Archivio mensile:ottobre 2005

USV passa dal web site al blog

Union Square Ventures ha fatto il grande passo: dopo appena un anno di vita il sito ufficiale della venture capital americana sparisce, o meglio, si trasforma e diventa un blog. A sentire Brad Burnham, il blog infatti è attualmente l’unico strumento di comunicazione web che possa consentire alla sua azienda di stabilre un dialogo efficiente e aggiornato con il mercato di riferimento, caratterizzato da un’evoluzione sempre più rapida e da cambiamenti troppo repentini per essere comunicati attraverso un sito web tradizionale. “Le nostre politiche aziendali – spiega Burnham nel suo primo post – sono il risultato di un dialogo costante con un mercato in continua evoluzione. Da questa conversazione non otterremo mai risposte definitive, dunque l’unica cosa che possiamo fare è pubblicarla. Il miglior modo per farlo è usare un blog, e questo è il nostro”.

Per saperne di più:

– Steve Shu’s 21Publish Blog: “Union Square Ventures Turns Website Into Blog
– A VC: “Our Web Site Is A Blog

Perché Google vuole Aol

Nei giorni scorsi è circolata la notizia che Google Inc e Comcast Corp sono alla ricerca di un’intesa per acquisire le quote di minoranza di America Online, il primo provider statunitense controllato dalla Time Warner. L’altro ieri l’agenzia Reuters spiegava in un articolo che, se l’affare andasse in porto, “The combination would marry Time Warner’s trove of programming and Google’s popular search and e-mail services with Comcast’s high speed Internet portal and experience in cable video distribution and telecommunications”. Una prospettiva assai sgradevole per Yahoo! e soprattutto per Microsoft che, secondo molti osservatori, starebbe anch’essa trattando per allearsi con Aol. Ma perché Google vuole Aol? John Battelle ha una sua teoria.

Motorola sponsorizza TPN

Il podcast è un media ancora immaturo e inadatto a veicolare messaggi commerciali? Motorola non è d’accordo. Lo dimostra il fatto che, pochi giorni fa, l’azienda americana ha lanciato il Rokr, un cellulare su cui girano gli stessi software dell’Apple iPod, iTunes compreso. E lo conferma la notizia di oggi secondo cui Motorola è il primo sponsor ufficiale di The Podcast Network. Certo, per ora si tratta soprattutto di un esperimento, un accordo di soli tre mesi studiato dal gigante della comunicazione wirelesl per “tastare” il terreno, ma le buone intenzioni ci sono: Neil Stewart, manager Motorola, spiega: “Il podcasting sta crescendo e divenendo rapidamente un potente strumento di marketing. Grazie ad esso saremo in grado di raggiungere con continuità un pubblico fortemente targetizzato su scala mondiale e creare un dialogo di forte impatto con la clientela di riferimento”. Insomma, Motorola crede nel podcasting. E voi?

Per saperne di più:

– TPN: “Motorola announces marketing agreement with The Podcast Network

Dietro le quinte dell’affare iPod video

Lo scorso luglio Robert X. Cringely ha profetizzato il rilascio dell’iPod Video e ipotizzato la nascita di quello che egli ha definito “iTunes Movie Store”. Ora che l’iPod video è finalmente arrivato, l’emittente americana ABC si appresta a distribuire tramite Apple iTunes le puntate di alcune sue serie televisive di punta come “Lost” e “Desperate Housewives”. Era questo che intendeva Cringely? Lo abbiamo chiesto al diretto interessato:

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Steve Jobs, sacerdote del segreto industriale

A nessuno stratega piace svelare i suoi piani in anticipo. L’effetto sorpresa, infatti, è sempre uno degli elementi chiave per il successo di una strategia complessa. Lo sa Steve Jobs, divenuto il sacerdote del segreto industriale. Lo sanno i dipendenti Apple, cui non è permesso bloggare alcunché riguardo la propria azienda. Lo sa anche Jason Calacanis, che oggi “denuncia” con ironia le menzogne rifilategli qualche tempo fa dal capo supremo della Apple riguardo ad un “ipotetico” iPod video. Alla domanda di Jason, “Hey, perchè non fate un video iPod?”, Jobs aveva risposto sorridente: “Perché la gente non vuole guardare video sul suo iPod. Vuole solo ascoltare musica. E poi non è progettato per i video”. Come poi sono andate le cose, ve lo ha già raccontato ieri Geeksquare.

Per saperne di più:

– The Jason Calacanis Weblog: “Steve Jobs is a great liar

Guida al podcast B2B

“Ten guidelines for B2B podcasts” è il titolo dell’ultimo post pubblicato da Shel Holtz. Con linguaggio chiaro e scorrevole, l’esperto pr americano riassume in dieci punti tutto quello che si deve sapere per realizzare un podcast business to business di successo. E avverte: sebbene per ora sia ancora relativamente poco diffuso “il podcasting sta esplodendo e le aziende si dovranno accorgere prima o poi che esso può essere un prezioso B2B communication channel “. Dateci un’occhiata.

Per saperne di più:

– A shel of my former self: “Ten guidelines for B2B podcasts

Comunicazione aziendale via podcast

Christopher Hannegan, senior vice president della Edelman di Chicago, ha pubblicato un post a sostegno del podcasting aziendale nel quale fornisce una serie di argomenti assa convincenti: “Le aziende – spiega – possono diffondere tramite podcast svariati contenuti destinati ai dipendenti come messaggi dal gruppo dirigente, corsi di formazione, industry news, business reviews e project updates”.
Ma perché proprio il podcast?
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Microsoft e Yahoo! “dialogano” per l’IM

In un recente articolo pubblicato dal Wall Street Journal (disponibile solo in abbonamento) si legge una notizia da non sottovalutare: Microsoft e Yahoo hanno deciso di cooperare per rendere compatibili tra loro i rispettivi sistemi di Istant Messaging. In pratica, presto gli utenti di servizi come Microsoft Messenger e Yahoo! Messenger potrebbero essere finalmente in grado di scriversi e parlarsi con un collegamento diretto. Forse le due aziende temono lo strapotere di Google più di quanto vogliono farci credere.

(Via B.L.Ochman’s weblog)

WeblogsInc dopo l’acquisizione di Aol

Il Líder Máximo di WeblogsInc Jason Calacanis fa il punto della situazione a poche ore dall’accordo con America On line. In un lungo post spiega, per altro in modo piuttosto sbrigativo, come la sua azienda abbia finalmente cessato di essere una start up e chiarisce che non è interessato alle innumerevoli partnership che gli sono state (furbescamente?) proposte nelle ultime ore, che la linea editoriale del suo network non cambierà e che lui ne resterà alla guida. Nulla di nuovo sotto il sole dunque, se non una “copertura” finanziaria invidiabile e la possibilità di pianificare strategie di più ampio respiro per lo sviluppo del “suo” blognetwork. Sarà vero? Staremo a vedere.

Per saperne di più:

– The Jason Calacanis Weblog: “What now?

A week of blogging

Gli hot topics della settimana:

Mr Dell fa orecchio da mercante
Blogging sindacale
La casa in vendita sul blog
Skype apre alla clientela business
Creative Commons Fundraising Campaign
Yahoo! – Lo stato degli RSS
Verisign acquisce Weblogs.com
Motorola “spinge” gli spot su cellulare
Strafalcioni: se anche l’Ansa inciampa
Perché il ROKR non decolla?
Rollyo lanciato dal Word of Mouth
Nick Denton: “Gawker non è in vendita”
Calacanis vende WeblogsInc (?)
Una questione di lunghezza
IABC 2005 EuroComm Conference
Guida all’uso di BlogAds
Google e Sun insieme?
Communicagroup – Geeksquare è online
Web Design, dieci errori da non fare
IBM: “Blogging means business”
Il senso del corporate blogging
Gatorade – Intervista a Darren Rovell
Business Blog – Una scelta mirata