Stormhoek e il successo del “viral marketing”

Era la fine del 2005: in Italia, se pronunciavi le parole “viral marketing”, i nostri “marketers” pensavano al massimo ad un’epidemia di influenza. In Sudafrica l’azienda vinicola Stormhoek scopriva invece i blog, si affidava al popolarissimo Hugh Macleod e, assieme a lui, iniziava una campagna pubblicitaria nella blogosfera fatta di splendide vignette, bottiglie inviate gratuitamente ai blogger, passaparola. Oggi Stormoek esporta vino in tutto il mondo e lo fa spendendo poco più di 50mila euro l’anno in advertising; una miseria se paragonati agli oltre 2milioni di euro mediamente investiti dai suoi competitor in campagne pubblicitarie “tradizionali”. E i risultati si vedono: ogni anno sono centomila 10mila le casse di vino vendute sul mercato interno, mentre superano le 350mila unità quelle esportate. E sebbene uno dei proprietari di Stormhoek, Graham Knox, spieghi chiaramente che “il vino è sociale; le persone amano parlare del vino e noi abbiamo cercato un modo per far sì che ne parlassero”, qui da noi il “viral marketing” resta per molti roba da medici.

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6 pensieri su “Stormhoek e il successo del “viral marketing”

  1. jerry

    Il viral resta roba per medici…
    … ma non per me e la mia azienda, Exile Solutions.

    Complimenti a stormhoek per aver visto per prima, dove gli altri ancora usavano la clava.

    Parlare di vino è cosa più o meno comune, io lo faccio mentre lo degusto, mentre commentiamo le bottiglie che compriamo ed anche via messenger o altro.

    Quindi indubbiamente “il vino è sociale”.

    Saluti

    jerry

    Rispondi
  2. Luca Taddei

    Questa esperienza di viral marketing è davvero eccezionale.
    Cerchiamo noi di essere quei “medici” della comunicazione che cercano di curare le miopie nostrane!!!

    L.T.

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  3. viralavatar

    Lavoro nel viralmarketing (goviral.com, abbiamo vinto un leone a Cannes..) da circa un anno per il mercato italiano e vi posso assicurare che in un anno è cresciuto moltissimo..Ma le campagne sono più virali (veloci) in altri paesi che nel nostro..
    Check my blog to know more!!

    Rispondi
  4. jackwhile

    Devo dire che l’idea è geniale e i numeri parlano da soli: impressiona la differenza tra le cifre spese rispetto ai sui competitor per l’advertising.
    Il viral marketing in Italia c’è. Forse è ancora recepito solo come una curiosità rispetto ad una opportunità.
    Io l’ho applicato…e per me sta funzionando.Con grande soddisfazione.

    http://www.guadagna2euro.com

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