nei giorni prima di Natale per comprare regali di ogni sorta. Si può riassumere così l’istantanea scattata al mercato natalizio britannico dagli analisti della Mintel, che annunciano: quest’anno il 40 per cento degli adulti d’oltremanica acquisteranno tramite internet parte dei loro doni, arrivando a un soffio dal raddoppiare il risultato di 4 anni fa, pari al 22 per cento. Rispetto invece allo scorso anno, la percentuale di acquirenti che preferisce fare “Christmas shopping online” è salita dal 10 al 15 per cento del totale. E’ mentre Mintel specifica che i prodotti più acquistati on line saranno cd, dvd e software vari, viene da chiedersi: riusciranno i negozi tradizionali, già alle prese con una negativa congiuntura planetaria, a reggere anche la crescente concorrenza dello shopping on line?

Per saperne di più:

– BBC News: “Net ‘luring Christmas shoppers’