Archivio mensile:Maggio 2006

Business podcasting, qualcosa si muove

business podcasting

Sono segnali interessanti quelli che provengono dalla giovane realtà del business podcasting: proprio mentre Apple inizia a pubblicizzare via web site ed e-mail un servizio dedicato alle aziende che vogliono produrre file audio commerciali, il Times Online pubblica un bell’articolo nel quale si sottolineano i “benefits” del blogging e del podcasting per le “smaller firms” con tanto consigli, esempi e “best practice”. Dateci un’occhiata.

Per saperne di più:

– Times Online: “Podcasting holds key message for smaller firms
– Blogs4biz: “IBM Podcasting guidelines

Il voip fa bene alle PA, parola di Enea

Ieri si è svolto a Roma un convegno organizzato dall’Enea il cui titolo lascia spazio a poche interpretazioni: “Il contributo della ricerca all’innovazione della Pubblica Amministrazione: i vantaggi del VoIP”. Durante il workshop si è molto insistito – e a ragione – sul fatto che “far viaggiare la voce sul protocollo Internet permette di ottimizzare e razionalizzare i flussi comunicativi, velocizzando lo scambio di informazioni complesse e aprendo le porte a una serie di utili applicazioni, come la video conference, il mobile office, la web collaboration”. La stessa Enea ha sviluppato una tecnologia Voip proprietaria che già applica nelle proprie strutture e che le consentirà di rispiarmiare circa 150 mila euro l’anno. Dunque la domanda è: che cosa si aspetta ad imporlo per legge nelle Pubbliche Amministrazioni?

Per saperne di più:

– CS: “Workshop dell’ENEA sui vantaggi del VoIP per la Pubblica Amministrazione

Skype 2.5 beta

Con il mercato del voip in costante crescita, Skype si sta muovendo rapidamente per contenere l’avanzata di “competitor” come Google e Yahoo!: l’azienda di proprietà di eBay ha infatti annunciato quasi contemporaneamete la preview del servizio Skypecast, e il rilascio della beta 2.5 di Skype. Quest’ultima, disponibile da oggi, vanta una migliore qualità sonora, consente l’invio di sms ed è stata progettata, dicono i suoi creatori, per essere ancora più facile da usare delle versioni precedenti. Traduzione: dopo aver raggiunto e superato i 100 milioni di utenti, Skype mira ora, da un lato, a vincere lo scetticismo delle aziende fornendo loro uno strumento ancora più flessibile e affidabile; dall’altro, a conquistare la parte di pubblico più ampia e potenzialmente più remunerativa: i cosiddetti “non-geek”.

Per saperne di più:

– BusinessWeek: “Skype Piles It On

The music of change

jobs wins over majors

Universal, Warner Music, EMI e Sony BMG, vero e proprio “cartello” mondiale della musica, hanno dovuto inginocchiarsi allo strapotere di Steve Jobs e del suo iTunes. Forte del suo controllo su oltre l’80 per cento del digital music market, l’uomo della Mela ha imposto alle grandi major la propria logica commerciale rispedendo al mittente la richiesta di alzare il prezzo dei brani in vendita sul music store di Apple. Un successo senza precedenti grazie al quale potremo continuare si potrà ancora acquistare canzoni per 99 centesimi (di dollari negli States, di euro in europa). Un ulteriore prova, nel caso ce ne fosse bisogno, che il futuro della musica è nel digitale e, soprattutto, nella rete.

Per saperne di più:

– Punto-Informatico: “iTunes scioglie il muro delle major
– BBC News: “Apple wins iTunes download deal

Napster, musica (semi)gratuita e tanti spot

naspter free

Napster ci riprova con la musica gratuita. La formula è ben diversa da quella, illegale, che ne ha fatto la fortuna e la disgrazia a cavallo tra questo e lo scorso secolo: fermo restando che è sempre possibile iscriversi al servizio a pagamento, ora (solo) gli utenti statunitensi possono anche registrarsi gratuitamente e ascoltare fine a cinque volte qualsiasi brano tra gli oltre due milioni presenti nell’archivio del “music store” americano. In cambio l’utente deve “sorbirsi” un bel po’ di pubblicità grazie alla quale il management di Napster spera di incrementare significativamente i ricavi. Esaurito il bonus d’ascolto, allo user non resta che acquistare, anzi “affittare” la canzone di proprio gradimento pagando il solito abbonamento mensile.

Per saperne di più:

– BusinessWeek: “Napster: New Tune, Same Chorus?
– Techweb: “Napster Unveils Free Ad-Supported Internet Music Service

Nuovi acquisti web 2.0 per News Corp.

Continua a spron battuto la campagna acquisti online del gigante News Corp.: dopo aver comprato per centinaia di milioni di dollari la community online myspace.com, l’azienda di Murdoch annuncia ora l’acquisto da parte della sua controllata Fox Interactive Media di due piccole ma utili “Internet companies” statunitensi: si tratta di Newroo, un aggregatore di news con base a San Francisco, e kSolo, sito di karaoke online realizzato e gestito da un’azienda newyorkese. Resta per ora segreto il costo dell’operazione che, secondo Michael Arrington di Techcrunch, non dovrebbe tuttavia aver superato i dieci milioni di dollari.

(Via BusinessWeek)

Amazon “lascia” Google per Microsoft

a9 amazon google microsoft

Amazon possiede un proprio motore di ricerca, chiamato A9, che funziona sia come “stand alone search engine”, sia come strumento di ricerca interno al sito del popolarissimo negozio virtuale americano. Basato fino ad oggi su tecnologia Google, d’ora in poi A9 funzionerà implementando una tecnologia “made in Microsoft” che, dopo aver “scippato” un simile cliente ai concorrenti di Mountain View, si prepara ora a sfruttare la nuova partnership per pubblicizzare e diffondere il brand “Windows Live”.

Per saperne di più:

– Reuters: “Amazon switches to Microsoft from Google

Yahoo! Tech, si può far meglio

yahoo! Tech

Con squillo di trombe e relativo rullo di tamburi, Yahoo! ha appena lanciato il suo primo portale dedicato esclusivamente alle nuove tecnologie. Il nuovo arrivato si chiama Yahoo! Tech e, a guardarlo bene, sembrerebbe una vera e propria “entrata a gamba tesa” in quel settore dell’informazione on line fino ad oggi comodamente dominato da Cnet.com. Nel dettaglio. Yahoo! Tech fornisce notizie e recensioni divise secondo 18 categorie su quanto di più “geek” c’è in circolazione, sempre a patto che riusciate a distinguere i contenuti (curati da Consumer Reports) dalla notevole quantità di pubblicità che affolla il nuovo portale. Il sito, che ha già riscosso alcune dure critiche, è stato per ora lanciato solo negli Stati Uniti, ma Yahoo! ha già annunciato di avere in programma un “adattamento” per il mercato internazionale.

(Via Marketwatch)