Archivio mensile:ottobre 2005

Brevissime

lettera 22

Qualche suggerimento per iniziare la giornata:

  • Smentite: Google è sul punto di lanciare un servizio in diretta competizione con eBay chiamato Google Base? Molte voci nella rete sostengono di sì, ma dal blog di Mountain View fanno sapere che altro bolle in pentola. (Via Micro Persuasion)
  • Ricerche: uno studio realizzato dagli analisti di Skype conferma che il Voip fa bene alle piccole e medie imprese.
  • Social network tools: il nuovo strumento che vi segnaliamo si chiama Reader2 e vi consente di condividere con gli altri la lista dei libri che state leggendo o avete in programma di leggere. Da provare.

Il vero valore dell’iPod Video

Apple iPod Video

Nei negozi americani viene venduto al “prezzo consigliato” di 299 dollari: è l’iPod Video nella sua “versione base” con hard disk da 30 gigabyte. Ma quanto vale veramente il lettore di Cupertino? Qual’è il costo totale dato dalla somma del prezzo di mercato (all’ingrosso) dei singoli pezzi che lo compongono? Secondo quanto riporta AppleInsider, qualcuno ha già risposto a questa interessante domanda: pochi giorni fa il gruppo bancario statunitense Jefferies and Company ha incaricato alcuni esperti di “sezionare” un iPod Video; ad “autopsia” completata, il responso è stato stupefacente: il valore complessivo dell’hardware iPod sarebbe pari ad appena 143.50 dollari. A questa cifra bisogna ovviamente aggiungere costi di produzione, distribuzione, advertising “and other charges”, ma il margine di profitto per ogni singola unità venduta dovrebbe comunque restare molto alto. Forse addirittura troppo. Voi che ne pensate?

Per saperne di più:

– AppleInsider: “iPod video teardown reveals Broadcom video chip

Habemus iTunes Store Australia

iTunes Store Australia

E’ stata una lunga attesa, ma alla fine l’iTunes Store Australia è finalmente on line. La nuova “succursale” del negozio virtuale marcato Apple ha appena aperto i battenti e propone brani musicali per la modica cifra di 1,69 dollari australiani (AUD), video musicali per 3. 39 AUD e interi album per 16.99 AUD.

Per saperne di più:

– TUAW: “iTunes Music Store is live in Australia

The “Up Your Budget” Treasure Hunt

The Up Your Budget Treasure Hunt blog

Prendete una caccia al tesoro che coinvolga 16 città americane, duri 4 settimane e vanti un montepremi di 160mila dollari. Aggiungete che l’unico modo per partecipare alla caccia sia seguire un blog che fornisce indizi, video, suggerimenti e che l’evento venga pubblicizzato solo ed esclusivamente attraverso le voci più autorevoli della blogosfera. Cosa ottenete? “The Up Your Budget Treasure Hunt“, vale a dire la prima campagna pubblicitaria interamente “blog-based” progettata e realizzata dall’ottima B.L Ochman per la catena di autonoleggi Bugdet. Un’iniziativa coraggiosa e senza precedenti che conferma le potenzialità della blogsfera come strumento di comunicazione commerciale. Semplicemente geniale.

Per saperne di più:

– Adrants: “Budget Launches Blog-Based, Sixteen City Treasure Hunt

Google print, la contromossa tedesca

Printing Press

Quando il gioco si fa duro, gli editori tedeschi iniziano a giocare. Anche loro, come già quelli americani, si battono contro il progetto Google Print ma, a differenza dei loro colleghi d’oltreoceano, non sembrano (per ora) voler ricorrere agli avvocati. La “Börsenverein des Deutschen Buchhandels” (Associazione degli editori e librai tedeschi) ha infatti annunciato che intende sviluppare un servizio denominato “Volltextsuche Online”, tramite il quale gli utenti potranno scegliere, consultare, prendere a prestito o acquistare i libri on line. La strategia è dunque contrastare i progetti di Mountain View realizzando uno strumento del tutto simile a Google Print che però rimane sotto lo stretto controllo della BDB. Insomma, gli editori tedeschi apprezzano il progetto di Mountain View ma preferiscono metterlo in piedi per conto loro. Ora non resta che vedere se davvero sono in grado di competere con un colosso come Google e se altri, in Europa e nel mondo, vorranno seguire il loro esempio.

Per saperne di più:

– International Herald Tribune: “German publishers’ Google challenge

A week of blogging

Gli hot topics della settimana dal 17 al 23 ottobre:

Finlandia, la blogosfera si espande

Circa 170mila blog per poco più di 5 milioni di abitanti, la maggior parte dei quali (133mila) ospitati da MSN Spaces Finland. Sono queste alcune delle cifre diffuse da un rapporto realizzato da Media=blogi per riassumere lo stato dell’arte della blogosfera finlandese, cresciuta del 70 per cento solo negli ultimi 4 mesi. I blog finlandesi sono ancora per la maggior parte semplici e genuini diari virtuali, ma negli ultimi tempi hanno fatto la loro comparsa anche primi weblog professionali dedicati all’informazione. Ecco alcuni esempi: il maggiore quotidiano nazionale, Helsingin Sanomat, ha aperto 8 blog mentre un’altro quotidiano, Aamulehti, ha lanciato un sito basato su blog che riporta, integra e aggiorna le notizie pubblicate sul suo supplemento settimanale “Valo”. Anche il magazine settimanale Apu ha lanciato il suo primo blog mentre la Finnish Broadcasting Company Yle utilizza un blog per fare podcasting. E’ solo l’inizio, ma promette bene.

Per saperne di più:

Finland: Over 170 000 Blogs and the Big Media Starts Blogging

Firefox, un successo tra luci ed ombre

E’ festa in casa Mozilla. Il browser Firefox ha raggiunto ieri quota 100 milioni di copie scaricate e continua la sua scalata al ritmo di 200-300mila download al giorno. Purtoppo, il successo di pubblico è in parte offuscato dal crescente numero di vulnerabilità che il browser della Mozilla Foundation ha registrato nel corso di questa’anno: basti pensare che, secondo un controverso rapporto diffuso da Symantec, nel 2005 Firefox avrebbe accusato più “buchi” nella sicurezza di Internet Explorer. Se a questo si aggiungono i diversi rinvii per il rilascio della versione 1.5, l’avvento del nuovo Netscape (che con Firefox condivide il motore di rendering delle pagine), e l’antipatia degli hacker nei confronti del marketing website SpreadFirefox, la situazione non appare esattamente idilliaca. Voi che ne pensate?

L’FSFE sulle nuove Microsoft Shared Source

La Free Software Foundation Europe (FSFE) ha accolto il recente rilascio delle licenze Microsoft Shared Source con un misto di cauta soddisfazione e diffidenza: “Microsoft pare finalmente aver compiuto un passo avanti – spiega infatti Georg Greve, presidente della Free Software Foundation Europe – nella sua lunga marcia verso la concessione di libertà ai propri utenti: delle cinque licenze pubblicate, due sembrano rispondere alla definizione di Software Libero”. Per la precisione, le due licenze citate da Greve sono la “Microsoft Permissive License” (Ms-PL) e la “Microsoft Community License” (Ms-CL) che sembrerebbero (il condizionale è d’obbligo) soddisfare i quattro criteri che definiscono il Software Libero. Insomma, Microsoft pare davvero intenzionata a recuperare terreno nel settore del Free Software ma (come al solito) intende farlo secondo le sue regole, senza adottare licenze come la GNU GPL o la LGPL. Ora non resta che vedere quale software vedrà la luce nel segno delle Microsoft Shared Source Licenses: nell’attesa, l’FSFE promette un’analisi molto accurata delle MSS alla ricerca di eventuali “sorprese”.

Per saperne di più:

Il comunicato stampa dell’FSFE