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Lotus Connections, MySpace per le aziende

A quanto pare IBM ha deciso di capitalizzare l’esperienza accumulata nel corporate blogging riversando il proprio Know How direttamente in una nuova suite di applicazione per le produttività aziendale nota come Lotus Connections. Non so ancora cosa offra o come funzioni, ma leggo che sfrutterà i meccanismi del social networking (blogging in testa) per facilitare la condivisione di idee, problemi e soluzioni all’interno delle aziende, funzionando in un modo che ricorda da vicino la community di MySpace. Mi sembra una notizia eccellente.

Child abuse, denunciati MySpace e News Corp

Ci risiamo. A dispetto degli sforzi che lo staff di Rupert Murdoch fa ogni giorno per tenere fuori da MySpace i malintenzionati, continuano i casi violenze sussuali su minori adescati attraverso l’ormai immensa, e anche per questo difficilmente controllabile, comunità virtuale. La novità sta nel fatto che stavolta i genitori di alcune bambine abusate, dopo i molestatori delle loro figlie, hanno infine deciso di denunciare anche Myspace.com e l’azienda madre News Corp, entrambe di proprietà di Rupert Murdoch, per “allege negligence, recklessness, fraud, and negligent misrepresentation”. E se i giudici della California state court dovessero dar loro ragione, provate a immaginare le conseguenze in rete di un simile precedente legale.

Per saperne di più:

– Cnet news: “MySpace.com, News Corp. sued in assault cases

Apple, profitti da urlo

Profitti per un miliardo di dollari. Questo l’incredibile risultato registrato dalla Apple nel primo “quarter” del suo anno fiscale, quel delicato trimestre che comprende anche il delicato periodo delle vacanze natalizie. Una crescita del 78 per cento rispetto all’anno precedente e determinata in larga parte dal successo del solito, amatissimo iPod, le cui vendite hanno raggiunto e superato i 21 milioni di unità. “It Sure feels good” ha commentato con una certa soddisfazione il CEO Steve Jobs. E vorrei ben vedere, aggiungo io.

Per saperne di più:

– NYT: “Apple Profit Rose 78% in Quarter

Web 2.0 in Italia, facciamo il punto

Venerdì 19 Gennaio 2007, a partire dalle 10 e 30 del mattino, la Sala FNSI in Corso Vittorio Emanuele 349 a Roma ospiterà il convegno dal titolo “Il Web 2.0 e lo scenario italiano: a che punto siamo? – Giornalismo diffuso, condivisione di saperi, progetti partecipativi: scenari e prospettive”. Organizzato da Giornalismi Possibili in collaborazione con la FNSI, l’evento è aperto a tutti e sara registrato integralmente da RadioRadicale. Chi viene alzi la mano.

Per saperne di più:

– Giornalismi Possibili: il programma e i relatori

Happy Birthday

Repubblica.it compie dieci anni e festeggia da par suo: una prima pagina fatta dai lettori, un aggregatore chiamato News Control che attinge da 130 fonti, numerosi articoli firmati dai nomi che contano del giornale, compresi il direttore di Repubblica Ezio Mauro, Vittorio Zucconi e Mario Tedeschini Lalli che, insieme ai loro colleghi, ripercorrono le tappe fondamentali nella storia del quotidiano on line e tracciano le sue linee evolutive nel prossimo futuro.

La pubblicità di Google sulle radio della CBS

Sebbene non ci sia ancora nulla di confermato, la notizia viene da una fonte solitamente affidabile come Merryl Linch e merita quindi di essere riferita: Google e la CBS sarebbero nel pieno di negoziati volti a portare la pubblicità del motore di ricerca sulle radio di proprietà dell’emittente statunitense. Un’incursione nel advertising business dei media offline che starà facendo tremare le vene e i polsi a più d’un operatore del settore.

Per saperne di più:

– Media Daily News: “CBS/Google: Analysts Say Radio Ad Deal Is Imminent, Has Sticking Points

iPhone, Cisco denuncia Apple

Squillo di trombe, rullo di tamburi, Mr. Jobs ha presentato l’iPhone inscenando uno spettacolo da par suo che, come sempre, val la pena vedere. Il tutto è avvenuto, straordinariamente, senza che lo zio Steve desse la minima impressione di soffrire lo scandalo delle Stock Options retrodatate che ormai lo coinvolge in prima persona. Resta da vedere se ora potrà permettersi di ignorare anche la nuova minaccia che si profila all’orizzonte: il gigante tecnologico Cisco ha infatti annunciato che denuncerà l’azienda di Cupertino per patent infringement perchè, come vi avevo già detto, il trademark iPhone le appartiene di diritto dal 1996 (e identifica un voip cordless già in produzione). Che il deus ex-machina di Apple abbia perso il suo tocco? Vedremo. Intanto Jobs una rivincita se l’è già presa: a chi poco tempo fa riferiva di un drammatico calo delle vendite per l’iTunes Store, ha risposto con la forza bruta dei dati: “Abbiamo impiegato tre anni per vendere il primo miliardo di canzoni e dieci mesi per vendere il secondo. Non potremmo essere più soddisfatti”. Impossibile dargli torto.

Ricominciamo

Di ritorno da due splendide settimane in Messico, rompo il ghiaccio segnalando due articoli pubblicati oggi sul Manifesto: il primo torna sul tema del Wi-Max all’indomani dell’intesa tra Ministero delle Comunicazioni e Ministero della Difesa che dovrebbe, finalmente, spianare la strada anche in Italia all’avvento di questa tecnologia di connessione. Una piccola rivoluzione dalle numerose implicazioni, molte delle quali puntualmente analizzate da Franco Carlini a pagina 13. Ed è sempre Carlini che, a pagina 16, getta acqua sul fuoco dell’entusiasmo derivato dalla presentazione dell’attesissimo telefono cellulare marcato Apple e taglia corto: “i-Phone, non è tutto nuovo quel che luccica”. Buona lettura.

iTunes Store e il report conteso

E dopo la bomba, il duello. Due giorni fa Josh Bernoff, ricercatore Forrester, pubblica una ricerca esplosiva secondo cui le vendite dell’iTunes store sarebbero colate a picco (-65%). L’onda d’urto della deflagrazione si propaga attraverso i media on- e off-line finché arriva la smentita di Apple che, pur non rivelando i numeri reali delle vendite, in parole povere sentenzia: alla Forrester si sono bevuti il cervello, l’iTunes Store va alla stragrande. Il giorno dopo la smentita, sul campo restano Bernoff, che dal blog lamenta di essere stato frainteso e strumentalizzato, e The Register, che invece lo accusa apertamente di essersi rimangiato i risultati della sua ricerca cedendo alle pressioni di Apple e dei suoi stockholder. E mentre i due contendenti si infilzano a dovere, a noi non resta che goderci lo spettacolo ed aspettare i prossimi dati ufficiali sulle vendite dell’iTunes Store.

(via Punto-informatico)

L’Ansa minimizza il “battery recall” di Sony

Proprio non ci siamo: una notizia pubblicata ieri sul sito dell’agenzia riferisce che secondo il presidente della Sony Ryoji Chubachi, il colosso nipponico sarebbe finalmente in ripresa. Fin qui niente di strano ma poi, in chiusura, la gaffe: l’azienda va meglio nonostante “il ritiro dal mercato di alcune batterie difettose e alcuni ritardi nella produzione della Playstation”. Alcune batterie difettose? Ma se sono mesi che in rete si parla degli oltre 10 milioni di batterie Sony per notebook richiamate in fabbrica (di cui 4.1 milioni da Dell e 1,8 milioni da Apple) perchè si temeva potessero esplodere! Qualcuno ha persino stimato il costo delle perdite per la casa nipponica in 561 milioni dollari. Direi che il collega dell’Ansa ha un tantino sottovalutato il fenomeno.

(Photo: Engadget)