Gelernter: “Internet? E’ una cosa seria”

David Gelernter insegna informatica all’università di Yale. E’ l’autore di Mirror Worlds, libro nel quale egli per primo profetizza l’avvento di qualcosa che, solo qualche tempo dopo, impareremo a chiamare World Wide Web e dove, come gli viene riconosciuto da più parti, getta le basi che ispireranno al creazione del linguaggio di programmazione noto come Java.

Un’icona della rete, un visionario che ha dato un contributo significativo alla nascita del calcolo parallelo. Un punto di riferimento così forte nel panorama tecnologico da divenire purtroppo oggetto nel 1993 delle devastanti attenzioni di Theodore Kaczynski – noto ai più con il nome di Unabomber – che riesce a ferirlo con uno dei pacchi bomba inviati nell’ambito della sua folle protesta contro il progresso e la tecnologia.

Oggi Gelernter, cui si riconosce anche il merito di aver largamente anticipato l’avvento del cloud computing, scrive un saggio (rilanciato da Edge) intitolato in modo assai significativo “Time to start taking the Internet seriously”: trentacinque paragrafi nei quali lo scienziato definisce lo stato dell’arte, identifica i principali problemi e declina la propria visione del futuro della rete, focalizzando sulla necessità di mettersi al lavoro, uscire dalla fase di stallo in cui secondo lui ci troviamo e “far fare a Internet ciò che vogliamo”.

No moment in technology history has ever been more exciting or dangerous than now. The Internet is like a new computer running a flashy, exciting demo. We have been entranced by this demo for fifteen years. But now it is time to get to work, and make the Internet do what we want it to.

Al momento, infatti, questo incredibile strumento non ha ancora espresso le sue vere potenzialità:

The Internet for its part has increased not the quality but the quantity of the information we see. Increasing quantity is easier than improving quality. Instead of letting the Internet solve the easy problems, it’s time we got it to solve the important ones.

Per cambiare le cose non basta andare a scuola, ma serve anche specializzarsi agendo sul campo:

To work on the Internet, master some part of the Internet: engineering, software, computer science, communication theory; economics or business; literature or design. Don’t go to Internet School and master nothing. There are brilliant, admirable people at Internet institutes. But if these institutes have the same effect on the Internet that education schools have had on education, they will be a disaster.

Serve agire ed agire adesso. Dice infatti Gelernter, in pratica esortando chiunque oggi sia impegnato a plasmare la rete a qualsiasi livello:

It’s time to think about the Internet instead of just letting it happen.

Come e perché, ve lo spiega egli stesso contribuendo alla conversazione con un saggio ancora una volta imperdibile.

Vedi anche:

David Gelernter: The second coming – A manifesto

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