Mclips, il corporate blog di Microsoft Italia

Microsoft ha appena presentato il suo corporate blog ufficiale. Nasce in Italia, si chiama Mclips ed è un “company blog” multiautore dove, almeno sulla carta, tutti gli 880 dipedenti della filiale italiana avranno la possibilità di “postare” idee, opinioni, visioni. Un’iniziativa inedita per l’azienda di Redmond, che pone la sua filiale italiana all’avanguardia nella sperimentazione e nelle prove di dialogo con la blogosfera. Vediamola nel dettaglio:

Una piattaforma multiautore
Nel giorno del suo lancio, Mclips conta già 32 blogger iscritti (tra cui ben 10 donne). Aprire un unico blog a decine di autori è una scelta insolita che, secondo il direttore relazioni esterne e corporate marketing Carlo Rossanigo, sulla carta comporta tre principali vantaggi:
1) offre spazio e visibilità anche a coloro che non scriveranno abbastanza da giustificare l’apertura di un blog personale, ma hanno pur sempre qualcosa di interessante da dire;
2) facilita la formazione degli “absolute beginners”, i quali muovono i primi passi fianco a fianco con blogger più esperti;
3) dà vita ad un incubatore di corporate blogger che, un domani, potrebbero anche decidere di aprire il proprio spazio personale e continuare la conversazione per contro proprio.

Una tesi condivisibile. Resta tuttavia il fatto che il blog è soprattutto uno strumento con cui l’individuo proietta la propria personalità (e in questo caso anche la propria professionalità) online. Nel caso specifico, il rischio è che troppe voci provenienti da un unico punto di presenza possano confondere il lettore, ostacolando la conversazione e disperdendo i frutti del dialogo.

Intanto vale la pena sottolineare che, di fatto, i blog dei singoli autori esistono già, seppure la loro presenza non è immediatamente palese: quando si consulta il profilo di un autore è infatti possibile anche vedere tutti insieme i post che ha scritto. La pagina personale diventa così un mini-blog nascosto due click al di sotto della home di Mclips. Per facilitarne la consultazione, ho proposto che ad ogni singolo autore si associ anche un feed rss indipendente da quello principale, dando modo ai lettori di seguire più facilmente i blogger “preferiti”.

Gli strumenti implementati su Mclips
Dal punto di vista delle informazioni e dei servizi, il blog appare completo: ogni autore è presentato da una foto e da una breve “bio” consultabile da un elenco presente nella pagina “Chi Siamo”, ma anche linkata dalla firma in calce ad ogni post.
I commenti sono aperti, ma possono postare solo gli utenti registrati (serve lasciare nome e e-mail). Personalmente ritengo più pratico moderare i commenti (bloccando quelli offensivi, volgari o semplicemnete off topic), piuttosto che imporre all’utente una registrazione peraltro facilmente aggirabile. «La registrazione richiede due dati – risponde Rossanigo – dura pochi secondi e garantisce l’immediata visibilità del commento, cosa per noi fondamentale».

Alla prova dei fatti, l’iscrizione richiede effettivamente pochi secondi: ironia della sorte, la mail di conferma contenente la password temporanea di accesso è rimasta impigliata nell’antispam di Gmail, quasi a ribadire che tra Redmond e Mountain View al momento non corre davvero buon sangue.

Il corporate blog di Microsft Italia è infine dotato della “strumentazione standard”: essa comprende un box con i titoli degli ultimi post pubblicati, una tag cloud, l’elenco delle categorie, una photogallery e, soprattutto, un blogroll dove – spiegano i responsabili – ci sarà posto anche per link a risorse esterne al mondo Microsoft.

Patti chiari con il lettore

Per concludere, i contenuti del blog vengono pubblicati sotto licenza Creative Commons, mentre i commenti sono opportunamete disciplinati da chiari (e condivisibili) termini d’uso. E’ presente anche un’informativa sulla privacy mentre manca qualsiasi accenno ad eventuali “regole” cui debbono fare riferimento i corporate blogger Microsoft. Il perchè lo spiega ancora Rossanigo: «Non abbiamo pubblicato una policy aziendale per il corporate blogging perchè non ne abbiamo una. Non ci serve. I nostri blogger dovranno semplicemente attenersi alle regole di riservatezza e lealtà imposte dal contratto che hanno firmato entrando in Microsoft. Riassumendo, il principio è “non postare oggi ciò che non vorresti vedere pubblicato sui giornali domani”. Per il resto hanno carta bianca.»

Mi sembra ragionevole, ma trovo comunque utile che un’azienda abbia delle “corporate blogging guidelines” e le condivida con il pubblico. L’esempio lo ha dato a suo tempo Michael Hayatt, CEO di Thomas Nelson.

5 pensieri su “Mclips, il corporate blog di Microsoft Italia

  1. Vincenzo

    Trovo l’idea della Microsoft davvero ben realizzata. La tua idea dei feed separati è molto buona, ma credo che vada contro il fine del corporate blog unico.

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  2. Daniele

    Ma un “chissenefrega” no? Hanno fatto quello che già altri fanno da anni. Dov’è la novità? Ditemi dov’è la novità.

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  3. Anonimo

    @Vincenzo: sinceramente credo “che contro il fine del corporate blog unico ci vada già da sé la scelta di dare voce a più di 5 autori che, secondo me, rischia di creare troppo “rumore”. Con i feed per singolo blogger si potrebbe forse aggirare tale rumore.

    @daniele: se non te ne frega nulla, perchè perdere tempo a commentare?
    “Hanno fatto quello che già altri fanno da anni.”: se dici a chi ti riferisci, in Italia, si può pensare a un confronto sistematico e ragionato.
    La novità è che ora lo fanno anche loro.

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  4. PseudoTecnico

    Personalmente trovo poco invitante un blog multi-autore di queste dimensioni: 32 blogger, probabilmente in aumento, hanno potenzialmente una potenza di fuoco intimidatoria.

    Avrei trovato più ragionevole una soluzione del tipo:
    * dominio di terzo livello scelto dal blogger (pippo.mclips.it), in modo da rendere evidenti i post di un singolo blogger
    * homepage utilizzata come aggregatore dei vari blog

    Per capirci: un po’ quello che succede con Nova100.

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  5. Alessandro

    Anch’io credo ci sia il rischio di bombardare l’utente. Inoltre non capisco se quanto scritto sul blog sarà preso come posizione ufficiale dell’azienda. Per capirci, cosa accadrebbe se un dipendente straparlasse? Quando è successo in Google si sono salvati in corner, visto che la dipendente aveva scritto in un blog tematico e non in quello ufficiale.

    Chiudo con una nota simpatica. Anche la mia casella di posta ha bloccato la mail di avvenuta registrazione.. ed io uso hotmail!

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